Caro Decoder, "Notti Mondiali" cresce

di Cesare Lanza

Vorrei rassicurare Decoder: non sono arrabbiato né offeso, non c’è bisogno dunque delle sue scuse. Decoder dovrebbe però scusarsi con i suoi lettori perché, come ho dimostrato nel mio intervento dell’11 giugno e come ha confessato egli stesso, non vede i programmi televisivi di cui, come critico, si occupa. Decoder, infatti, è la prima persona al mondo che riesca a considerarmi “pallido”; e punzecchia Giorgio Tosatti per un programma a cui Tosatti non ha mai partecipato, giustificandosi curiosamente, scrive dopo essere stato colto in fallo, con il fatto che i giornali continuano a darlo presente.

                Conclusione? Decoder insista: porta fortuna al programma, “Notti mondiali”, in cui ogni sera esibisco il mio pallore. Decoder -  è suo diritto – ci considera tristi: un paio di milioni di telespettatori, zoccolo ormai stabile, invece ci seguono e, presumibilmente, molti si divertono; lo share è cresciuto, dal giorno della sua prima stroncatura, fino al 28% (ieri, domenica) e anche oltre il 30%. Se ci contesta ancora una volta, se non è chieder troppo dopo averci visto, forse il trend diventa travolgente.

                Infine insisto, anch’io, con la mia curiosità: perché non si firma? Non credo che esistano motivi inconfessabili. Per correttezza, desidero informare i lettori di “punto.com” che questa piccola polemica ha interessato un giornalista, Alberto Guarnieri, molto attento ai mass media. Guarnieri sul “Messaggero” scrive, perentoriamente, che dietro “Decoder” si nasconde Roberto Fontolan.

Punto Com 18-6-02