L'AMICO DELLE DONNE
PARLATENE CON CESARE

Capital febbraio 2002
A fine gennaio è uscito l’ultimo libro di Cesare Lanza. Si chiama “Peccati” (editore Rizzoli) ed
è una raccolta di 29 coinvolgenti interviste: molte sono state pubblicate, con foto in copertina, da “Capital”. Qual è il filo conduttore? Basta il sottotitolo del libro a dare l’idea:
“Trasgressioni Seduzioni Tentazioni Omissioni… Interviste senza reticenze con alcune tra le donne più discusse e famose del Duemila”. Lanza, ex enfant prodige alla direzione di vari
giornali popolari, alla soglia della sessantina è accompagnato (lui dice tormentato, molestato: odia la parola “gossip”) dall’immagine inattesa di maestro di pettegolezzi e retroscena. I
lettori di “Capital” lo conoscono come un sornione intervistatore – provocatore: pochi, come lui, riescono a proporre domande scabrose sulla vita privata, intima, dei personaggi
intervistati e a insistere, con malizia, fino a ottenere una risposta persuasiva. Ma esiste un filo conduttore, in queste sfacciate interviste che hanno fatto e faranno molto discutere?
“Un legame c’è” dice Cesare “ed è l’incredibile capacità delle donne di raccontarsi senza complessi e senza timidezze. Anch’io, come quasi tutti coloro che adorano l’universo femminile,
non mi azzardo neanche più a tentare di capire
il mistero-donna. Però due cose mi sono chiare. La prima è che nessun uomo sa eguagliare la capacità,
che invece qualsiasi donna possiede, di sostenere e truccare una bugia. Ma la seconda è che nessun uomo, al contrario delle donne, ha il coraggio di aprire il proprio animo fino in fondo,
vincendo pudori e pregiudizi.” E nelle interviste ci sono questi momenti di verità? “Sulla vita sentimentale e amorosa, spesso, le mie intervistate si abbandonano a lampi di
confessioni autentiche, ricordi di godimento e delusione e anche di ribellione ai conformismi maschili.”
Ecco in pillole un estratto delle 28 intervistate..
Manuela Arcuri: “Allegra, carnale, vogliosa di vivere,
pronta a scherzare.”
Azzurra Caltagirone: “Carattere formidabile.
L’unica che non mi ha raccontato nulla di veramente intimo su di sé.”
Marina Cicogna: “Una volta Alain Delon invitò lei e Ljuba
Rosa a raggiungerlo in camera sua in albergo. E Marina andò…”
Luisa Corna: “Romantica, malinconica, forse ancora
inappagata nelle sue reali aspirazioni.”
Paola De Benedetti: “Intelligente e spiritosa, ha
accettato il gioco: la provocavo sul suo importante matrimonio, aveva deciso di attaccare il cappellino al chiodo?”
Dalila Di Lazzaro: “Una vita romanzesca, segnata da
drammi infiniti, dalla bellezza straordinaria e da una superiore forza di volontà.”
Sabrina Ferilli: “Maestra nel dire e non dire. Ti fa
sentire un amicone anche se l’hai appena conosciuta.”
Laura Freddi: “Molto diversa da come immaginassi. Iper
sensibile, con uno sguardo magnetico.”
Anna Kanakis: “Ha risposto senza esitazione a qualsiasi
domanda sul suo modo di fare e immaginare l’amore.”
Lucrezia Lante della Rovere: “Tenera e affascinante. Sono
riuscito, per primo, a farle dichiarare pubblicamente il suo amore per la mamma, Marina.”
Carmen Llera:
“La sublimazione del tradimento inteso come libertà di amare chiunque e comunque. Fantasia erotica allo stato puro, con salsa di
spudoratezze letterarie e qualche verità.”
Marta Marzotto:
“Di colpo mi ha svelato il suo amore, sempre tenuto segreto, per Pietro Ingrao. Per lui avrebbe lasciato Marzotto, Guttuso e Magri. Ma
anche Ingrao non sapeva niente.”
Yuliya Majarchuk. “Ha raccontato
tutto quello che le è stato chiesto di fare sul set di
Un film di Tinto Brass.”
Maria Mazza: “Ho seguito passo passo l’altalena della sua
relazione con Francesco Totti.”
Letizia Moratti: “Il rigore è la sua regola… E’ la mia
Thatcher, spero che prima o poi diventi presidente del consiglio.”
Silvana Pampanini: “Mollò due schiaffoni a Orson Welles,
che le aveva messo le mani addosso.”
Cristina Parodi: “Simpatica, anzi incantevole. Però
perfettina: ho odiato il muro del suo perbenismo contro cui si infrangevano le mie domande.”
Romina Power:
“Reticente, indignata per le cattiverie e i veleni dei giornali.
Mi dispiace che non si sia fidata abbastanza di me.”
Leah Rabin: “La nobiltà di una vita
dedicata a un uomo e a una missione.”
Sonia Raule: “Il fascino discreto ed erotico di una
seduzione allusiva. Indimenticabile il riferimento all’eleganza delle scarpe e del tacco…”
Rita Rusic: “Finora non ha accettato un’intervista, mi
sono limitato a un ritratto non autorizzato.”
Ljuba Rosa Rizzoli, la commozione:
“Sconvolgente il racconto del suicidio della figlia Isabella."
Maria Teresa Ruta: “Come Zelig, pronta a identificarsi in
qualsiasi ruolo. Forse sono stato troppo cattivo con lei, ma le voglio bene.”
Susannna Torretta: “Massacrata
come un’allumeuse o poco più. Invece ha una personalità complessa, affascinante. E’ una ragazza in bilico, in ballo in vicende
più grandi di lei. Di qua il precipizio, di là il successo… Le consiglio sempre di trovare un
equilibrio.”
Federica Torti: “Un seno esplosivo,
momenti di celebrità estiva per aver soppiantato Naomi Campbell nel cuore di Flavio Briatore.”
Mara Venier: “Libera, allegra, irresistibile e insensibile agli alti e
bassi della fortuna. Una forza della natura.”
Sandra Verusio: “Mi ha raccontato di quando cacciò di
casa Franco Angeli, che derideva un suo quadro prezioso, un Van Gogh…”
Stefania, una prostituta di Budapest: “La scelta della
professione più antica del mondo come normalità di vita.”