IL SONDAGGIO

 NON CHIEDETEMI DI FARE...

 

USARE IL PC, LAVARE I PIATTI, FARE LA SPESA, MONTARE UNA GOMMA. A CAPITAL HANNO SVELATO LE PROPRIE INCAPACITA' 65 NOMI ILLUSTRI, CHE HANNO ACCETTATO DI CONFESSARSI. COMPRESO GIULIO ANDREOTTI

di Cesare Lanza "Capital"

 

Una grande sorpresa mi è arrivata da Giulio Andreotti, ecco perché. Il mio sondaggio di questo numero di Capital verte su una domanda (spero) divertente, lieve, per curiosare sugli aspetti meno conosciuti della personalità dei miei intervistati: “Che cosa proprio non le si può chiedere di fare, che cosa non è assolutamente capace di fare?”. Ho ben specificato, ma qualcuno (come vedremo, non ha raccolto) che intendevo incapacità di ordine materiale, non spirituale. E dunque al mattino di quella fatale domenica in cui, poi, si sarebbe appreso della condanna a 24 anni, inflitta ad Andreotti dal tribunale di Perugia per il delitto Pecorelli, avevo spedito via fax la domanda anche all’ottuagenario senatore a vita. Il mattino dopo, lunedi, alle sette e mezza, dopo tutto quello che era successo, ho ricevuto la risposta di Andreotti, insieme con i suoi gentili saluti: “Quasi tutto - o forse tutto – quel che è tecnica applicata.” Con tutto ciò che era successo, aveva trovato il tempo e la libertà, la serenità di mente per rispondermi… Incredibile, vero? Ma è vero anche che ci sono mille modi, anche minimi, per dimostrare uno straordinario temperamento.

             Andiamo avanti. Ecco altre risposte di uomini politici. Il ministro Maurizio Gasparri: “Sono assolutamente incapace di cucinare.” Clemente Mastella: “Nuotare al largo senza salvagente.”  Italo Bocchino: “Guidare, lo faccio con grande fatica e scarso piacere.”

             Entro nel mondo dello spettacolo, della televisione, dell’editoria e subito mi arriva un altro fax strepitoso, da Luciano De Crescenzo. Eccolo: “Se c’è una cosa che proprio non riesco a fare è la partecipazione ai matrimoni. Mi spiego meglio. A Roma esiste una società, la Matrimoni vip, che organizza matrimoni di prestigio. Mi telefonano e mi invitano: a partecipare in qualità di ospite al matrimonio di uno sconosciuto. Io, a quanto mi si dice, sarei quotato 10, ovvero dieci milioni di vecchie lire (Fiorello è quotato venti). - Ma cosa debbo fare?, chiedo. –Niente – mi rispondono. – Si deve solo vestire di blu e partecipare alla festa. Poi, se proprio vuole essere disponibile, può darsi del tu con gli sposi e fare qualche foto.  – E perché mi darebbero dieci milioni? -  Perché, il giorno dopo, tutti gli invitati racconterebbero agli amici: “Lo sapete chi c’era al matrimonio? C’era Luciano De Crescenzo! – Mi rifiuto di credere che qualcuno possa essere così stupido da pagare dieci milioni per una cosa del genere! – Ma che, scherza? Lo sa che esiste anche Funerale vip? Solo che lì è d’obbligo un’espressione triste.”

            Anche don Santino Spartà racconta un’esperienza personale: “A me non si deve mai chiedere di guidare una qualsiasi moto, di piccola o grossa cilindrata. Una volta sono stato costretto simpaticamente a salire per delle foto d’occasione, sforzandomi di non perdere la mia abituale disinvoltura e non vedendo l’ora di rimettere i piedi a terra. Uno dei miei più sofferti fioretti, che non accetterei una seconda volta, nemmeno, forse, se mi fosse dato per penitenza dal mio confessore.”

            Sintetica come sempre Maria De Filippi: “Buttare, rovesciare la pattumiera.”            

Bibi Ballandi: “Assolutamente incapace di usare il computer.”  Angelo Rizzoli: “Qualsiasi cosa tecnica, elettronica: al massimo me la cavo con il telecomando, ma vado in confusione anche solo per mandare avanti o indietro un nastro del registratore…”

Pippo Marra, patron di Adnkronos: “Nella vita sono stato costretto a fare molte cose che non avrei voluto fare, mi è difficile indicarne una sola. Sono appena tornato da New York, volta ho scoperto che non ce la farei proprio a vivere fuori d'Italia, in un Paese di cui non sarà mai perfettamente possibile padroneggiare la lingua. Ve lo immaginate un italiano, un calabrese, che rinuncia ai tanti significati che può avere una parola a seconda di come si dice?”

     Ed ecco una raffica di risposte flash. Giulio Malgara: “Mettere le catene alla mia auto, quando cade la neve.” Bruno Vespa: “Tra tante altre cose, non so assolutamente cambiare una gomma dell’auto.”

Giovanni Ferreri, avvocato e vice presidente della Roma:non mi si può proprio chiedere alzarmi presto la mattina.

Peppe Tortora, autore: venendo da una famiglia numerosa,detesta mangiare “all’ impiedi” , piuttosto non mangia.Stefano Zecchi,  il nodo alla cravatta.

          Mara Venier: “Seguire a comando un copione, è più forte di me, non posso stare dietro a paletti e confini.”  Fabrizio Frizzi: “Lavorare con l’uncinetto.” Paolo Beldì: “Fare la regia di un’opera lirica, anche perché non capisco le parole!”  La bella Denny Mendez: “In generale qualunque cosa mi faccia sporcare le mani…”

           Usciamo dalla scena della tivu, altri pareri. Maria Francesca Corigliano, assessore al tempo libero del comune di Cosenza: “Non riesco assolutamente ad andare sott’acqua, forsse anche una calata di pochi secondi…”  Alberto Arrigoni, commissario straordinario del casino di Saint Vincent: “Non riesco mai a tenere in ordine carte, bollette e fotoghrafie. Per fortuna riesco invece a tenere ottimi rapporti personali e ci pensa qualcuno per me…” Antonio Gallo, firma famosa nelle relazioni esterne: “Montare una tenda, o qualsiasi altro lavoretto  da fare in casa, quelle cose moleste che una donna ti chiede, di solito, alla domenica…”  Da Cecilia Billè una curiosa mescolanza: “Tradire un’amica o andare in palestra o andare al cinema…”

Tommaso Pompei amministratore delegato Wind : "Passare un'intera domenica davanti alla tv. Non sono capace di una visione anassertiva e troppo "leggera". Meglio un buon libro, magari con qualche sortita al piccolo schermo.

Peppino Accroglianò, Presidente C3 International, giornalista:   Cucinare. La soubrette Barbara Chiappini è legata alla solidarietà femminile: “Uscire con l’ex fidanzato della mia amica, non potrei mai farlo.”  Sicuro di sé l’imprenditore Paolo Bagnasco: “Sono un uomo d’oro, capace di fare qualsiasi cosa, legalmente.” Il celebre fotografo Bob Krieger: “Mai potrei avere un rapporto sessuale non desiderato.” Due grandi medici, Vincenzo Del Gaudio, chirurgo estetico: “Non mi si può chiedere di uscire di casa dopo cena. O prima, o mai più!”, e Luigi Cioffi, ginecologo, esperto di medicina della riproduzione: “Mettere un chiodo a pressione in un muro , ci ho provato una volta e ho buttato giù una parete.”

            Torno nel mondo dei programmi televisivi. Massimo Liofredi: “Riordinare la casa, non sono un casalingo!”  La regista Simonetta Tavanti: “Riparare una gomma.” Il popolarissimo “Gina”, costumista, autorionizza: “Svestire le donne e vestire gli uomini…” Antonella Martinelli, autrice di “Porta a Porta”:  “Non fare la casalinga.”

Armando Perna: “I lavori di manutenzione casalinga.”  Flavia Frazzi, esperta di casting: ”Aspettare agli appuntamenti,fare le file negli uffici.”  Massimo Santoro, autore: “Pilotare un aereo.” Alisa, massaggiatrice-cult: “Non ho feleing con ago e filo… non ci sono più le massaie di una volta!”

            Enrico Magrelli, autore e noto critico cinematografico: “Non potrei mai fare lo psicoterapeuta da salotto televisivo, probabilmente lo saprei fare, ma ho troppo rispetto per l’animo umano.”  Tonino Quinti, autore: “Fare il bucato, lavare i piatti…”

Gianfranco Scancarello: “Tutto ciò che riguarda la matematica, in particolare un’equazione di primo grado.”  Filippo Amico di Meane: “Proverei a fare tutto, ma dovendo proprio rispondere…cucinare!” Pina Bevilacqua. “Stirare.” Stefano Vicario, regista del Festival di Sanremo e degli show di Panariello: “Mangiare il formaggio.”

Annalisa Bruchi, consulente: “Preparare un soufflè, mi è impossibile farlo crescere e che pena vederlo sgonfiarsi miseramente…” Ivana Sabatini:  “Detesto sistemare la casa.” Alida Cappellini, scenografa: “Fare la spesa.” Giovanni Licheni, scenografo: “Faticare fisicamente (cambiare una gomma, lavare per terra), almeno che ciò non implichi un divertimento.”

                 Lo stilista Renato Balestra: “Cambiare una ruota, ma soprattutto rifare il letto.” Little Tony: “Fare interminabili file alle poste,in banca ed in generale negli uffici pubblici. “ Gabriella Germani, attrice comica, imitatrice formidabile di Mara Venier e Maria De Filippi:“Andare contro la mia comicità, far ridere perché costretta, pronunciare battute che non sento mie.”   Angela Melillo: “Se si ferma la macchina, metterci le mani per capire o provare ad aggiustarla.” Francesca Salemme, giornalista: “A parte "tacere", direi che è inutile chiedermi di montare un mobile componibile o caricare la lavastoviglie (l'odore di vapore misto al detersivo mi disturba).”  Un altro giornalista, Aldo De Luca, si ispira forse ai simboli di una certa romantica letteratura: “Non chiedetemi di scrivere senza fumare.”

                Alessandra Canale: “Non so riparare rubinetti né cambiare pneumatici, ma soprattutto non so ballare, non chiedetemi di ballare.”  Anna La Rosa:  “So cucinare, cambiare una gomma, cucire, dipingere stoffe e porcellane,  fare iniezioni intramuscolo ed endovene. Ma non sono brava a rifare il letto.” Mirandola Beatson: “Tagliarmi i capelli.” Guido Barendson: “Far partire e usare i comandi degli elettrodomestici.” Enrico Lucherini, spiritoso: “Non chiedetemi di andare a vedere film che vengono dall’Asia…” Darwin Pastorin : “I noiosissimi giochi di società intorno al tavolo di Natale. Meglio un buon libro o una sana dormita.” Ela Weber vola alto: “Nessuno potrà mai chiedermi di dimenticare, non ne sono capace né nel bene né nel male.”

               Michele Guardì, stakanovista: “Riposarmi , per riprendermi da un mese di vacanza ho bisogno di lavorare undici mesi.” Marco Godano, indeciso tra corpo e spirito: “Scegliere le fedeltà rispetto alla lealtà. O fare un bagno turco.”

Susanna Torretta: “Cucire e lavare i piatti.”  Myrta Merlino: “Far finta di niente quando qualcosa non mi va.” 

 

 VIVA GIULIO, GRAZIE LUCIANO
 

             di Zarathustra                  

 

            Con tutto il rispetto per tutti gli intervistati, nel sondaggio (futile, neh?) di questo mese – però voglio dirvi anch’io che cosa non so fare, non so neanche accendere il gas! -

di sono due momenti di verità fuori dal comune. Il primo riguarda Andreotti. Proprio nelle ore in cui si apprendeva la sentenza di Perugia, tra televisioni giornali e mondo politico in subbuglio, telefoni che squillano, telecamere in azione, disturbatori di professione alla porta, eccetera eccetera, l’inimitabile Giulio si ritira nel suo studio e risponde con educazione alla domanda inviatagli dallo sfacciatissimo Lanza… Chissà la faccia della segretaria (ma certo sarà abituata…) quando il senatore le ha commissionato di inviare il fax!   Voglio azzardare una interpretazione psicologica: proprio nei momenti più drammatici, il modo migliore per lenire il dolore, scacciare ansie e liberare la mente dalle angosce è quello di occuparsi di cose lievi…  Una ricetta preziosa, provateci sull’esempio.  

           L’altro momento cult è il raccontino di Luciano De Crescenzo, che con invidiabile sincerità, intrisa nell’abituale fine umorismo, ci racconta le offerte di ingaggio che gli arrivano per presenziare ai matrimoni.  Molti penseranno: perché rifiutare guadagni tanto facili? E invece dallo scrittore-filosofo-umorista arriva una vera lezione di stile.

 

 

Zarathustra

Capital dicembre 2002