Parigi dice addio ad Airbnb? Il vicesindaco vuole vietare gli affitti nei primi quattro arrondissement

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Basta affitti ai turisti e seconde case nel centro di Parigi. A voler cambiare le regole del turismo della capitale francese, per «evitare che diventi il parco giochi dei ricchi qatariani e dei milionari americani», è Ian Brossat, il vicesindaco comunista dell’amministrazione Hidalgo.

In un’intervista rilasciata a Le Parisien, Brossat ha detto senza mezze misure di voler attuare «misure d’urto» per restituire Parigi ai parigini. Come? Vietando l’affitto degli appartamenti nei primi quattro distretti di Parigi su Airbnb e piattaforme simili, e bloccare l’acquisto di seconde case in centro. Il vice di Anne Hidalgo, con la delega alle politiche per la casa, ha infatti dichiarato di voler «vietare l’affitto di interi appartamenti nei quartieri del centro di Parigi e autorizzare solo l’affitto di stanze», perché si stima che nei primi quattro arrondissement «il 26% delle abitazioni non ospita più parigini», con una «perdita netta di 20 mila abitazioni dal 2013 ad oggi». A confermare che le «relazioni con Parigi sono tese da tempo» è anche l’amministratore delegato di Airbnb per Francia e Belgio, Emmanuel Marill. E ora questi annunci stanno incrinando ancora di più la situazione. Già oggi non si può affittare la propria casa a Parigi su Airbnb per più di 120 notti l’anno. E oltre a questo vincolo, sono stati fatti controlli a tappeto su tutti gli affitti in città, che hanno portato solo da gennaio a 1,38 milioni di euro di multe. Alla domanda «Airbnb è il nemico di Parigi?», Ian Brossat ha risposto a Le Parisien che «inizialmente si presentava come una bella compagnia che permetteva ai proprietari di affittare la loro casa qualche giorno all’anno, e ai turisti di trovare alloggi a prezzi inferiori a quelli degli hotel. Ma oggi non siamo più nella cultura della condivisione ma nell’economia della predazione: la maggior parte dei proprietari ora affitta intere case e non una stanza singola. Ma soprattutto, sempre più professionisti acquistano appartamenti o addirittura interi edifici per trasformarli in macchine da soldi. Per cinque anni abbiamo assistito a una perdita di 20 mila abitazioni, principalmente nei quartieri del centro di Parigi. Sotto la pressione di Airbnb, interi quartieri stanno cambiando e la speculazione immobiliare sta prendendo sempre più piede. Airbnb minaccia l’anima e l’identità dei nostri quartieri. E non possiamo rimanere inerti davanti a questa situazione. Tutte le grandi città del mondo stanno affrontando questo problema. Se non regoliamo Airbnb, non avremo più abitanti nei nostri centri città». E continua: «Non possiamo più accettare che un alloggio del centro venga trasformato in una casa turistica o in una seconde case occupata due settimane all’anno», a discapito di «infermieri, assistenti all’infanzia, poliziotti o dirigenti» che vorrebbero vivere lì ma non possono. «Il legislatore può vietarlo», sostiene Brossat: «Non ci sono altre soluzioni. Sono convinto che questa sarà una delle questioni centrali delle prossime elezioni municipali», confermando che quella contro Airbnb sarà una sua battaglia che porterà anche avanti in Europa, nel caso venisse eletto alle prossime elezioni per il parlamento.

Noemi Penna, lastampa.it

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