Sfida di stupidaggini tra me e Baldassarre

di Cesare Lanza "La Repubblica"

REPUBBLICA riferisce che il presidente della Rai, ancora in seguito al caso Lewinsky/Domenica in, prima mi "striglia" e poi mi minaccia di siluramento, se si ripeterà il caso. Baldassarre mi accusa anche di dire stupidaggini. Vorrei dunque, più o meno stupidamente, puntualizzare. Sono un consulente della Rai: le scelte non mi spettano. Baldassarre mi contesta (anche in un precedente colloquio, nel suo ufficio) di aver espresso pubblicamente opinioni diverse rispetto a quelle dei vertici aziendali. Prendo atto, per rispetto della sua persona e della sua funzione, del suo punto di vista. Ma io sono un libero professionista, collaboratore della Rai come di altre aziende editoriali, e non posso accettare l'intimazione a non esprimere opinioni diverse. Né a me sembra accettabile che, per questo, il presidente mi tratti (pubblicamente) come uno stupido da ammonire, tipo "alla prima che mi fai…". Altri risponderebbero querelando, o per le rime. Mi limito a ribadire il mio diritto a libere e personali opinioni. Quanto alle "stupidaggini" (il presidente e i lettori noteranno che aggiungo, a beneficio comune, le virgolette), propongo al professor Baldassarre una sfida goliardica, con un giurì d'onore: chi ne ha dette di più, tra me e lui, da quando lui ha assunto la presidenza dell'azienda e io vi collaboro? Se perdo, mi impegno ad accettare qualsiasi ulteriore sanzione il presidente vorrà infliggermi, dopo questa prima e irrituale scomunica/diffida. Dovessi vincere, mi basterebbe una leale parola, anche privata, di rincrescimento.
 

                                                                     cesare@lamescolanza.com

 

15-1-03