BARZELLETTE CONSIGLI AL CALCIATORE
La sai
l'ultima su Totti? Potrebbe far ridere sul serio

di Cesare
Lanza "Libero"
Caro Totti,
non so se i carabinieri siano invidiosi o tirino un
sospiro di sollievo. Opto per la prima ipotesi: a quanto mi risulta,
avevano sempre dimostrato un notevole senso dell’umorismo. Fatto sta che,
da quando si è diffusa la moda delle barzellette su di te, caro Francesco,
le storielle sui carabinieri sono praticamente scomparse. Tu sei diventato
il protagonista assoluto (scusami: l’ingenuo, tontolone, ottuso
protagonista) delle battute fondate sull’incapacità - prima era il
carabiniere, adesso sei tu, il campione di calcio arroccato nel suo gergo
romanesco - di capire anche le cose più elementari: al telefono via sms o
a colazione, negli uffici, nei bar, nei salotti c’è sempre qualcuno che
viene a raccontarti l’ultima su Totti.
Mi dicono che tu, a differenza dei carabinieri, sei
irritato e a volte impermalito
per la pesantezza delle battute. Se così davvero fosse, sarebbe un grave
errore: in un Paese come il nostro ridere degli altri, ma anche di se
stessi, è quasi un dovere. E poi, il fatto che tu abbia preso il posto dei
carabinieri è una specie di pubblica legittimazione: vuol dire che, ormai,
sei diventato un’istituzione. E poi, ammetterai, molte barzellette sono
divertenti. Ne cito alcune.
La prima. Dicono a Totti che, per partecipare a una
festa di fine anno, è necessario l’abito scuro. Lui ne indossa uno e,
appena arriva nel luogo della festa, legge un cartello: no smoking. E
Totti: “Lo sapevo che era mejo venì in tuta…”
Un’altra. Totti in auto, fermo a un semaforo. Si
avvicina un bambino e gli chiede un euro. Totti chiede: “Perché?” E il
bambino: “Io, ceceno.” E Totti: “Ce ceni? Con un euro nun ce paghi neanche
er cappuccino.”
Ancora. Totti e Vieri fianco a fianco in aereo,
appena imbarcati: si sente il rumore dei motori. Totti: “Mbè?” E Vieri:
“Decolla!” E Totti: “De colla? Ma nun era de fero?”
Ultima. Dopo due settimane Totti finisce di comporre
un puzzle. Poi legge sulla confezione: da due a tre anni. E Totti: “So’
proprio un genio!”
Ultimissima. Totti riceve in regalo un libro per
Natale, lo apre e legge: sommario. E lui: “Piacere, so’ Francesco!”
Battute innocenti, simpatiche. Fino a quando durerà
la moda? Non saprei dire. Capisco il divertimento popolare di inventare
battute di questo tipo e di metterci Totti come protagonista. E capisco,
anche se non approvo, il fastidio del campionissimo: nella vita, caro
Totti, sei assai diverso da come vieni descritto nelle storielle. Ti
conosco poco, ma ho giocato in vacanza a poker con te, ti ho osservato in
azione, ti ho parlato quanto basta per poter dire che sei un ragazzo
furbo, intelligente, ironico, pronto di riflessi. Disapprovo che tu
abbia “scomunicato” il tuo bravo imitatore Antonio Giuliani, peraltro
tifosissimo tuo e della Roma. Però il fastidio è comprensibile: ogni bel
gioco dura poco.
Eccoti un’idea, allora, per piantarla lì. Caro Totti,
potresti raccogliere le barzellette migliori in un libro, pubblicarlo con
un bel titolo, promuoverlo in tivu e nel mondo del calcio, destinare
infine i compensi - di cui certo non hai bisogno -a una iniziativa di
beneficenza. Delle due l’una: o il tormentone, una volta sublimato,
finisce lì; oppure proseguirà, come per anni si è andati avanti con le
storielle sui carabinieri (anch’esse, non a caso, raccolte in tanti
libri), e allora ogni anno il libro delle barzellette su di te potrebbe
diventare un appuntamento fisso, per regalare un po’ di bene a chi ne ha
bisogno. E tu, se davvero sei permaloso, trasformando col tuo copyright
le prese in giro in un’operazione di solidarietà, ti prenderesti la
miglior rivincita.
cesare@lamescolanza.com
12-1-03