Saliscendi / LaVerità

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di Cesare Lanza per LaVerità

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Kylian Mbappé

Due gol in una sola partita da under 20, come riuscì soltanto a Pelè nel campionato del mondo in Svezia nel remoto 1958. Kylian, a diciannove anni, è una forza della natura per velocità e potenza: imprendibile. Secondo tutti i pronostici, sarà il numero uno, protagonista del calcio nel prossimo decennio. Intanto la Francia del football gli affida ii suo destino.

 

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Jorge Sampaoli

Forse è troppo dire che il crollo dell’Argentina è tutta colpa sua, però come si fa a lasciar fuori Higuain Agùero e Dybala e arretrare Leo Messi senza un riferimento in avanti? Dicono che dopo le prime delusioni Sampaoli sia stato detronizzato dalla squadra. Ma questo aggraverebbe il giudizio: fosse vero, ci si dimette, no? Senza contare quei tatuaggi, inguadabili.

 

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Edinson Cavani

Tutto il mondo si aspettava le prodezze di Messi e Ronaldo. Invece abbiamo assistito ai botti del giovanissimo Mbappé e del vecchio (0 diversamente giovane) Cavani. C’è però un problema: l’infortunio del goleador del Paris Saint-Germain. Senza di lui l’Uruguay perde una forza determinante in attacco. Anche se Tabàrez ha forgiato una squadra duttile e compatta.

 

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Fernando Hierro

Le attenuanti sono molte e l’errore decisivo è stato quello della Federazione, che alla vigilia del Mondiale ha esonerato il ct Lopetegui (reo di aver annunciato i! passaggio al Real Madrid senza aver avvertito primai dirigenti). Tipica permalosità spagnola. Subito la Nazionale sembrava adeguarsi, Hierro non toccava foglia. Poi zero gioco, orrenda lentezza e Iniesta fuori. Adios Spagna!

 

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Luka Modrić

Il vero eroe sarebbe il portiere Subasic, che para tre rigori e permette alla Croazia di accedere ai quarti di finale, eliminando la Danimarca. Ma il campione romantico è  Modrić, talento geniale e carattere di ferro. Sostiene la squadra, a 3 minuti dalla fine sbaglia un rigore (che sarebbe stato decisivo), poi nel finale senza paura torna a battere il «suo» rigore… È la vera bandiera.

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Christian Eriksen

Il campione deludente, contro la Croazia, è invece lui, celebrato alla vigilia addirittura come il calciatore più grande nella storia della Danimarca. Il Tottenham, il club per cui gioca, ha fatto sapere: se il Psg ha pagato per Neymar 222 milioni, Eriksen ne vale 225! Ma lui ha giocato in modo scialbo e ha sbagliato il rigore. Quotazione in ribasso.

 

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