La canzone della mia vita è…

…A grande richiesta, sapore di sale. Incalzata da yesterday, imagine e azzurro. Poi si va in ordine sparso : pazza idea,luna caprese, my way 

 

 

di Cesare Lanza "Capital"

 

Qual è la canzone del cuore, quanto meno quella preferita?  Il mio sondaggio di novembre è incentrato su questa semplice domanda. E chi non ha una “sua” canzone, più o meno sempre in mente o in cuore? Per una volta la carrellata delle risposte è del tutto priva di un filo logico. Ho chiesto a chiunque, attingendo alla mia agendina.  E, a differenza di altre volte, tutti hanno risposto! Tranne uno, ad onor del vero: Roberto Levi, critico televisivo del “Giornale”, difficile pensare che non abbia una canzone preferita, ma si è detto non interessato al gioco.

           Tra le indicazioni più diverse, emergono lievi, ma significative preferenze per Gino Paoli e i Beatles: “Sapore di sale”, “Yesterday” e “Imagine” si impongono.

           Ecco Luca di Montezemolo: “Sapore di Sale" di Gino Paoli, senza esitazioni. E’ la stessa risposta di Adriano Galliani, che stravede per questa canzone, sottolineando che è la sua preferita di ogni tempo. Idem Giulio Anselmi, ex direttore dell’Espresso, che motiva così: “Perché sono genovese, come Paoli, per la nostalgia della giovinezza, per il ricordo di certe estati, per il mio mare…” E anche l’avvocato Giovanni Ferreri, vicepresidente della Roma, fa la stessa scelta, seguito dal columnist del Messaggero, Aldo De Luca. “Sapore di sale” è la canzone che raccoglie più consensi. Ma le preferenze per Paoli non si fermano qui. Paolo Mosca, scrittore e giornalista, di Paoli preferisce  “Che cosa c’è…”, nel cuore di Paola Saluzzi c’è “Senza fine”. E come Paola vota anche Ugo Porcelli, autore televisivo di alcuni successi di Renzo Arbore. Altri due noti personaggi del clan arboresco, il regista Cesare Gigli e l’autore Alfredo Cerruti, convergono su “Sapore di sale”.


           Un altro mitico cantautore genovese, Fabrizio De Andrè, è il prescelto da Giovanni Benincasa: “Canzone dell’amore perduto”, così come dall’avvocato Ignazio Caramazza vice avvocato generale dello Stato: “Il testamento” e da Massimo Donelli, neodirettore di “Sorrisi e canzoni tv”:” Bocca di rosa.”  E Darwin Pastorin, direttore di Stream, incalza: “verranno a chiederti del nostro amore”.

           Ecco ora alcuni fans dei Beatles: Paolo Beldì, il famoso autore e regista di “Quelli che il calcio…”: “I’m  the walrus”. Carlo Conti, “Imagine” di John Lennon. Fabrizio Frizzi: “Penny Lane”,  “A day in the life”. Per il leggendario complesso votano anche tre esperti di comunicazione: Beppe Nava, direttore dell’ufficio stampa della Rai: “Imagine”. Renzo Canciani: “Yesterday” e “Imagine” e Antonio Gallo: “Yesterday”. Ai Beatles consegnano la loro preferenza anche il famoso “Depsa”, nome d’arte dell’autore televisivo e compositore Salvatore De Pasquale (ancora “Yesterday”) e la conduttrice Livia Azzariti ( “Imagine”) dell’amatissimo John Lennon.

           E Celentano?  La scelta arriva da Giuliana Del Bufalo, giornalista e dirigente della Rai, per “Azzurro”, come da Antonio Giraudo, amministratore delegato della Juventus, e dal vicedirettore della “Gazzetta dello Sport”, Stefano Barigelli. Anche donna Luisa Pia di Savoia sceglie “Azzurro”, ma opta per l’esecuzione dell’autore, Paolo Conte.

           Spuntano poi, puntuali e fedelissimi, gli appassionati di Lucio Battisti. Paolo Bonaiuti, braccio destro di Silvio Berlusconi per l’informazione e sottosegretario a Palazzo Chigi:”Io vorrei non vorrei ma se vuoi”, anche se un po’ in conflitto con un’altra molto amata. “Grande grande grande” di Mina.  Andrea Ceccherini, leader di una ben riuscita iniziativa per la diffusione dei giornali nelle scuole, nonostante la giovanissima età è legato  ad “Acqua azzurra acqua chiara”. Un altro giovane manager della comunicazione, Gianni Di Giovanni di “Wind”: “Nessun dolore”.  Pietro Mancini : “Pensieri e parole”, stessa scelta dell’imprenditore Arturo Artom.  La bella e provocante Angela Melillo, che sta spopolando al “Bagaglino”nell’ultimo show di Pingitore, è in linea con un’analoga dolcezza: “Emozioni”.  Anna La Rosa, il volto femminile tivu (ora anche responsabile delle tribune parlamentari) che meglio sa far parlare i politici: “I giardini di marzo”.

           Mina, oltre al voto di Paolo Bonaiuti,  è prediletta da Claudio Donat Cattin, vicedirettore di Raiuno e responsabile di “Porta a porta”, per l’esecuzione de “Il cielo in una stanza”.

          Gigi Moncalvo, il polemico direttore de “La Padania” risale con la memoria ai suoi vent’anni, forse per un omaggio alla moglie, che porta lo stesso nome: “Roberta” di Peppino di Capri. Anche Tiziana Rocca, risale al tenerissimo Peppino: “Nun è peccato”. L’anchor man di “Linea verde”, Guido Barendson, sceglie “Luna caprese”, ma ex aequo con tutt’altro genere: “Satisfation” dei Rolling Stones.

          Ed eccoci a un prevedibile momento di nostalgia per Domenico Modugno, arriva dal simpatico imprenditore Giancarlo Aneri, quello che si è inventato il premio giornalistico più ambito, con due soli giurati (dopo la scomparsa di Indro Montanelli), Giorgio Bocca ed Enzo Biagi: : “Nel blu dipinto di blu”. Of course? Sembra, perché anche il giornalista del Messaggero Alberto Guarnieri confida di impazzire per “Volare”. E invece no. Ecco Gigi Sabani, che preferisce un altro brano:   “Meraviglioso”,  un vero inno alla vita.”

           Nostalgia di Frank Sinatra. Massimo Gatti, re della mondanità, in particolare d’estate quando solca i mari con la sua sminurata barca: “My way”. Stessa indicazione della promettente show girl Angela Ferlaino.

           Vasco Rossi raccoglie il voto della giornalista Simona Saia (“Albachiara”). Senza limiti: “L’adoro, la canto con gli amici.” E di Patrizia Lorenzi: “Una canzone per te.”

           Due scelte assolutamente romantiche? Ecco Pietro Calabrese, direttore della Gazzetta dello Sport, che indica il tema di Lara dal film “Dottor Zivago”. E la bellissima Daniela Rosati, conduttrice in Rai di un bel programma dedicato al benessere e alla salute:   “Inno all’amore”, di Edith Piaf. Anche il prof Mario Andreoli, famoso endocrinologo dell’università di Roma “La Sapienza”, sceglie la Piaf e “Le vie en rose”.

           Ed eccoci a una raffica di voti dispersi, secondo i gusti, i sentimenti, i ricordi più vari. Renzo Arbore, un nome una leggenda, sceglie “Polvere di stelle”. Paolo Bonolis, indeciso tra molte, opta per “L’isola che non c’è”, di Bennato. Michele Guardì, regista e autore cult della Rai: “Le colline sono in fiore”. E ricorda sorridendo: “E’ un po’ la storia dei miei inizi… Amore ritorna…non importa, non fa niente se tu non sei diventato più importante perché sei importante per me…  E quella persona che mi aspettava e diventata mia moglie… Rita. Poi, per fortuna, è arrivato anche il successo.”

         Un altro nome famoso, Clemente Mimun, direttore del tg1: “Night in white satin dei Moody Blues.” Cesare De Michelis, editore: “Il cielo” di Renato Zero. Bruno Musso, top manager dell’industria pubblica, ora amministratore del Gaslini di Genova, predilige la colonna sonora di “C’era una volta il west” di Ennio Morricone”. Mario Masini, top manager nel settore ippico: “L’anima” di Ron. Luciano de Crescenzo: “Era di maggio”. Steve Pieri, psicoterapeuta dei divi: “Tanta voglia di lei, dei Pooh. Mi ricorda la scoperta dell’amore vero, una sola scelta, quella che non si può tradire.” Alessandra Canale, intramontabile annunciatrice Rai, è attualissima: ama la sigla di “Uno su mille” di Gianni Morandi.

         L’imprenditore Nicola Carraro, ex editore, compagno di Mara Venier: “29 settembre” dell’indimenticabile Equipe 84.  Il portavoce di Gianni Agnelli, Sandro Casazza: “Tutto West side story, indimenticabile, un punto fermo nella storia dello spettacolo.”  Lucio Presta, agente di Roberto Benigni e Paolo Bonolis: “Jarmain Jackson, Why don’t you do.” Paolo Glisenti: “Rising”. Una famosa giornalista, Barbara Palombelli: “Futura” di Lucio Dalla. Per Dalla si schiera anche la scrittrice Mariella Albertini, che però preferisce “Caruso”. Franco Recanatesi ogni giorno - assicura - ascolta “Amapola”, dal film “Gli intoccabili”.

        Paola Ferrari De Benedetti è divisa tra due cult:    “Life or mars, del grande e ipnotico David Bowie o Angie, dei Rolling Stones: in ogni caso, rock melodico.”   Dalila Di Lazzaro sceglie “One” degli U2.  Cecilia Billè: “Fallin” di Alicia Keys. L’attrice Sara Altieri: “Luci a San Siro, di Roberto Vecchioni.” Maria Teresa Fabris, autrice e presentatrice tivu: “Lei verrà,  di Mango”. La poetessa Fiammetta Jori: “As time goes by, da Casablanca”.

        Un nome prestigioso tra gli autori televisivi, Massimo Cinque “Unomattina, Domenica in…”: “La donna cannone”. E’ la stessa scelta della bella Paola Perego, che però ama molto anche “Più che puoi” di Eros Ramazzotti, definita “la più significativa”. Altro nome cult degli autori televisivi, Sergio Bardotti, nonché paroliere e compositore di canzoni famose: “Que sera…” di Chico Buarque. Charlie Gnocchi, voce famosa della radio: “Basket case, green day.” Patrizio Surace, manager della comunicazione: “Elton John, sorry seems to be the hardest world.” Due chirurghi plastici. Niccolò Scuderi, ordinario de “La Sapienza”, sceglie “Via con me” di Paolo Conte. E Vincenzo Del Gaudio, ricercatissimo  dalle bellezze del mondo dello spettacolo per la sua mano delicata, “Pazza idea” di Patty Pravo. Da citare anche l’architetto Patrizio Busirici Vici, un po’ fuori tema, che  preferisce a tutto “Le quattro stagioni”  di Vivaldi.

        Ecco infine i pareri di alcune bellissime. Anna Kanakis: “Love theme, Vangelis, dalla colonna sonora di Blade runner.” Ela Weber: “Summer time” di Ella Fitzgerald. Eva Riccobono, top model rivelatasi nello show di Fiorello: “La versione live di Stair way to heaven di Led Zeppelin.” Susanna Torretta: “Do you think i’m sexy,  di Rod Stewart, il mio preferito, dal film Star 80.” Barbara Chiappini: “Ancora, di De Crescenzo.” Tatiana Sourmatch, una delle trapeziste gemelle della “Domenica in…” di Jocelyn: “Bella senz’anima” di Riccardo Cocciante. Pamela Prati: “Who wants to live forever, dei Queen.”

         La conclusione a Gigi Marzullo che vota per … Gigi Marzullo: sceglie infatti “Ancora” di De Crescenzo, da lui già immortalata come la sigla del suo storico programma notturno, “Sottovoce”.

MA IO TIFO PER ELVIS DI Zarathustra    

 

Elvis Presley è, per me, una prova dell’esistenza di Dio. E tuttavia nessuno, tra gli illustri e meno famosi intervistati di Cesare Lanza, lo cita. Spetta a me riqualificarlo, partecipando, da critico, al gioco della raccolta di opinioni. La clamorosa assenza sancisce i limiti di indagini di questo tipo, che hanno soprattutto il merito di appagare qualche curiosità (per chi vota il famoso  direttore del telegiornale, a quale canzone è legata la bellissima show girl?) e di suscitare immediati pareri contrapposti. Di Elvis ho già detto. Ma deploro che i Rolling Stones abbiano avuto la miseria di due pareri sbadati e debbo ringraziare il professor Vincenzo Del Gaudio, famoso chirurgo plastico, che si è ricordato di Patty Pravo (peraltro intervistata da Lanza in questo stesso numero di Capital): la più bella voce italiana, tra le più autorevoli nel mondo.  E poi: dove sono i Platters, dov’è “Smoke gets in your eyes?”, che ha galvanizzato strusci lenti e languidi e amorosi approcci negli anni sessanta? Parlo dei miei preferiti. Dov’è l’allegra “Diana” di Paul Anka? E dove sono i mitici Abba? E Mina, Celentano, non sono un po’ maltrattati, con così pochi e avari consensi? Approvo - lo ammetto .- il trionfo di Gino Paoli, Lucio Battisti e dei Beatles. Ma alcune dimenticanze sono inaccettabili. Forse i sondaggi servono soprattutto a questo, a far emergere l’ingratitudine e ad accertare l’incomprensibilità della memoria.

 

 11-02