A Torino la Polizia Municipale sequestra la casa per appuntamenti con bambole hot

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Dai controlli è emerso che l’attività di ospitalità non è a norma di legge: si tratta di un esercizio abusivo dell’attività di affittacamere

Blitz della polizia municipale e dell’ufficio di igiene dell’Asl alla prima casa d’appuntamenti con sexy-bambole in Italia, che la scorsa settimana ha aperto nel quartiere Mirafiori a poche centinaia di metri dagli stabilimenti Fca. La Casa delle sexy dolls è stata posta sotto sequestro. Secondo i vigili (è intervenuto il reparto della Polizia Commerciale della Municipale di Torino) l’attività denunciata dalla società, la LumiDolls, non sarebbe a norma, in quanto più che di un negozio si tratta di un vero e proprio albergo ad ore, quindi soggetto ad altri tipi di regolamentazione: vengono affittate, oltre alle sexy dolls, le camere da letto, e si configurerebbe quindi un’attività da affittacamere. I clienti pagavano 80 euro per ogni mezz’ora di utilizzo delle stanze. Al centro dell’attenzione c’è anche il sistema di pulizia : l’Asl ha avanzato dei dubbi e ha diffidato la società torinese che gestiva la struttura dall’utilizzo delle bambole. Sulla casa delle sexy dolls, aperta pochi giorni fa, sono piovute numerose proteste da parte dei residenti del palazzo in cui è stata aperta l’attività,poco felici del nuovo viavai di clienti delle bambole a grandezza quasi naturale. La ventilata riservatezza è presto venuta meno: l’indirizzo è sulla carta rivelato solo a chi prende appuntamento, ma la voce si è presto diffusa, anche fuori regione.Le sexy dolls non sono bambole gonfiabili, ma manichini snodabili e resistenti all’acqua, in elastomero termoplastico. Le forme e le dimensioni sono quelle di corpi umani. Nomi e caratteristiche differenti vengono proposti da un catalogo a disposizione dei clienti.

Ludovico Poletto, La Stampa

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