di Cesare
Lanza "Capital"
Una grande
sorpresa mi è arrivata da Giulio Andreotti, ecco perché. Il mio sondaggio
di questo numero di Capital verte su una domanda (spero) divertente,
lieve, per curiosare sugli aspetti meno conosciuti della personalità dei
miei intervistati: “Che cosa proprio non le si può chiedere di fare, che
cosa non è assolutamente capace di fare?”. Ho ben specificato, ma qualcuno
(come vedremo, non ha raccolto) che intendevo incapacità di ordine
materiale, non spirituale. E dunque al mattino di quella fatale domenica
in cui, poi, si sarebbe appreso della condanna a 24 anni, inflitta ad
Andreotti dal tribunale di Perugia per il delitto Pecorelli, avevo spedito
via fax la domanda anche all’ottuagenario senatore a vita. Il mattino
dopo, lunedi, alle sette e mezza, dopo tutto quello che era successo, ho
ricevuto la risposta di Andreotti, insieme con i suoi gentili saluti:
“Quasi tutto - o forse tutto – quel che è tecnica applicata.” Con tutto
ciò che era successo, aveva trovato il tempo e la libertà, la serenità di
mente per rispondermi… Incredibile, vero? Ma è vero anche che ci sono
mille modi, anche minimi, per dimostrare uno straordinario temperamento.
Andiamo avanti. Ecco altre risposte di uomini politici. Il
ministro Maurizio Gasparri: “Sono assolutamente incapace di cucinare.”
Clemente Mastella: “Nuotare al largo senza salvagente.” Italo Bocchino:
“Guidare, lo faccio con grande fatica e scarso piacere.”
Entro nel mondo dello spettacolo, della televisione,
dell’editoria e subito mi arriva un altro fax strepitoso, da Luciano De
Crescenzo. Eccolo: “Se c’è una cosa che proprio non riesco a fare è la
partecipazione ai matrimoni. Mi spiego meglio. A Roma esiste una società,
la Matrimoni vip, che organizza matrimoni di prestigio. Mi telefonano e mi
invitano: a partecipare in qualità di ospite al matrimonio di uno
sconosciuto. Io, a quanto mi si dice, sarei quotato 10, ovvero dieci
milioni di vecchie lire (Fiorello è quotato venti). - Ma cosa debbo fare?,
chiedo. –Niente – mi rispondono. – Si deve solo vestire di blu e
partecipare alla festa. Poi, se proprio vuole essere disponibile, può
darsi del tu con gli sposi e fare qualche foto. – E perché mi darebbero
dieci milioni? - Perché, il giorno dopo, tutti gli invitati
racconterebbero agli amici: “Lo sapete chi c’era al matrimonio? C’era
Luciano De Crescenzo! – Mi rifiuto di credere che qualcuno possa essere
così stupido da pagare dieci milioni per una cosa del genere! – Ma che,
scherza? Lo sa che esiste anche Funerale vip? Solo che lì è d’obbligo
un’espressione triste.”
Anche don Santino Spartà racconta un’esperienza personale: “A
me non si deve mai chiedere di guidare una qualsiasi moto, di piccola o
grossa cilindrata. Una volta sono stato costretto simpaticamente a salire
per delle foto d’occasione, sforzandomi di non perdere la mia abituale
disinvoltura e non vedendo l’ora di rimettere i piedi a terra. Uno dei
miei più sofferti fioretti, che non accetterei una seconda volta, nemmeno,
forse, se mi fosse dato per penitenza dal mio confessore.”
Sintetica come sempre Maria De Filippi: “Buttare, rovesciare
la pattumiera.”
Bibi
Ballandi: “Assolutamente incapace di usare il computer.” Angelo Rizzoli:
“Qualsiasi cosa tecnica, elettronica: al massimo me la cavo con il
telecomando, ma vado in confusione anche solo per mandare avanti o
indietro un nastro del registratore…”
Pippo
Marra, patron di Adnkronos: “Nella vita sono stato costretto a fare molte
cose che non avrei voluto fare, mi è difficile indicarne una sola. Sono
appena tornato da New York, volta ho scoperto che non ce la farei proprio
a vivere fuori d'Italia, in un Paese di cui non sarà mai perfettamente
possibile padroneggiare la lingua. Ve lo immaginate un italiano, un
calabrese, che rinuncia ai tanti significati che può avere una parola a
seconda di come si dice?”
Ed
ecco una raffica di risposte flash. Giulio Malgara: “Mettere le catene
alla mia auto, quando cade la neve.” Bruno Vespa: “Tra tante altre cose,
non so assolutamente cambiare una gomma dell’auto.”
Giovanni
Ferreri, avvocato e vice presidente della Roma:non mi si può proprio
chiedere alzarmi presto la mattina.
Peppe
Tortora, autore: venendo da una famiglia numerosa,detesta mangiare “all’
impiedi” , piuttosto non mangia.Stefano Zecchi, il nodo alla cravatta.
Mara Venier: “Seguire a comando un copione, è più forte di me, non posso
stare dietro a paletti e confini.” Fabrizio Frizzi: “Lavorare con
l’uncinetto.” Paolo Beldì: “Fare la regia di un’opera lirica, anche perché
non capisco le parole!” La bella Denny Mendez: “In generale qualunque
cosa mi faccia sporcare le mani…”
Usciamo dalla scena della tivu, altri pareri. Maria Francesca Corigliano,
assessore al tempo libero del comune di Cosenza: “Non riesco assolutamente
ad andare sott’acqua, forsse anche una calata di pochi secondi…” Alberto
Arrigoni, commissario straordinario del casino di Saint Vincent: “Non
riesco mai a tenere in ordine carte, bollette e fotoghrafie. Per fortuna
riesco invece a tenere ottimi rapporti personali e ci pensa qualcuno per
me…” Antonio Gallo, firma famosa nelle relazioni esterne: “Montare una
tenda, o qualsiasi altro lavoretto da fare in casa, quelle cose moleste
che una donna ti chiede, di solito, alla domenica…” Da Cecilia Billè una
curiosa mescolanza: “Tradire un’amica o andare in palestra o andare al
cinema…”
Tommaso
Pompei amministratore delegato Wind : "Passare un'intera domenica davanti
alla tv. Non sono capace di una visione anassertiva e troppo "leggera".
Meglio un buon libro, magari con qualche sortita al piccolo schermo.
Peppino
Accroglianò, Presidente C3 International, giornalista: Cucinare. La
soubrette Barbara Chiappini è legata alla solidarietà femminile: “Uscire
con l’ex fidanzato della mia amica, non potrei mai farlo.” Sicuro di sé
l’imprenditore Paolo Bagnasco: “Sono un uomo d’oro, capace di fare
qualsiasi cosa, legalmente.” Il celebre fotografo Bob Krieger: “Mai potrei
avere un rapporto sessuale non desiderato.” Due grandi medici, Vincenzo
Del Gaudio, chirurgo estetico: “Non mi si può chiedere di uscire di casa
dopo cena. O prima, o mai più!”, e Luigi Cioffi, ginecologo, esperto di
medicina della riproduzione: “Mettere un chiodo a pressione in un muro ,
ci ho provato una volta e ho buttato giù una parete.”
Torno nel mondo dei programmi televisivi. Massimo Liofredi:
“Riordinare la casa, non sono un casalingo!” La regista Simonetta Tavanti:
“Riparare una gomma.” Il popolarissimo “Gina”, costumista, autorionizza:
“Svestire le donne e vestire gli uomini…” Antonella Martinelli, autrice di
“Porta a Porta”: “Non fare la casalinga.”
Armando
Perna: “I lavori di manutenzione casalinga.” Flavia Frazzi, esperta di
casting: ”Aspettare agli appuntamenti,fare le file negli uffici.” Massimo
Santoro, autore: “Pilotare un aereo.” Alisa, massaggiatrice-cult: “Non ho
feleing con ago e filo… non ci sono più le massaie di una volta!”
Enrico Magrelli, autore e noto critico cinematografico: “Non
potrei mai fare lo psicoterapeuta da salotto televisivo, probabilmente lo
saprei fare, ma ho troppo rispetto per l’animo umano.” Tonino Quinti,
autore: “Fare il bucato, lavare i piatti…”
Gianfranco
Scancarello: “Tutto ciò che riguarda la matematica, in particolare
un’equazione di primo grado.” Filippo Amico di Meane: “Proverei a fare
tutto, ma dovendo proprio rispondere…cucinare!” Pina Bevilacqua.
“Stirare.” Stefano Vicario, regista del Festival di Sanremo e degli show
di Panariello: “Mangiare il formaggio.”
Annalisa
Bruchi, consulente: “Preparare un soufflè, mi è impossibile farlo crescere
e che pena vederlo sgonfiarsi miseramente…” Ivana Sabatini: “Detesto
sistemare la casa.” Alida Cappellini, scenografa: “Fare la spesa.”
Giovanni Licheni, scenografo: “Faticare fisicamente (cambiare una gomma,
lavare per terra), almeno che ciò non implichi un divertimento.”
Lo stilista Renato Balestra: “Cambiare una ruota, ma
soprattutto rifare il letto.” Little Tony: “Fare interminabili file alle
poste,in banca ed in generale negli uffici pubblici. “ Gabriella Germani,
attrice comica, imitatrice formidabile di Mara Venier e Maria De Filippi:“Andare
contro la mia comicità, far ridere perché costretta, pronunciare battute
che non sento mie.” Angela Melillo: “Se si ferma la macchina, metterci
le mani per capire o provare ad aggiustarla.” Francesca Salemme,
giornalista: “A parte "tacere", direi che è inutile chiedermi di montare
un mobile componibile o caricare la lavastoviglie (l'odore di vapore misto
al detersivo mi disturba).” Un altro giornalista, Aldo De Luca, si ispira
forse ai simboli di una certa romantica letteratura: “Non chiedetemi di
scrivere senza fumare.”
Alessandra Canale: “Non so riparare rubinetti né cambiare
pneumatici, ma soprattutto non so ballare, non chiedetemi di ballare.”
Anna La Rosa: “So cucinare, cambiare una gomma, cucire, dipingere stoffe
e porcellane, fare iniezioni intramuscolo ed endovene. Ma non sono brava
a rifare il letto.” Mirandola Beatson: “Tagliarmi i capelli.” Guido
Barendson: “Far partire e usare i comandi degli elettrodomestici.” Enrico
Lucherini, spiritoso: “Non chiedetemi di andare a vedere film che vengono
dall’Asia…” Darwin Pastorin : “I noiosissimi giochi di società intorno al
tavolo di Natale. Meglio un buon libro o una sana dormita.” Ela Weber vola
alto: “Nessuno potrà mai chiedermi di dimenticare, non ne sono capace né
nel bene né nel male.”
Michele Guardì, stakanovista: “Riposarmi , per riprendermi
da un mese di vacanza ho bisogno di lavorare undici mesi.” Marco Godano,
indeciso tra corpo e spirito: “Scegliere le fedeltà rispetto alla lealtà.
O fare un bagno turco.”
Susanna
Torretta: “Cucire e lavare i piatti.” Myrta Merlino: “Far finta di niente
quando qualcosa non mi va.”