Borse incerte, attesa per il rialzo dei tassi dalla Fed

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Le Banche centrali protagoniste assolute: oggi tocca agli Usa, domani è la volta di Draghi. Gli analisti si aspettano toni più rigidi dall’eurotower e vedono l’euro in risalita. Lo spread scende verso 230 punti. Ritracciano i beni rifugio dopo l’intesa tra Corea del Nord e Usa

Ore 10:00. Borse incerte e valute piatte prima delle decisioni di politica monetaria da parte della Federal Reserve, della Bce e della Banca del Giappone. Dalla prima (stasera) gli investitori si attendono il secondo rialzo dei tassi di quest’anno; dalla seconda (domani) qualche indicazione sulla fine degli stimoli e magari sul percorso di rialzo dei tassi; dalla terza (venerdì) nessuna particolare novità. Milano tratta in progresso dello 0,34%, mentre le altre sono in calo: Parigi cede lo 0,05%, Londra lima lo 0,32% e Francoforte lo 0,4%.

Il dibattito in seno alla Banca centrale Usa sarà probabilmente sulla opportunità o meno di calendarizzare quattro rialzi dei tassi quest’anno, invece che tre. Che ci sia l’annuncio della seconda stretta monetaria è dato pressoché per assodato sui mercati. Quanto invece alla Banca centrale europea, la visione unitaria degli analisti è che ci potrebbero essere toni un po’ più “da falchi” nella comunicazione ufficiale, motivo per cui si vedono pressioni al rialzo sull’euro e possibili difficoltà per i titoli obbligazionari, anche in considerazione della mina-Italia che pesa sui titoli di Stato. Da Credit Agricole, ad esempio, prevedono che la divisa unica salirà almeno di 7 punti percentuali in area 1,26 dollari per la fine dell’anno. Secondo i prezzi di mercato, al momento viene prezzato un rialzo di 15 punti base dei tassi nel settembre del 2019. Alcuni si aspettano che possa anche cambiare la comunicazione della Bce proprio sulla traiettoria del costo del denaro, che fin qui è indicata rimanere a questi livelli ben oltre la fine degli acquisti di titoli (le attese degli analisti).

A Piazza Affari si segnala il piano di Italgas al 2024 che prevede investimenti, incluse le acquisizioni, pari a 4 miliardi di euro, in crescita di oltre il 30% rispetto al precedente piano, di cui 2 miliardi per lo sviluppo e il miglioramento della rete, circa 800 milioni per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione (compreso il completamento entro il 2020 del piano di installazione di contatori di ultima generazione). Tra i nove arrestati nell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma, c’è anche il presidente di Acea, Luca Lanzalone.

Lo spread tra Btp e Bund tratta in calo sotto 230 punti base, con un rendimento del titolo decennale italiano al 2,7%. Euro in lieve calo alle prime battute sui mercati internazionali: la moneta unica è scambiata a 1,1735 dollari (1,1750 ieri dopo la chiusura di Wall Street). Sullo yen l’euro passa di mano a 129,75. Continua la corsa al ribasso del Bitcoin, sceso ai minimi da febbraio sotto 6.500 dollari.

Oltre alle Banche centrali, sul fronte macro si guarda a prezzi al consumo in Gran Bretagna e dati su occupazione e produzione industriale nell’Eurozona. Inflazione in lieve rialzo a maggio in Spagna, al 2,1%. Negli Usa arrivano le richieste di nuovi mutui, i prezzi alla produzione e le scorte di petrolio.

I cosiddetti beni rifugio come lo yen e l’oro hanno trattato deboli in scia alla distensione geopolitica rappresentata dall’incontro tra Donald Trump e Kim Jong-Un. Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha beneficiato dell’arretramento della divisa nipponica – che tradizionalmente favorisce l’export – e ha chiuso in rialzo dello 0,38%. Deboli invece le Piazze cinesi, con Zte in difficoltà per una multa da 1 miliardo di dollari. Ieri sera, a Wall Street, il Nasdaq ha segnato l’ennesimo record guadagnando lo 0,57% mentre il Dow Jones ha chiuso invariato perdendo lo 0,01%. In serata è arrivato lo storico ok all’acquisizione da 80,4 miliardi di At&t su Time Warner.

Petrolio in lieve calo sul mercato after hour di New York: i contratti sul greggio Wti con scadenza a luglio passano di mano a 66,02 dollari al barile contro i 66,36 di ieri sera in chiusura di giornata. Il Brent cede 23 centesimi a 75,69 dollari al barile. Quotazioni dell’oro, come accennato, deboli sui mercati asiatici con il lingotto con consegna immediata che cede passa di mano a 1.295,46 dollari l’oncia (-0,1%).

Raffaele Ricciardi, Repubblica.it

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