MODE
Venti donne con solo un uomo

di Cesare Lanza
L’ultima
tendenza mondana a Roma è di organizzare una colazione
di sole donne, almeno
quindici ma possibilmente venti e anche più, e un solo maschio, non
preavvertito. Questo perfido scherzetto è toccato, alcuni giorni fa, anche
a me.
E scrivo questo pezzo e
lancio questo allarme , dopo l’interessamento generoso di alcuni giornali
(e quello, inevitabilmente sarcastico, dell’inesorabile Dagospia) con
puro e truce spirito maschilistico: di questi tempi, cari lettori maschi,
non accettate inviti a colazione, se prima non avete preso informazioni
adeguate.
Autrici
dello scherzetto sono state Sonia Raule e la mia collega Monica Setta, con
cui credevo di aver maturato un tenero e sincero rapporto. Monica ha
scritto un bel libro, “Cuore di manager”, recensito affettuosamente nelle
ultime settimane da qualche centinaio di giornali e programmi televisivi.
La buona intenzione di Sonia era di valorizzarlo, come si usa in amicizia,
nel suo salotto. E di comune accordo le mie due brave amiche hanno pensato
che un’ottima trovata fosse quella di invitare, secondo tendenza, una
ventina di donne importanti e famose, e un solo maschiaccio (non posso
definirmi né maschietto né maschione…), il sottoscritto. Avevo sentito
parlare di una cosuccia del genere avvenuta in casa di Chicca Monicelli,
tra le invitate c’erano Maddalena Letta e la signora Geronzi, il maschio
vittima Mario D’Urso. Ma debbo confessare di essere caduto, con un
candore che non mi attiene, nel tranello.
La perfidia è
che ti trovi impreparato, e ti senti molto sciocco, nell’inattesa
situazione. Insomma, arrivo all’appuntamento più o meno puntuale, nella
bella casa terrazzatissima di Sonia Raule al Gianicolense e trovo cinque o
sei belle signore sedute sui divani, intente a conversare di argomenti
femminili (moda, diete e vacanze), in cui faccio fatica a inserirmi, e
passi. Però poi, a poco a poco, arrivano altre e ancora altre signore, fra
i trenta e cinquanta, tutte una più bella ed elegante dell’altra, tutte
desiderabili… Sì, tutte, non sono parole cavalleresche, di desiderabile
compagnia. Ma prese una per una. O anche due, o tre in una volta. Ma
venti, venti tutte insieme! Hai appena finito di renderti conto della
stranezza e di guardarti intorno desideroso di fuggire, e a poco a poco il
salotto si è riempito solo di donne. Unici maschi, due camerieri che ti
guardano con garbata ironia: “Ti hanno fatto fesso, eh?”, dicono
inequivocabilmente con lo sguardo, mentre ti servono l’aperitivo.
Eh sì, mi
hanno fatto fesso. E sono anche notoriamente timido, come sanno le mie -
poche - amiche del cuore. Non c’è il tempo di cercare una via di uscita
(ubriacarmi soavemente? svignarmela con Luisa Todini, che è venuta solo
per un saluto e se ne sta andando? accusare un malore e provocare un po’
di materna pietà?), e già Sonia Raule ci invita a passare in camera da
pranzo. Tre tavoli da sette, i nomi predisposti, impossibile fuggire.
Vabbè, lo
ammetto: a poco a poco tutto è andato bene. Fingendo una “nonchalance” che
non provavo, ho fatto il punto della situazione. Mi sentivo come un
gladiatore nell’arena sotto gli occhi divertiti e crudeli di venti regine
col pollice pronto a essere girato all’ingiù. Tanto per cominciare, oltre
a Monica, di tavolo in tavolo erano appostate quattro grandi giornaliste,
capaci di toglierti la pelle e di scorticarti vivo, se necessario, senza
concederti neanche la possibilità di un lamento: Silvana Giacobini, Anna
La Rosa, Maria Latella, Chiara Beria di Argentine. Proprio vero che gli
esami non finiscono mai. Ecco Marina Deserti, assessora al Comune di
Bologna, Federica Guidi presidente dei giovani industriali di Emilia e
Romagna, ecco Paola Patti proprietaria di Valtur, Daniela Memmo, Lella
Golfo presidente della Fondazione Bellisario, la produttrice Renata
Rainieri, loquace e complice, Rosanna Venneri direttore generale del Monte
dei Paschi di Siena, Lucia Morselli amministratore delegato di Stream,
Anna Coliva sovrintendente del Museo Borghese, Giusi Napoletano, moglie
del vicedirettore del “Sole 24 Ore”, Maria Teresa Venturini Fendi… Mamma
mia! Al mio tavolo, per fortuna mia, alla mia destra e alla mia sinistra,
c’erano Cecilia Billè, moglie del presidente della Confcommercio e Valeria
Martusciello, moglie del viceministro all’Ambiente, entrambe - mi è parso
- caritatevoli nel tentare di mettermi a mio agio.
Verso la
fine della colazione, il colpo di un possibile kappaò. Mi si è avvicinata
la graziosissima Carla Maria Orsi Carbone, che mi ha proposto di dire due
parole sul libro festeggiato, “Cuore di manager”, naturalmente.
Beh,
non sapevo proprio da che parte cominciare. Non so se capita anche a voi:
quando un libro è molto recensito, mi sembra di averlo già letto… e di
conseguenza non lo leggo. Mi sono alzato in piedi e ho avvertito su di me
occhi voraci e pronti ad avventarsi su ogni minimo errore. Invano ho
cercato comprensione nello sguardo delle colleghe più care, Anna e Chiara,
Maria e Silvana. Mi è sembrato anzi che fosse scattato un “passaparola”:
“Vedrai come ti sistemiamo”.
Ho
raccomandato la mia anima maschile a qualche improbabile santo da
utilizzare nell'occasione e “Mi sono scervellato per capire la ragione
dell’invito”, ho belato.
“Non certo per il libro,
perché è chiaro che non ho un cuore né sono un manager…” Gelo in sala e
qualche imbarazzata risatina divertita. E ancora una volta ho pensato di
darmela a gambe. Poi ho affondato lo sguardo nella scollatura di Monica
Setta, che mi guardava carica di odio (perché sapeva che non avevo letto
il libro), e ho colto un pizzico di comprensione negli occhio di Renata
Rainieri e Cecilia Billè. E mi sono lanciato…
“La
verità” ho gridato “è che sono una femmina!” Risate. E mi sono rincuorato,
pronto a qualsiasi spudoratezza, pur di non essere bocciato da quella
feroce campionatura dell’universo donna, che amo tanto. “Lo ha scoperto la
nostra cara amica Chiara Boni, qualche settimana fa. Eravamo a Firenze e
lei doveva presentare il mio libro… “Peccati”, un libro di interviste
fatte soltanto a personaggi femminili. E Chiara Boni, senza preavvertirmi,
si è spinta a dire di aver scoperto che io sono inequivocabilmente
femmina! La voce deve essersi diffusa rapidamente…” (Ho subito notato
l’odio crescente nello sguardo di Monica e le ho sussurrato: “Ovviamente,
come ogni buon presentatore di libri, parlo di me stesso e non di te…).
Altre risate. Forse, il ghiaccio era rotto. Niente
poteva più trattenermi. Mi sono girato di profilo, per esibire la mia
notevole pancia, e ho gridato ancora: “Guardate! Posso portare prove
evidenti! Non solo sono femmina, ma sono anche incinta. E probabilmente
partorirò prima di Sonia, che è in attesa, da un minuto all’altro….”
Come dire, davvero una giornata che non dimenticherò mai. Per fortuna,
l’arrivo di una torta con 1250 roselline (rosa) ha interrotto la mia
penosa esternazione. Ho fatto ciao con la manona e sono uscito quasi di
corsa, presago, timoroso e consapevole dei commenti che mi lasciavo
dietro.
Libero 29-6-02