UN CASINO’
A FIUGGI?
DICO DI SI’,
ECCO PERCHE’
di Cesare
Lanza "Libero
Non ho mai fatto mistero di
essere, da sempre, un appassionato di gioco d'azzardo. Ho scritto alcuni
libri sull'argomento, sono invitato a tenere conferenze e a moderare
dibattiti, i mass media - come in questo caso - mi cheidono di esprimere
la mia opinione, come esperto, di fronte a notizie che riguardano il
mondo del gioco. La notizia, in questo caso, è che un parlamentare ha
chiesto l'apertura di una nuovo casa da gioco, a Fiuggi. Non posso che
esprimere la mia solidarietà, confezionata purtroppo (per il motivo che
spiegherò) in un velo di pessimismo. Sono d'accordo sotto tre vesti:
come giocatore, come giornalista ed esperto e infine come cittadino, per
ragioni costituzionali.
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Prima di tutto, però,
approfitto di questa preziosa occasione per togliermi un sassolino dalla
scarpa, con un chiarimento utile anche per l'argomento di cui ci
occupiamo. E si tratta di questo. Alcuni giorni fa, nell'ambito della
sua furente polemica verso "Domenica in" e Paolo Bonolis, a proposito
dell'intervista a Donato Bilancia, "Striscia la notizia" mi ha coinvolto
affermando: a) che sono autore di "Domenica in" (vero) e b) che sono un
noto frequentatore di bische ("falso"). Lascio perdere l'accostamento al
serial killer attraverso il gioco di parole, tipico di "Striscia":
Bi-Lanza e Bilancia. Mi sono però lamentato con Antonio Ricci, inventore
del programma di Canale 5, spiegandogli la differenza fondamentale,
eccoci al punto, che può interessare anche ai lettori di "Libero": i
casinò sono autorizzati e sorvegliati dalla legge e sono frequentati da
un target eterogeneo di giocatori e curiosi, senza che nessuno - per
questo - automaticamente possa essere offeso o mortificato con pesanti
allusioni.
Le bische, per definizione,
sono clandestine: fuori dalla legge, e gestite da personaggi che, in
genere, rappresentano interessi di clan criminosi, frequentate di
conseguenza da malavitosi o da incauti o incalliti viziosi del gioco. E
io non ho mai frequentato, dico mai, neanche per curiosità, una bisca.
(Tra parentesi, il giorno dopo Ricci ha puntualizzato brevemente e
maliziosamente, dicendo che io ammetto di essere un frequentatore di
casinò e mai di bische, senza aggiungere altro: Antonio è un perfido
amico, come dice il proverbio "dagli amici mi guardi Iddio". Dubito che
la precisazione sia stata colta dai telespettatori.
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E, ora, eccomi a spiegare il
mio sostegno dell'iniziativa di Fiuggi. La prima motivazione, quella del
giocatore, può apparire debole: se ci fosse un casinò a Fiuggi, non
sarei obbligato a lunghi viaggi per Sanremo, Saint Vincent, Venezia o
Campione, le sole quattro città italiane autorizzate ad avere, finora,
una casa da gioco. Ebbene, non si tratta di una motivazione egoistica,
personale. Le quattro case da gioco sono tutte al nord: perchè dalla
Toscana in giù gli italiani debbono affrontare, come me, forti costi e
perdite di tempo, per recarsi nei soli quattro casinò autorizzati?
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Seconda ragione, da esperto.
Io non so se a Fiuggi ci siano bische clandestine e fuori legge. Mi
auguro di no. Ma l'apertura di un casinò, affidato alla tutela della
legge, garantirebbe i giocatori anche da quanto nelle bische (l'Italia
ne pullula, in particolare nelle grandi città e nel sud) avviene di
illecito e impedirebbe arricchimenti facili e, ripeto, fuori legge a
organizzazioni criminose, che delle bische inevitabilmente assumono il
controllo. Basti pensare alla proliferazione, solo negli ultimi tempi
ostacolata e avversata, dei cosiddetti videopoker in qualsiasi bar,
sotto casa, fonte di tentazioni pericolose per le casalinghe, i
minorenni e chiunque si avvicini all'azzardo senza un minimo di
esperienza e tutela. Inoltre i casinò attirano turismo e denaro e
offrono opportunità di lavoro: sono innumerevoli gli italiani che
portano i loro soldi in tutto il mondo, in località turistiche
straordinarie sempre dotate di casinò. Aprire a Fiuggi, e in altre
località italiane, nuove case da gioco significherebbe frenare,
ridimensionare in parte questa emorragia (e attirare invece nuove
aliquote di turismo straniero). Last but not least, le autorizzazioni in
Europa e quasi dovunque sono sempre legate, per legge, alla
contemporanea gestione, a fianco delle sale da gioco, di nuove e
numerose iniziative culturali, che sia cinema o teatro, musica o
balletti, dibattiti, convegni,. ecc.. E Fiuggi, accogliente per tanti
aspetti, ne trarrebbe grandi vantaggi,
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Infine, ci sono ragioni
costituzionali: la legge in questo Stato è uguale per tutti o no? Se sì
- tutti speriamo che ci sia una sola risposta: sì - nessuno può capire,
nessuno può spiegare perchè le autorizzazioni siano ristrette alle
quattro città citate.
Che cosa hanno di più,
rispetto a Fiuggi, Saint Vincent e Venezia, Sanremo e Campione? O,
viceversa, che cosa ha, di meno, Fiuggi? Non so rispondere. Posso solo
dire che - durante il fascismo o subito dopo la fine della seconda
guerra mondiale - le autorizzazioni furono giustificate con risibili
motivazioni. Ad esempio, a Sanremo il casinò avrebbe dovuto finanziare
una seconda linea ferroviaria, a monte - che tuttora non esiste, dopo
settant'anni e più.
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Tutto ciò premesso, prima che
gli abitanti di Fiuggi e i promotori dell'iniziativa si preparino a
festeggiare, debbo anche esternare il mio pessimismo. Negli ultimi
lustri, e anche di recente, in Parlamento sono arrivate leggi
aperturiste. Le proposte avevano firme trasversali, di bravi deputati e
senatori, che seguivano i ragionamenti su esposti. Ma al momento del
voto, non si è mai arrivati al traguardo. Immutabilmente si formava una
maggioranza, altrettanto trasversale, in rappresentanza di opinioni a
mio parere bigotte e/o condizionate da poteri esterni (il Vaticano? la
lobby, legittime, dei quattro casinò esistenti?) e la legge è, sempre,
finita in uno sconsolante naufragio. Forse perchè i casinò sono visti -
come insinuavano allegramente gli amici di "Striscia" - come luoghi di
perdizione e dissolutezze. Vorrei far notare che negli Stati Uniti le
capitali del gioco - Atlantic City e soprattutto Las Vegas - sono state
da tempo sottratte al controllo delle varie mafie e che i casinò
rappresentano centri di attrazione e di sviluppo di turismo,
manifestazioni straordinarie di sport, spettacolo, tempo libero...
Perchè no in Italia? Perchè no a Fiuggi?
cesare@lamescolanza.com