Astaldi, i giapponesi di Ihi entrano con il 18%

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Astaldi ha approvato un aumento di capitale da 300 milioni di euro e ha sottoscritto un accordo industriale strategico con Ihi Corporation che parteciperà alla ricapitalizzazione con 112,5 milioni

Il gruppo giapponese verrà così a detenere il 18% del capitale e il 13% dei diritti di voto mentre il controllo del general contractor resterà nelle mani della famiglia Astaldi, a cui farà riferimento il 50,2% dei diritti di voto.

L’aumento serve a rafforzare la struttura patrimoniale e finanziaria della società. L’avvio della ricapitalizzazione di Astaldi è previsto entro il terzo trimestre di quest’anno. Jp Morgan Securities agirà come global coordinator, con l’impegno a stipulare, assieme ad altre istituzioni finanziarie da individuare, un contratto di garanzia sulla sottoscrizione delle azioni di nuove emissione. In virtù dell’accordo con Ihi, in esito all’aumento di capitale il gruppo giapponese acquisirà una partecipazione pari al 18% circa del capitale sociale e al 13% dei diritti di voto di Astaldi.

Come detto, l’investimento complessivo del gruppo giapponese sarà pari a 112,5 milioni: Una parte sarà versata alle finanziarie della famiglia Astaldi che detengono il controllo del gruppo, Finast e Finetupar, quale corrispettivo per l’acquisto della quota dei diritti di opzione rivenienti dall’aumento di capitale. La parte restante parte sarà versata ad Astaldi per la sottoscrizione e il pagamento delle azioni di nuova emissione. Finast e Finetupar si sono a loro volta impegnate a esercitare integralmente i diritti di opzione ad esse spettanti e non trasferiti a Ihi, in parte grazie a risorse proprie, in parte utilizzando le risorse incassate dalla cessione dei diritti di opzione a Ihi. Ihi Corporation, ricorda Astaldi, è a capo di un gruppo quotato alla Borsa di Tokyo con un fatturato consolidato di 12 miliardi di euro e una significativa presenza nel settore delle infrastrutture (dove il fatturato ammonta a circa 1,3 miliardi).

Le due società hanno già collaborato in passato alla collaborazione del Ponte Osman Gazi in Turchia. L’accordo di investimento è condizionato tra l’altro alla sottoscrizione del contratto di garanzia con le banche sull’aumento di capitale Astaldi ha annunciato oggi anche i risultati trimestrali, che vedono ricavi totali a 604 milioni (-7,3%) con un utile netto di 17,3 milioni (-31,1%) su un margine operativo lordo core di 62,5 milioni (+8%). I nuovi ordini sono pari a 646 milioni, portando il portafoglio ordini totali a 25 miliardi. L’indebitamento netto è di 1.668,8 milioni, dai 1.267 milioni di fine 2017.

Il Messaggero.it

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