Saliscendi / LaVerità

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di Cesare Lanza per LaVerità

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Vladimir Putin

Domenica prossima sarà eletto per la quarta volta presidente della Russia. Gli zar – in condizioni più semplici  – non erano potenti come lui. Il Cremlino è suo: Putin ha sbaragliato tutti gli avversari, con maniere spicce,  o scaltre, o con il sostegno della magistratura. 66 anni (è nato a Leningrado nell’ottobre del 1952), ha imparato tutto nel Kgb: non si fermerà qui.

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Carlo Calenda

Piatto ricco mi ci ficco, dicono a poker. E Calenda al tavolo verde della politica si è mosso con strabiliante rapidità. Il disastrato Matteo Renzi non aveva finito di pronunciare le sue (confuse) dimissioni e già l’ex cocco di Luca di Montezemolo annunciava la sua iscrizione al Pd, con l’evidente progetto di sostituire il Bullo. Gesto esteticamente antipatico, politicamente disastroso.

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Xi Jiping

Altro che Mao! Il leader cinese ha cancellato il divieto costituzionale dei due mandati e ha ottenuto la possibilità, se vuole, di mantenere la presidenza a vita. Dittatoriale 0 no che sia la legge (2.958 sì, 2 contrari, 3 astenuti!) è probabile che quasi tutti i politici del mondo abbiano pensato: così si fa! (Forse anche Putin, che salva le apparenze…). E Xi sarà magnanimo verso i 5 dissidenti?

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Antonio Tajani

Dicono che sia stato il candidato  premier più rapidamente sparito dalla scena politica. Era il presidente del Parlamento Ue, ma chi glielo ha fatto fare di ascoltare Silvio Berlusconi? Non ha contato i «delfini» bruciati dal Cav? Dice: chi poteva immaginare il botto di Matteo Salvini? A Tajani non mancano eloquenza e senso dell’umorismo. Andrà in Europa a dire che aveva scherzato?

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Ciro Immobile

Ci vuole anche fortuna, certamente. Ma quel gol di tacco, strepitoso e imparabile, segnato da Immobile a Cagliari all’ultimo minuto, entra nella leggenda e lo consacra come l’attaccante migliore del campionato, alla pari con i più forti nel mondo. Nessuno avrebbe immaginato che potesse superare Gonzalo Gerardo Higuain, Paulo Dybala, Edin Dzeko e Dries Mertens

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Zdenek Zeman

Coincidenze perfide. Quando Immobile prenota un posto nella storia del football, il suo ex allenatore non siede più sulla panchina del Pescara. Fu Zeman a valorizzare Immobile, con Lorenzo Insigne e Marco Verratti, in una favolosa stagione. E il successore di Zeman, Marco Epifani, comincia peggio del maestro: quattro pere dal Parma.

 

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