IL SALOTTO
di Cesare Lanza
A NOI
DEPRIME...
ANCHE LE CELEBRITA’ HANNO I LORO GIORNI “NERI”. E A CAPITAL CONFIDANO I
MOTIVI PIU’ IMTIMI DEL LORO MAL DI VIVERE. LA COSA PIU’ SORPRENDENTE? DI
PROBLEMI DI CUORE NON SI PARLA MAI



di Cesare Lanza " Capital"
Quando, come e perchè siamo aggrediti da un male insidioso come la
depressione? E cosa facciamo, per uscirne? Ecco le domande – confesso,
forse indelicate, certo indiscrete – che ho scelto per i miei invitati a
questo “salotto” di mezza estate. Dico subito che non posso ovviamente
risentirmi, ma dispiacermi sì, per il fatto che alcuni importanti
personaggi, pur ringraziandomi molto gentilmente, abbiano scelto di non
rispondere: Luca di Montezemolo, Enrico Mentana, Ezio Mauro, Antonio
D’Amato, Marco Tronchetti Provera, Fedele Confalonieri. Rispetto, su un
argomento tanto personale, il loro riserbo.
Una risposta schietta e concisa arriva invece da Umberto Bossi, ministro
delle riforme istituzionali e per la devoluzione: " Poche cose che mi
fanno deprimere. E sicuramente una è questa: la mancanza di motivazione
di chi mi è vicino sul lavoro. Il solo modo che ho per uscirne è cercare
emozioni affettive, che possano in qualche modo potenziare le mie". Un
amico caro di Bossi, Roberto Maroni, ministro del lavoro e delle
politiche sociali, si butta invece – presumo – su una battuta: "La cosa
che mi fa deprimere? Sicuramente una sconfitta del Milan nel derby
contro l'Inter. Per uscirne, è molto semplice: vado al mare".
Un
altro ministro (per le Infrastrutture e i trasporti), Pietro Lunardi, è
serissimo: “Mi deprime promettere e non riuscire
a mantenere ciò che ho promesso. E, di conseguenza, mantenere mi aiuta a
uscire dalla depressione.” Ed ecco un altro rappresentante del governo,
che invece esce in dribling dalla domanda. E’ Giovanni Alemanno,
ministro delle politiche agricole: "Preferisco non pensarci e meno male
che ho poco tempo a disposizione per soffermarmi. Ma so benissimo che si
tratta di una vera e propria malattia molto dolorosa, difficile da
curare, da non sottovalutare in alcun modo. Consiglio a chi ne soffre di
pensare a una bella tavola imbandita con i migliori prodotti della
nostra terra. Una sana alimentazione è uno dei migliori antidoti contro
le cadute depressive".
Il
senatore a vita Giulio Andreotti, caustico come sempre: "Mi deprime la
petulanza dei presuntuosi: per venirne fuori li contrasto con qualche
battuta". Ottimo! Così come, ovviamente, per solidarietà per il
sovrappeso, segnalo la simpatica risposta di un altro senatore, Claudio
Petruccioli, presidente della commissione di vigilanza per la Rai, che
risponde così: "Mi deprimo perché sono grasso. Cosa faccio per uscirne?
Mangio meno!" (Per quel che mi riguarda, la penso diversamente: mi
deprimono le continue osservazioni di parenti e amici sulla necessità di
una dieta; e, se seguo la dieta, mi deprimo ancora di più).
Molto sincera, con evidenza, e sempre combattiva, l’ex ministra (per le
pari opportunità) Katia Bellillo: “La depressione? Arriva quando mi
sento usata, quando sento tentativi per rendermi indifferente,
inespressiva, quando mi si chiede di annullarmi… Allora vado in
palestra, infilo i guantoni e mi scarico… Quando esco so che nessuno
potrà annullare la mia espressività, risponderò colpo su colpo.” Ed
ecco Gabriele Albertini, sindaco di Milano: “Mi deprimono il sopruso e
il tradimento della fiducia. Isolo il traditore e punisco il
prevaricatore. Non sono vendette, è solo giustizia. E per chi ha
responsabilità di persone e governa una squadra, è anche un dovere.”
Giulio Gargano, assessore emergente, all'informatica della Regione
Lazio:
"Le cattiverie gratuite e l'ingratitudine sono deprimenti. Per uscirne,
gioco con i miei figli, faccio molto sport o telefono agli amici più
cari ricordando episodi divertenti... Dopo qualche risata tutto si
ridimensiona". Infine, Daniele Capezzone, segretario dei radicali: "Non
mi pongo il problema. Ritengo di non essere mai depresso, quindi…". Fin
qui i politici, a cui in questa occasione ho attribuito un ruolo
privilegiato nel salotto, per la semplice ragione che le loro
depressioni possono influire sulle depressioni di tutti gli italiani.
Altri autorevoli pareri? Un leader tra gli imprenditori, l’ing. Alfio
Marchini: “Le bugie sono deprimenti. E combatto la depressione cercando
di evitare i bugiardi.” Massimo Pini, manager e imprenditore: "Provo
sconcerto nel vedere situazioni nella vita politica e in quella
economica che si sarebbero potute evitare facendo ricorso al buon senso,
agli insegnamenti del passato e a comportamenti alieni dai luoghi
comuni. Mi riferisco alle corse ai boom di borsa, agli investimenti ad
alto reddito, allo smantellamento di grandi realtà industriali, in nome
di un malinteso liberismo. La mia reazione è scrivere sui giornali,
intervenendo dove e come è possibile, facendo sentire la mia voce".
Marina Salomon, imprenditrice:
"Non sono il tipo che si deprime, reagisco
con l'aggressività. Mi intristiscono i momenti di conflitto con mio
marito. Dopo aver discusso, mi rendo conto che devo mettere da parte
l'orgoglio e cercare di ragionare. Mi aiuta la fede, che mi ha fatto
capire l'importanza dell'umiltà. Tutte cose, però, che ho appreso molto
tardi".
Alcuni giornalisti. Marcello Del Bosco, direttore generale di Radio Rai:
"Mi deprime la
stupidità delle persone… Come combatterla? Riciclo le sempreverdi
battute di Woody Allen". Clemente J. Mimum, direttore del Tg1: "Se c'è
qualcosa che mi fa deprimere sono le polemiche sulla Rai. Per evitare il
problema, semplicemente.. non le leggo più!". Massimo Donelli, direttore
di Sorrisi e canzoni tivu: “Mai depresso. Se mai, il mio problema è
l’euforia perenne, il mio approccio alla vita.” Edoardo Raspelli, re
dei critici di gastronomia: “Faccio il mio lavoro in modo disinteressato
ed onesto. Da quasi 28 anni, cercando di dare dignità alla critica
gastronomica della tagliatella. Ma mi rendo conto della mia totale
solitudine, doverosa per chi fa questo mestiere. Mi ripaga
l'apprezzamento dei lettori.”
L’attrice Eleonora Brigliadori: "Mi sento depressa quando non trovo
persone con cui condividere cose a me care. Cerco di reagire uscendo a
fare shopping di libri: adoro leggere. A volte mi rilassa anche
dedicarmi al giardino o preparare il pane in casa."
Due bellissime show girl. Laura Freddi: "In questo momento, mi deprime
che il mio cane stia morendo... Ma non ho mai avuto veri problemi, per
mia fortuna. Ho un carattere forte, ma anche sensibile. Mi capita di
essere triste o malinconica, ma ho una serenità e un equilibrio
interiore che mi permettono di non cadere in depressione. Mi consolo
con il cibo, in particolar modo con la nutella." Ela Weber: “Mi deprimo
quando mi trovo davanti a situazioni in cui dovrei intervenire e mi
manca il savoir faire. Anche l'ingiustizia e la coscienza dei miei
limiti personali spesso mi deprimono”.
Ancora nel mondo dello spettacolo, l’attore Gianfranco Barro: "Mi manda
in depressione il pensiero della morte. Cosa faccio per uscirne? Mi
aggrappo a Gesù Cristo". E l’affascinante modella Youma: "Mi deprime
pensare alle guerre in Africa, dove uccidono le persone e lasciano i
cadaveri per strada. Ma anche sapere che qualcuno della mia famiglia è
triste. Torno a casa a Parigi, sto vicina alle persone che mi amano. Mi
capita spesso di essere triste, depressa e poi, subito dopo, felice: un
momento piango, subito dopo rido…"
Due medici. Il prof. Luigi Cioffi, ginecologo, esperto di
medicina della riproduzione e opinionista: “Come medico della
riproduzione, quando non riesco a soddisfare il desiderio di
genitorialità di coppie, che pur avendo eseguito tanti tentativi non
riescono ad avere un figlio. Riesco a bilanciare queste intense emozioni
negative con altre, altrettanto intense e forti, ma positive, quando
leggo la gioia e la riconoscenza negli occhi di quelle donne mentre
stringono tra le braccia un figlio che realizza un loro sogno.”
E il prof.
Vincenzo del Gaudio, chirurgo plastico, altrettanto sincero e
autocritico:
"La cosa che
più mi deprime è commettere (raramente) un pur lieve errore nel lavoro.
Ne esco col tempo, quando mi accorgo che è una piccolezza senza
conseguenze".
Giorgio Faletti, scrittore e attore: " Sono terribilmente meteoropatico,
mi deprime il brutto tempo. Beh, se mi dicono che ho un enfisema
polmonare ci sto peggio, ma nel quotidiano è il cielo nuvoloso che fa
intristire. Però, cerco di sfruttarlo, il brutto tempo. Come? Facendo il
malinconico. Insomma, se c'è il sole faccio il simpatico, se piove sono
triste".
Luca Goldoni, scrittore e giornalista: "Mi deprime terribilmente che il
confronto di idee in politica sia scaduto a rancore viscerale. So di
amicizie o fidanzamenti finiti per contrasti politici. Berlusconi ha
scatenato, entrando in politica, folli amori e folli esecrazioni. Per
dimenticare, mi do alla buona lettura, ai pennelli e parlo col mio cane.
Lui sì, mi dà sempre ragione". Qualche opinione raccolta tra gli
sportivi. Idris, commentatore sportivo e showman: "Sono triste davanti
alle ingiustizie della vita. Davanti ai bambini che muoiono di fame, che
soffrono. Per uscirne faccio un viaggio nella mia terra, dai miei
parenti." Carolina Morace, ex-calciatrice: "Mi deprimono le persone
false, che non manifestano la loro vera identità. Per tirarmi su mi
confido con i miei amici: è sempre una buona medicina." Pietro Anastasi,
ex attaccante della Juventus e della Nazionale: "Mi deprime il
maltrattamento degli animali. L'abbandono dei cani e dei gatti, i
combattimenti dei cani con le relative scommesse. E cerco di fare
qualcosa per loro, per salvaguardare la vita degli animali. Non è molto,
ma è l'unico modo per tirarmi su da queste atrocità". Bruno Conti,
campione del mondo: "Grazie a Dio non ho mai avuto problemi. Essere
stato un calciatore e continuare, ancora oggi, a lavorare in mezzo ai
giovani che giocano a calcio, mi ha aiutato a non cadere mai in
depressione."
La chiusura a un sacerdote,
don Santino Spartà, reso famoso dalla tivu: "Mi infastidisce la
scomparsa del senso del peccato. Dissolto in genere questo valore
fondamentale, continuano ad affiorare, nelle coscienze, la confusione
tra bene e male, il meccanismo perverso di essere padroni di tutto, la
disinvoltura illecita di porsi al di sopra del prossimo. Pur ammettendo
che la pastorale ecclesiastica spieghi in modo sommario l'aldilà,
sorvoli sulle gioie e le pene eterne, dimostri poca cura nei riguardi
della confessione, finga di non accorgersi di certi peccati
contemporanei, mi tiro fuori dalla depressione sempre in agguato,
credendo fermamente che Dio, pur offeso, continua a dispensare la sua
grazia e a voler bene a tutti. Sublime vendetta dell'amore".
cesare@lamescolanza.com
luglio 2003