I familiari delle vittime di Genova rifiutano i funerali di Stato

Share

Il termometro della rabbia nei confronti delle autorità la fornisce la fredda statistica sulle «adesioni» ai funerali di Stato. Su 38 vittime (accertate) sabato, davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella — e sotto gli occhi dell’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco — ci saranno soltanto 14 bare. Per 17 morti i parenti hanno preferito le esequie nei luoghi di origine, non senza risentimento. Per i rimanenti 7 si deciderà nelle prossime ore. Così tocca al cerimoniale della Prefettura di Genova affrontare un evento più che dimezzato.

A guidare il coro di critiche sono soprattutto i genitori dei quattro ragazzi di Torre del Greco (Napoli) che all’ultimo avevano deciso di andare a trascorrere alcuni giorni tra Nizza e Barcellona. «È lo Stato che ha causato questo, non si devono permettere di farsi vedere: la passerella di politici è stata vergognosa», si dispera Nunzia, la madre di Gerardo Esposito, 26enne che era nella stessa auto con Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati e Antonio Stanzione. «Mio figlio non diventerà un numero nell’elenco dei morti causati dalle inadempienze italiane, farò in modo che ci sia giustizia per lui e per gli altri: non dobbiamo dimenticare — scrive su Facebook Roberto Battiloro, il papà di Giovanni —. Non vogliamo un funerale farsa, ma una cerimonia a casa, nella nostra chiesa a Torre del Greco. È un dolore privato, non servono le passerelle. Da oggi inizia la nostra guerra per la giustizia, per la verità: non deve accadere più».

La rabbia è presente anche a Pinerolo, nel Torinese. «Non ho più fiducia in questo Stato», commenta Denise Vittone, sorella di Andrea, 49 anni, che viaggiava con la neo-moglie Claudia Possetti (48) e i due figli di lei, Camilla (12) e Manuele (16). I funerali della famiglia saranno in forma privata proprio a Pinerolo. E privata sarà anche la cerimonia di Elisa Bozzo, 34enne di Busalla (Genova). «Quelle cose pubbliche non mi piacciono», attacca la madre Anna Timossi. Funerali lontani dalle telecamere e dalle autorità a Pedemonte (Genova) anche per Francesco Bello, 41enne di Serrà Riccò trovato all’interno della sua Audi A3 nel greto del torrente. Lui, come tanti altri, stava andando in vacanza.

Niente funerali di Stato anche per Alessandro Robotti e la moglie Giovanna Bottaro, 50 e 43 anni: le esequie si terranno sabato nella chiesa parrocchiale di Arquata Scrivia, nell’Alessandrino, dove la coppia viveva. I due stavano tornando a casa dopo un periodo di riposo a Varigotti (Savona). A dire no alle esequie pubbliche pure i parenti di Stella Boccia, 23enne nata a Somma Vesuviana (Napoli) ma da tempo residente con la famiglia a Monte San Savino (Arezzo). La giovane sarà portata a Foiano della Chiana (Arezzo) per la cerimonia con rito evangelico. Lontana da Carlos Jesus Eraro Trujillo, il fidanzato 27enne originario del Perù: per lui i famigliari hanno detto sì ai funerali di Stato.

Corriere.it

Share
Share