MONDIALI PREVISIONE SULLA FINALE DA UNO CHE L'HA SEMPRE AZZECCATA
Tutto in un'ora Ecco perchè io dico Brasile

 

 

di Cesare Lanza  

 

          Come finirà? Azzardo un pronostico e, per chi volesse, anche una scommessa. Il Brasile vincerà la finalissima con la Germania se riuscirà a sistemare la partita nei primi sessanta, settanta minuti. Se invece assisteremo a un braccio di ferro estenuante, se il Brasile non riuscirà a spezzare l’equilibrio fino a mezz’ora dalla fine, la spunteranno i tedeschi. Il Brasile potrebbe liquidare la partita subito, anche  in modo facile e semplice, considerando la superiorità straordinaria di alcuni suoi campioni, Cafu, Ronaldo, Rivaldo e Ronaldinho prima degli altri. Ma se la Germania riuscirà a far soffrire i suoi favoritissimi avversari, se riuscirà senza danno a lasciare che si sfoghino con i loro pirotecnici e ammirevoli giochi d’attacco, alla fine dovrebbe riuscire a imporsi grazie alla forza del suo carattere.

           Il bello del calcio è anche questo: fare previsioni, conquistare la possibilità di dire a qualcun altro l’insopportabile frase “l’avevo detto”, correre il rischio di non azzeccare un bel niente e di essere sbeffeggiato. Preparatevi dunque a prendermi in giro se domani la Germania segnerà un paio di gol, o conquisterà il vantaggio nella prima parte della gara, o se sarà il Brasile a vincere, con il cuore e con i denti, negli ultimi minuti. Se qualcuno però vuole scommettere, e mi ha seguito in questo lungo mese pieno di passioni e attese deluse, vorrei ricordargli sommessamente che non ho sbagliato, finora, niente. E sarebbe davvero una grande soddisfazione, se nelle mie previsioni tecniche non ci fossero state anche quelle, assolutamente pessimistiche, relative all’Italia. Come appassionato di calcio, sono orgoglioso di averci capito qualcosa; come tifoso della Nazionale, non fosse altro che per il sogno di prolungare le emozioni le speranze e le discussioni fino a oggi, sono invece sinceramente amareggiato.

           Pensate un po’. Per meritarci, oggi, di vedere l’Italia in campo contro i brasiliani, sarebbe bastato che gli azzurri, in un percorso tutto sommato nient’affatto insidioso, vincessero due sole partite difficili: con la Spagna e con la Germania. Ma, come ho scritto e detto tante volte, non si poteva avere nessuna fiducia: com’è successo puntualmente (senza, per di più, poter immaginare l’handicap degli arbitraggi contrari) anche Croazia, Messico e Corea potevano diventare avversari insuperabili. Ci hanno fregato: 1, il peccato originale di aver lasciato a casa Baggio, il fantasista irresistibile che poteva essere risolutivo negli ultimi minuti; 2, aver lasciato in panchina,sempre o quasi sempre, attaccanti straordinari come Montella, Inzaghi, Del Piero e Del Vecchio; 3, aver puntato su tattiche di gioco con evidenza rinunciatarie e difensiviste, con l’aggravante che la nostra difesa era debole e logorata, non certo d’acciaio come si fantasticava, senza riscontri; 4, la condizione atletica approssimativa, in un campionato determinato anche dalla freschezza fisica; 5, la scarsa concordia del gruppo e, comunque, la scarsa voglia di lottare e dare il massimo, al contrario di quanto hanno fatto – contro di noi – croati, messicani e coreani.

             Ora, resta un ultimo motivo di ansia, sportiva si capisce. Le nostre reazioni alla mortificante eliminazione hanno mostrato al mondo che non abbiamo saputo vincere, ma purtroppo non abbiamo neanche saputo perdere. In particolare, psicologicamente desiderosi di poter definirci comunque vittime e vincenti, abbiamo costruito un alibi gigantesco e un curioso teorema: la nostra sconfitta è stata determinata da arbitri incapaci e venduti; i nostri arbitri, insultati e contestati ogni settimana, sono di colpo diventati i migliori del mondo, i maestri del settore: lo dimostrerà Collina che arbitrerà la finalissima.

             Non conta ricordare che a Collina era stato vietato di arbitrare, nelle ultime partite del campionato di serie A, perché aveva concesso alla Roma due rigori molto discussi nella partita con il Venezia, salvandola dalla sconfitta e tenendola in corsa per lo scudetto.

Mi auguro semplicemente che Collina sia in gran forma e arbitri in maniera magistrale.

Se dovesse smarronare come un Moreno qualsiasi, o come un qualsiasi arbitro o guardalinee terzomondista, massacrati durante il mondiale da tanti giornali e tante televisioni, la lezione sarebbe completa, la nostra spedizione finirebbe davvero nel ridicolo, la nostra presunzione non avrebbe più scusanti. Ce lo meriteremmo, è vero. Ma spero che non succeda. E’ una speranza, intendiamoci, non una previsione. Anche in un signornò come me - così mi chiamano Mazzocchi e Galeazzi a “Notti mondiali” – prevale, alla fine, un minimo puntiglio patriottico.



Libero 30-6-02