Consigli molesti alla diva antipatica che non sa fare nulla
L’uomo che ha contribuito a crearla “smonta” la donna che ha
capovolto le regole del successo.

di Cesare Lanza Capital
Cara
Loredana Lecciso,
per prima
cosa ammetto una mia difficoltà, qui: spero di poter spiegare in
poche parole a quella parte d'Italia che non la conosce
perchè
l'altra parte d'Italia, quella che ha perso la testa per lei,
abbia contribuito a creare il curioso fenomeno mediatico che la
riguarda. Dunque, riassumo: lei è la compagna del popolare
cantante Al Bano, con lui ha fatto due figli, nota all'inizio
solo per questo. Copertine di settimanali, interviste dolciastre
per l'amore che ha sostituito in Al Bano Carrisi quello, mitico
e in apparenza indistruttibile, per Romina Power.
Poi, un incredibile boom, senza precedenti da
decenni. In poche settimane lei, Loredana, è diventata il
personaggio dello show-system più fotografato, intervistato e
presente in tivu. E ha spaccato l'opinione pubblica italiana,
peraltro sempre incline, per fortuna quasi sempre giocosamente,
a dividersi. Dicono che io sia uno dei responsabili della
creazione del "mostro". Non penso certo, come lei sa, che siamo
di fronte a un mostro o a una mostruosità. Comunque, insieme con
me, e più di me, quelli che hanno creduto nell'esplosione del
fenomeno sono il mio collega autore televisivo Marco Luci,
perdutamente deliziato dal suo fascino ( e ricambiato) e Mara
Venier, conduttrice di "Domenica in", la signora della domenica
che sa bene cosa sia, e intuisce negli altri, l'appeal nel
piccolo schermo.
Mezza Italia - televisiva - diciamo una
moltitudine calcolabile tra cinque e dieci milioni di
telespettatori, più i lettori di tanti rispettabili giornali
d'ogni tendenza e spessore, si è accesa sulla domanda finora
senza persuasive risposte: perchè? da cosa deriva questo
successo. Mi permetto, Loredana, di aggiungere un'altra domanda,
che le ho già rivolto privatamente, senza il beneficio o il
privilegio di una consapevole risposta: perchè questa
contraddizione? perchè siamo stati sommersi da lettyere,
esternazioni, sondaggi in cui si afferma che lei è antipatica e
detestabile e poi, ogni volta che lei compare in video,
esplodono le percentuale di ascolti?
Questa mezza Italia che la contesta e la segue,
masochisticamente o no, la detesta per motivi che a me, alla
vigilia del 2005, a me sembrano antistorici: lei dovrebnbe
starsene a casa sua, a fare la brava mammina, la compgna oggi e
forse (ma credo che questa prospettiva sia ormai pòolverizzata)
domani la mogliettina, comunque casalinga, senza mettere il naso
alla finestra. Vero è che lei, invece, ha dato l'impressione, e
questo non ha suscitato simpatie, di "sfruttare" il nome di Al
Bano per affacciarsi, con scorciatoie fortunate, alla ribalta.
Lei non sa fare, artisticamente, nulla: non sa ballare e non sa
cantare. Non sa neanche recitare, ma questa è una virtù: lei sa
parlare polemicamente, con evidente sincerità, e sa sostenere le
sue ragioni - poche - con ammirevole grinta forza.
Le dò un consiglio molesto, ora, come tutti i
consigli non richiesti. Per il futuro, rispetti le regole - fino
ad oggi qualche volta sfacciatamente e allegramente ignorate. La
sua qualità era saper sorridere e ridere di se stessa, apparire
senza essere, la sublimazione del nulla. Un'autoironia vincente.
Poi, ho avvertito qualche scricchiolio. Atteggiamenti da neo
diva. Interviste arroganti. Una presunzione di sè non percepita
prima. Sento parlare di inesistenti contese tra Rai e Mediaset,
per ingaggiarla. No, Loredana, mi creda: non funziona così.
L'ironia vince. La prepotenza e l'invadenza, anche quando
potrebbero essere giustificate (in questo non lo sarebbero
affatto, non è vero?), perdono. Il sistema e le regole sono
sempre più forti. Si concentri sulla sua evoluzione e il
prossimo passo, un obiettivo da raggiungere. Il bel sedere e il
trionfante seno un po' meno scoperti, un rifacimento del look,
comportamenti folgoranti ma meno intrusivi (un po' di spazio
alla brava-bella-gemella Raffaella, ad esempio!).
E
il successo, quello vero e duraturo, sarà suo.
Con
simpatia,
Cesare
Lanza.
Capital
dicembre 04
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