Giornalisti di ieri e domani, i 150 di Cesare Lanza

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Di Cesare Lanza si può dire e pensare ciò che si vuole, ma una cosa è certa: è nato con l’istinto della provocazione nel sangue, se gli gira si fa beffe di chiunque.

L’ultimo exploit è un libro di duecento pagine (“Questa è – la nostra – stampa, bellezza”, editore La Vela) in cui mette nel mirino decine di giornalisti, famosi e no, defunti e vivi, direttori e inviati, e fingendo  di scusarsi e un’umiltà che nessuno gli riconosce, li divide in venti categorie e  scrive, crudamente, qualsiasi cosa gli passi per la mente. Sono 150 nomi, alcuni pessimi alcuni eccellenti.

Si passa dai giornalisti “leggendari” (Indro Montanelli e altri quattro) ai direttori di potere (Eugenio Scalfari, Paolo Mieli…). Poi gli innovatori: Ottone, Feltri, Afeltra, Ronchey, Brera. Gli intransigenti, Travaglio e Belpietro. “Anaffettivi”? Ferruccio de Bortoli e Agostino Saccá.

Tra gli scrittori virtuosi e affabulatori troviamo Giuliano Ferrara, Massimo Fini, Roberto Gervaso, Stefano Lorenzetto, Sergio Zavoli, Gianpaolo Pansa, Gian Antonio Stella ed Enzo Biagi. E a questo punto una grande stoccata: i sopravvalutati! C’è anche Mario Calabresi, attuale direttore della Repubblica.

Segue la sfilata dei televisivi, “popolari e no”: Vespa e Mentana, Piero Angela e Costanzo, Mario Orfeo e Del Noce

Nella categoria dei duttili ed estroversi troviamo nientedimeno che Luigi Bisignani e poi Mauro della Porta Raffo, Antonio Padellaro, Paolo Graldi, Carlo Rossella, il direttore di “Blitz” Marco Benedetto, Maurizio Beretta, Giancarlo Dotto.

L’eroe, Walter Tobagi. Gli ambiziosi: Aldo Cazzullo, Giovanni Valentini, Roberto Napoletano, Alessandro Sallusti. I maestri del gossip, Sandro Mayer e Umberto Brindani. Il signore del web, Roberto D’Agostino.

Immancabili gli sportivi: Tosatti, Biscardi, Ilaria D’Amico, Fabio Caressa, e certo faranno discutere le grandi firme femminili: Camilla Cederna e Oriana Fallaci a scendere fino a Lilli Gruber e Myrta Merlino, Barbara Palombelli e Paola Severini, Silvana Giacobini.

Con uno straordinario vezzeggiativo per una cocchina di Lanza, Melania Rizzoli. I grandi del futuro? Nel mucchio, Claudio Cerasa e Franco Bechis, Giacomo Amadori e Paolo Festuccia. Ci sono infine gli “atipici”: Giovanni Ansaldo si rivolterà nella tomba se potesse vedersi al fianco di Clemente Mastella, ma nell’elenco spiccano anche Marco Pannella, Riccardo Ruggeri, Mino Fuccillo, Stefano Folli, Malcom Pagani e Nicola Porro.

Pensate che l’elenco sia completo? Assolutamente no. E quasi per tutti c’è una frecciatina, che vi delizierete a scoprire, ovviamente se vi garba.

Blitzquotidiano.it

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