Ecco la road map per la flat tax

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Per il leghista Alberto Bagnai all’inizio la “Flat tax” sarà introdotta solo per le imprese, poi verrebbe estesa alle famiglie

Si torna a parlare della Flat tax. La Lega, che aveva sottoscritto la proposta contenuta nel programma del centrodestra, intende portarla nell’agenda del governo giallo-verde.
Il senatore della Lega Alberto Bagnai, economista, ne parla nello studio di Agorà, soffermandosi sui tempi e i modi di introduzione della tassa: “Mi sembra che ci sia un accordo sul fatto di far partire la Flat tax sui redditi di impresa a partire dall’anno prossimo. Il primo anno per le imprese e poi a partire dal secondo anno si prevede di applicarla alle famiglie”. Sono previsti due tempi, quindi, per lanciare la “tassa piatta“. A beneficiarne per primi dovrebbero essere le imprese. Poi se ne parlerà anche per le famiglie.

Il tema è molto caro alla Lega ed è finito nel “contratto di governo“, sottoscritto con il M5S prima dello sblocco delle trattative che hanno portato Giuseppe Conte a Palazzo Chigi e alla nascita del governo frutto dell’inedito asse Lega-Cinque stelle. Intanto, però, si registra un primo stop, o rinvio che dir si voglia.

Tecnicamente, come spiega il Sole 24 Ore, si tratterà di una “dual tax“, con due aliquote previste: 15% per i redditi familiari fino a 80mila euro, 20% per quelli che superano quella soglia. Per tenere conto della progressività, richiesta dalla Costituzione, si prevede di intervenire attraverso le deduzioni fiscali (da 3mila euro), applicare a ciascun componente del nucleo familiare fino a 35mila euro di reddito, solo ai familiari a carico nella fascia 35-50mila. Per i redditi superiori a quella fascia nessuna detrazione.

L’analisi del Sole 24 Ore evidenzia che i vantaggi maggiori arriverebbero ai nuclei familiari con redditi da 60 a 80mila euro, che si troverebbero a risparmiare fino al 20%.

Dura polemica dal Pd: “Ignoranza in materia
“È inconcepibile un livello di ignoranza e approssimazione simile – tuona Luigi Marattin, parlamentare del Pd -. La flat tax sui redditi di impresa esiste da qualche decennio. Prima si chiamava Irpeg, e ora si chiama Ires, e tassa proporzionalmente i redditi delle società di capitali. E a ridurla – dal 27,5% al 24% – è stato il governo Renzi. Nel caso il futuro sottosegretario Bagnai si riferisse, invece, agli utili di impresa delle società di persone, anche quella esiste già: si chiama Iri, e l’ha fatta sempre il governo Renzi“.

Raffaello Binelli, Il Giornale.it

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