Dal malocchio mi difendo così

Non è vero, ma ci credo. Politici e attori, calciatori e giornalisti: quasi tutti hanno un amuleto. Il classico cornetto, ma anche pietre antinegativa, chiavi. E perfino il supplì

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di Cesare Lanza "Capital"

 

 

                Siamo superstiziosi o no, in questo Paese? E davvero abbiamo a portata di mano, a prescindere, un portafortuna su cui confidare? Ecco il tema salottiero di questo mese: per le risposte ho provato a interrogare personaggi molto diversi tra di loro per cultura, lavoro, abitudini.

                Il ministro della funzione pubblica Luigi Mazzella è argomentativo: “Sono un laico che spinge la sua razionalità sino a limiti che risultano a me stesso insopportabili. L’essere superstizioso è quindi la mia valvola di scarico. Un rifugio accogliente nell’irrazionalismo più puro.”  Crede dunque nel malocchio? “Beh! Non esageriamo. Sono superstizioso, ma non fino a questo punto. Il mondo delle magie nere mi è del tutto estraneo.”  Porta con se degli amuleti o dei porta-fortuna? “Ho molte persone che dicono di volermi bene. E tanti di loro sospettano che io possa suscitare qualche invidia. Mi riempiono, quindi, di cornetti d’oro, di corallo e di altri porta-fortuna. Ovviamente non li porto tutti con me! Ma un cornetto di corallo rosso scarlatto è nel mezzo delle chiavi. Come diceva Eduardo: non è vero ma ci credo…”

                  Subito dopo di lui, ecco il giovane imprenditore Alfio Marchini, con tre drastici no: non è superstizioso, non crede nel malocchio, non ha portafortuna.  Copia carbone, perfettamente uguale, arriva da un altro imprenditore, Andrea Pininfarina:no, no e no. (Sarà proprio vero?) Su posizioni assai vicine è Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan e presidente della Lega Calcio: ammette di essere “un po’ superstizioso”, ma non crede affatto nel malocchio e di conseguenza non ha bisogno di portafortuna. Esattamente come Mario Masini, deputato e imprenditore nel settore ippico:  una piccola, innocua superstizione. E diverso ancora è l’approccio di Gianni Di Giovanni, responsabile della comunicazione di Wind Infostrada: “Non sono superstizioso, né credo al malocchio. Porto però sempre con me due piccole pietre, che assorbono la negatività naturalmente presente nei rapporti umani e rilasciano in cambio vibrazioni positive e amore.”

                  Il giornalista Pierluigi Magnaschi, direttore dell’Ansa, è più possibilista: “Non sono assolutamente superstizioso. Non lo sono in maniera totale e quindi patologica. Ho però conosciuto persone di grande levatura intellettuale, che erano il mio opposto. L'editore Edilio Rusconi, ad esempio, mi fissò un appuntamento per assumermi come vicedirettore al quotidiano "la Notte". Ma improvvisamente disdisse tutto. Si era accorto che era un venerdì 17. La sua segretaria mi disse: "Il dottore, quel giorno, starà chiuso in casa, isolato. Non risponderà nemmeno al telefono". Prosegue:  “Confesso che non credevo nel malocchio fino a che non ho incontrato un menagramo inossidabile, un professore universitario molto noto, che mi ha brutalmente convinto del contrario. Giuro che è micidiale. Un giorno, per dirimere una querelle in macchina fra le due mie figlie (una ci credeva e l'altra no), le ho minacciate dicendo loro: "Se non la smettete, evoco  il nome del menagramo". L'ho fatto. Sono stato investito frontalmente all'istante da un ubriaco che usciva da una curva occupando la mia corsia.” A questo punto, porta con sé degli amuleti?  “Mi basta un mazzo di chiavi. Non serve a nulla. Ma mi tranquillizza.”

              Interviene lo stilista Roberto Cavalli: “No, non mi considero superstizioso e quindi non sento il bisogno di portarmi appresso amuleti. Però rispetto chi lo è: mia moglie ad esempio ha un bellissimo portafortuna – un grande corno senza il quale non si presenterebbe mai alla vigilia di una sfilata. E anche se io non credo nei suoi poteri, ormai è diventato un simbolo anche per me! Il malocchio? Credo che ci sia gente che vuole il tuo male, per invidia o per gelosia, ma il mio essere razionale non mi porta a credere sugli influssi a distanza… Per me il tempo delle streghe e delle fattucchiere è finito, anzi non è mai esistito!”  Dopo Cavalli, consultiamo Lavinia Biagiotti Cigna.

Superstiziosa?Sì! Scrivo le cose importanti con un pennarello rosso e soprattutto prima di una sfilata seguo gli stessi rituali da sempre. I riti propiziatori e gli scongiuri aumentano quando tifo: per la Lazio, per la Nazionale e per gli atleti azzurri alle Olimpiadi ( stesso posto allo stadio o stessa TV, stessi vestiti e mangio supplì!). Non credo nel malocchio, ma nei piccoli incidenti provocati, anche involontariamente, dall'energia negativa delle persone invidiose. Porto con me oggetti regalati da persone care che mi proteggono e mi portano bene. Ma nella mia borsa non manca mai un cornetto.”

                   Antonella Nonino, imprenditrice di successo con l’omonima grappa. “Non sono superstiziosa, non credo   nel malocchio, ma nelle energie negative. Le senti, le percepisci: sono come un boomerang, tornano indietro a chi le ha emesse. Lo stesso vale per le energie positive: fai passare un messaggio a chi ti sta accanto, trasmetti sensazioni ed energie positive e questa positività torna anche alla persona che l'ha prodotta. Né amuleti né portafortuna.   Ma ho un'immagine della Madonnina, che mi ha regalato mia madre, a cui sono molto legata. L'ho sempre portata con me nei viaggi in aereo. Mi fa star bene, mi dà protezione.”  Ecco infine due grandi medici, ospiti abituali del mio salotto: il professor Vincenzo Del Gaudio, chirurgo plastico a Roma e Firenze, non è superstizioso… a meno che gli amici non riescano a suggestionarlo con racconti e battute. Come antidoto, per evenienze speciali, una buona cravatta da associare a qualche gradevole ricordo.  E il professor Luigi Cioffi, ginecologo di fama internazionale, all’avanguardia nel settore della procreazione assistita e della sessualità femminile: “Come la maggior parte degli italiani, sono nella categoria che dice: però.. non si sa mai! Soprattutto verso certi eventi che possono creare tensione. Come amuleti, qualche oggetto legato alla mia infanzia, a metà tra ricordi e portafortuna.” Infine, un manager nel settore dei casinò e del gioco d’azzardo, Fabrizio Principato: “Alla vigilia di occasioni importanti, quando me lo ricordo, porto con me, in tasca, una bustina di sale…”

 

              Lasciamo allora la parola ad altri big del mondo politico. Pietro Lunardi, ministro Infrastrutture e trasporti: non è superstizioso, non crede nel malocchio, disdegna gli amuleti. Più cauta e auto ironica Stefania Prestigiacomo, ministro per le pari opportunità. “Non sono superstiziosa  o forse sì. Insomma, non ci credo, ma non si sa mai.  Non credo nel  malocchio, in quello che ti lanciano gli altri… Temo l’invidia, però, che a volte rischia di fare anche più danno. E porto con me un cornetto, che è carino, non impegna e all’occorrenza “protegge”.  Maurizio Gasparri, ministro della Comunicazione: “Non sono superstizioso, non troppo, almeno non in modo maniacale. Diciamo con Eduardo de Filippo, non è vero ma ci credo. Non credo nel malocchio e non porto amuleti, però quando la Roma ha vinto lo scudetto due anni fa, avevo portato con me all’Olimpico la maglietta dell’ultimo scudetto dell’83, come portafortuna.“    Ecco Carlo Giovanardi, ministro dei rapporti con il Parlamento, con un crescendo paradossale.  Lei è superstizioso? “No.” Crede nel malocchio? “No.” Porta con sé degli amuleti o dei porta fortuna? “No.” Perché? “Perché essere superstiziosi porta sfortuna!”

Lucio Stanca, ministro per l’nnovazione e le tecnologie, uomo del Sud (è nativo di Lucera) ma con lunghi periodi di lavoro e di residenza all'estero (Usa e Francia) e ora trapiantato sulle rive del lago di Como, non è superstizioso, non crede nel malocchio e, quindi, non porta con sè amuleti e portafortuna. Del resto, sarebbe una contraddizione se proprio lui, definito da Berlusconi "mister I" (dove la I sta per innovazione), fosse superstizioso.  Arduino Paniccia, docente di studi strategici a Trieste, consulente ONU e consigliere strategico di numerose grandi aziende del Nord Est, ammette invece di essere superstizioso: “Si, come tutti i marinai. Non passo sotto le scale appoggiate ai muri e mi fermo se un gatto nero attraversa la mia strada. Razionalmente non credo nel malocchio… qualcosa dentro però mi dice che può esistere veramente e che ci siano delle persone da evitare. Amuleti? No, ma anche io in Brasile ho legato il bomfin al polso.”

            

                Una piccola consultazione nel  mondo dello spettacolo. La bella e brava Paola Perego: “Sono superstiziosa per alcune cose, pochissime… Per altre vale la regola del non è vero, ma ci credo. Non credo nel malocchio,  ma credo nell'invidia della gente, nelle energie negative che si possono combattere solo con il pensiero positivo. E io cerco sempre di pensare positivo. Porta fortuna? Ho una pietra di sale, che mi ha regalato un mio amico. Dovrei portarla in giro, invece la tengo dietro il letto. A volte me ne dimentico, ma è sempre lì … non si sa mai.”
Enrico Papi, conduttore Tv, è tra i pochissimi a confidarsi senza riserve. “Superstizioso? Moltissimo. Non credo nel malocchio, no, non credo che sia possibile, ma nell'energia negativa di alcune persone sì. Noi dello spettacolo siamo molto amati, ma anche molto invidiati e penso che in qualche modo questo riesca a fare male. Combatto le energie negative pensando sempre positivo. Penso che non augurare mai del male alla gente sia il miglior antidoto alla negatività altrui. Ho molti amuleti e portafortuna, ma

non dico quali: non vanno svelati, se no non portano più fortuna. Però posso rivelare, ad esempio, che tendo sempre a fare la stessa strada, a seguire lo stesso percorso, a camminare sempre sullo stesso marciapiede. Anche questi comportamenti sono una specie di porta fortuna, gesti scaramantici.”

                   Ecco Gianfranco Vissani, osannatissimo chef, presente in mille spettacoli tivu:  “Sono molto cattolico, però un cornetto lo porto addosso volentieri.”  Il mago Giucas Casella, che fuori di scena è un personaggio tenerissimo (pochi lo sanno), ricco di buoni sentimenti: “Non sono particolarmente superstizioso, ma porto sempre al dito la fede che mi ha lasciato mia mamma. Mi sento più forte, protetto.”  Monica Setta, conduttrice di un programma di interviste femminili su La 7: “I miei aumuleti sono la lingerie intima, mutande di colore viole, e una vaschetta che mi ha regalato Rocco Barocco, con tre corni.”  Il comico Massimo Masciarelli: “Nessuna superstizione. Con me, sempre, una catenina di padre Pio.” Ancora più drastico Massimo Boldi: “Nessuna superstizione, nessun portafortuna.”  L’imitatrice Gabriella Germani: “Anch’io non sono superstiziosa, però porto con me un ferro di cavallo che mi ha regalato Giucas Casella.”  Il cantante Pupo noto anche come giocatore d’azzardo: “Non credo nelle cabale, ma sono le cabale che credono in me. Quando gioco, la gamba sinistra a volte si mette a ballare da sola: è il momento di partire, con puntate importanti.”  Una risposta più seria, e amara, arriva infine dall’imprenditore e organizzatore di eventi musicali, Adriano Aragozzini: “Da quando ho perso la mia prima moglie e una figlia di vent’anni, non ho alcuna superstizione. Mi aiuta e mi sorregge soltanto la fede.”

 

 

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Aprile-03