A Porta a porta non si parlò
di Monica Lewinsky

di Cesare
Lanza "Il Mattino"
In relazione a
quanto pubblicato dal Mattino sul caso Lewinsky/Domenica in, e sulla
successiva polemica tra il parlamentare Renzo Lusetti e il presidente
della Rai Antonio Baldassarre, mi preme una puntualizzazione per quanto mi
riguarda: non è vero (contrariamente a quanto sia Lusetti sia Baldassarre,
certamente in buona fede, e tuttavia male informati, mostrano di credere)
che io abbia partecipato a una puntata di «Porta a porta» per
«pubblicamente giustificare la scelta di invitare la stagista e poi quella
di ricompensarla con 25 mila dollari». Il dibattito scelto da Bruno Vespa
a «Porta a porta» (sullo spunto, appena accennato, del caso Clinton/Lewinsky)
era sul tema - anche italiano, direi universale - della disponibilità di
alcune ragazze a cercare l’aiuto di uomini potenti, in qualsiasi modo, pur
di arrivare al successo. Sulla Lewinsky e su Domenica in, neanche una
parola. In ogni caso, non sarebbe rientrato nelle mie competenze di
consulente (questo è il mio incarico nel programma domenicale, oltre a
quello di opinionista) giustificare scelte e/o compensi.
Nell’occasione vorrei ribadire - anche se in altre sedi (per fortuna, non
dal Mattino) Baldassarre le ha giudicate «stupidaggini» - il diritto alle
mie libere opinioni. E penso che intervistare Monica Lewinsky
(intervistata in tutto il mondo, ma mai in Italia, da televisioni di
grande prestigio) era una buona idea giornalistica e che la cancellazione
dell’intervista all’ultimo momento sia stato, per vari motivi, un errore.
E solo questo ho tranquillamente ed educatamente detto, convinto di vivere
in un Paese libero, ai giornali che hanno chiesto il mio parere.
cesare@lamescolanza.com
15 gennaio 2003