nel tuo sito si fa riferimento a miei contrasti con Mara Venier e
alla radice, scrivi, ci sarebbe la mia pretesa di imporre un mio
“editoriale”, all’inizio di ogni puntata, un’idea temeraria a cui –
giustamente – si contrappone la nostra brava e bella conduttrice di
“Domenica in”. Penso che si tratti di uno scherzo natalizio e
percio’, pur smentendo, non entro nel merito. Ma forse (spero) a te
e ai tuoi lettori divertira’ venire a conoscenza di uno scherzo
autentico, irresistibile, di cui siamo stati vittime Mara, Nicola
Carraro e io.
E’andata cosi’. Alla vigilia di Natale Nicola mi
manda un sms in cui: a) mi ringrazia per un sontuoso regalo; b)
riconosce che sono molto spiritoso: c) si firma cosi’: “la tua
affezionatissima testa di…(irriferibile, ndr)”. Sbalordito, gli
rispondo che ha sbagliato destinatario, ma sono d’accordo sulla
firma. Dopo un’ora, mi telefona festosamente Mara: “Sono la befana,
grazie per il regalo, sei spiritoso…, un regalo splendido, grazie,
grazie!” Le chiedo se mi stia prendendo per i fondelli. Dopo un po’
ci chiariamo: Mara e Nicola hanno ricevuto uno splendido regalo, un
set di argento per scrivania… Carta intestata mia, un biglietto a
mia firma. Testo: “Caro Nick, al di la’di qualsiasi polemica e anche
se sei una testa di c. , ti voglio bene e ti faccio tanti auguri:
ricorda pero’che, se ci sono problemi per il programma, la colpa non
e’ mia, ma di quella befana di Mara!””
E Mara e Nicola, per nulla risentiti, con un forte senso
dell’umorismo, ringraziano ridendo per l’audace biglietto. Il
problema e’ che il regalo non e’ mio e il biglietto e’un falso
spudorato, sia pure con un’ottima imitazione, della mia firma. Per
di piu’, il regalo e’ avvolto nella carta intestata di una
gioielleria di Cosenza e io sono cosentino di nascita…
Per un giorno intero ci scervelliamo a cercare di
capire chi possa essere l’autore dello scherzo. Gli autori? No, non
metterebbero mai mano al portafoglio per acquistare, per scherzo, un
costoso regalo. Forse Lucio Presta, che e’ cosentino come me. Ma
Lucio nega, drasticamente, anche se tutti gli indizi portano a lui:
e’ amico mio, di Mara e Nicola, e’disposto a spendere, e’capace di
fare scherzi importanti, e’ in grado di procurarsi la mia carta
intestata e di stabilire un contatto con un negozio di Cosenza.
E’tuttavia non e’stato Lucio: come in un buon giallo, il sospetto
non e’ il colpevole.
Finalmente, si arriva alla verita’: l’ideatore dello
scherzo e’stato Angelo Rizzoli, cugino di Nicola. Da anni i due
cugini si prendono di mira per scherzi piu’o meno geniali. E il
biglietto, in una prima versione, era stato concepito in modo ancora
piu’ impertinente. Fatto sta che ci siamo cascati tutti e tre, Mara
Nicola e io, e tutti insieme. Alla fine, il regalo resta a me – con
il sospetto pero’ che, scherzando scherzando, qualche pezzo di
argenteria si sia perso per strada.
Caro Dago, cosi’ stanno le cose: a “Domenica in”
scherziamo, non litighiamo.
Un abbraccio e molti affettuosi auguri. Cesare Lanza.