GENOA MIO, IL MIO CUORE E' CON TE

  

(c.l.) Domenica sera il Genoa - la mia squadra del cuore - č arrivato a sei minuti dalla serie A. Poi il Piacenza, che si č battuto in questa partita come se fosse la gara della vita, č riuscito a pareggiare con un calcio di punizione straordinario, da distanza siderale, come dice Massimo Donelli, genoano come me e come me abituato alla sofferenza. E per avere la certezza matematica della promozione in serie A, dopo un fantastico campionato quasi sempre in vetta alla classifica e dopo un incredibile sciupģo di risorse nel girone di ritorno, saremo obbligati a battere il Venezia - gią retrocesso in serie B. Facile, dirą chi non conosce la meravigliosa storia del Genoa, intessuta di vecchie  imprese e di recenti beffe. E comunque se difficile č vincere, per chiunque, "dover" vincere č ancora pił difficile.  Il mio contributo a questa straordinaria vigilia č una stravaganza: una formazione, credetemi, ideale, che mi piacerebbe schierare - con tutto il rispetto per i bravi ragazzi  (e un fenomeno, Milito) che scenderanno in campo veramente. Da sinistra: allenatore Zeman, Lanza, Bruno Conti, Sacchi, Fausto Coppi, Fabrizio De Andrč, Paolo Rossi, Tardelli, Zaccheroni, Meroni, Kaką, Bearzot...
 

                      Una spiegazione ci vuole. Zeman č l'allenatore ideale per il Genoa.
                      All'attacco, non guarda in faccia nessuno e non ha paura di niente.
                      Lanza sono io, la partita - se potessi - non mi piacerebbe perdermela.
                      Sopportatemi. In anni lontani ho giocato a centrocampo:
                      come una bestia, in tutti i sensi, altro che Gattuso!
                      Bruno Conti č un campione del mondo, ha giocato nel Genoa.
                      Sacchi? Il cul de sac, come il cul de zac, č essenziale.
                      Fausto Coppi: il campione che non mancava mai agli appuntamenti.
                      Quando doveva vincere, vinceva.
                     
Fabrizio De André: perchč era un genoano appassionato e senza limiti,
                      come me e come tanti.
                      Paolo Rossi, un altro campione del mondo, con uno straordinario senso del gol:
                      l'unico che abbia inflitto tre pappine alla Nazionale brasiliana.
                      E vince chi riesce a metterla dentro.
                       Tardelli. Vorrei ricordare un mio vecchio slogan: datemi dieci Tardelli
                      e un portiere e me la batto contro qualsiasi avversario.
                      Zaccheroni: vedi sopra, il cul de Sac e il cul de Zac.
                      Gigi Meroni: č stato un grande amico della mia giovinezza, aveva
                      un estro sudamericano, era grande e sarebbe diventato grandissimo, se il destino
                      non se lo fosse portato via tanto presto.  
                     
Kaką č il campione, a centrocampo, che mi sarebbe piaciuto essere.
                      Agile, elegante, irresistibile.
                      Bearzot: perchč ha vinto il campionato del mondo,
                      ma anche da giocatore (lo riconoscete?) era uno che non mollava mai.

 

Amici genoani, i miei auguri volano con lo spirito e la classe di questo "gruppo", e chiedo scusa per la mia invadente presenza. Ma tocchiamoci lą dove, chissą perchč, la sfortuna si esorcizza. Sono stufo di sentire, da settimane, che "nonostante tutto" il Genoa in serie A, a prescindere. Un cavolo. Per essere in serie A bisogna vincere il Venezia. E la paura  "bisogna" fa venire i brividi a chi ama il Genoa, la squadra pił tormentata e imprevedibile del mondo.
 

6-6-05