Il Pd vuol fare un esposto contro Orietta Berti, perché ha dichiarato che voterà M5S

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Il Partito Democratico annuncia un esposto all’Agcom per le dichiarazioni della cantante che alla radio aveva annunciato di voler votare 5 Stelle: «Violata la par condicio». Di Maio: «Giù le mani da un’icona della musica»

Orietta Berti

Orietta Berti finisce al centro di una querelle pre-elettorale. Motivo? La cantante 72enne ospite di «Un giorno da Pecora» su Rai Radio1 venerdì ha annunciato che voterà per Beppe Grillo il prossimo 4 marzo. Dichiarazioni che però, secondo il Partito Democratico, violano la par condicio. E scoppia il caso.

Le dichiarazioni e l’esposto

«Gli voglio dare il voto, al mio amico Grillo, gliel’ho sempre promesso ma non l’ho mai votato, lo voterò il 4 marzo» ha detto alla radio Orietta Berti. Che poi su Di Maio ha detto: «Penso che il suo difetto sia che è troppo bello. Quando una persona è troppo bella poi non è tanto credibile quando parla. Io l’ho visto di persona, ha dei bellissimi lineamenti e delle belle mani, poi l’abbronzatura non ne parliamo. E poi non è basso». Parole, quelle di Orietta, che però hanno fatto saltare sulla sedia più di qualcuno nel Partito Democratico. « Radio1, durante `Un giorno da pecora´, un’artista come Orietta Berti ha espresso tranquillamente la sua intenzione di voto a favore del Movimento 5 stelle. È legale? Lo chiederemo all’Agcom, con un esposto» ha annunciato Sergio Boccadutri, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Vigilanza Rai. Boccadutri ha spiegato che la par condicio è entrata in vigore giovedì: «È opportuno – ha aggiunto – che l’Agcom valuti se non siamo di fronte ad una chiara violazione della legge, come sembrerebbe, se non sia il caso di comminare delle sanzioni e in che modo possano essere sanata la questione nei confronti delle altre forze politiche. Sarebbe opportuno anche valutare se Orietta Berti, dopo il suo coming out, possa continuare a ricoprire il ruolo di ospite fisso nella seconda parte della trasmissione di Fabio Fazio». «Dura lex sed lex» rincara su Twitter il deputato Pd Michele Anzaldi «Orietta Berti può votare per chi vuole ma la Rai non può diventare il megafono delle dichiarazioni di voto pro M5s, perché la pagano tutti i cittadini e non solo gli elettori M5s». Insomma, Partito Democratico contro Orietta.

Di Maio: «Giù le mani da Orietta»

E a difenderla interviene, neanche a dirlo, proprio Luigi Di Maio: «Giù le mani da Orietta Berti – dice il candidato premier del Movimento 5 Stelle – Grazie a Dio in Italia c’è ancora libertà di voto, di espressione e di parola, ma il Pd l’ha denunciata all’Agcom sostenendo che avrebbe violato la par condicio. Una follia. In pratica secondo il Pd nessuno può esprimere pubblicamente la sua preferenza elettorale per il Movimento 5 Stelle. Non solo: qui siamo davanti a un’intimidazione bella e buona nei confronti di un’artista da parte del partito che, pur essendo minoranza nel Paese, controlla la Rai e il governo. Giù le mani da Orietta Berti! È un’icona della musica italiana e dell’Emilia Romagna. Nessuno può pensare di discriminarla per le sue idee politiche ed è suo diritto esprimersi e parlare liberamente. Il Pd le chieda immediatamente scusa e la smetta di minacciare chiunque si avvicini al MoVimento 5 Stelle. Orietta Berti è una donna che non deve dire grazie a nessuno e sicuramente sapeva che la sua presa di posizione avrebbe dato fastidio a qualcuno. Nonostante questo l’ha fatto e a lei va il mio grazie» si legge nel post pubblicato sul blog di Beppe Grillo. «Il Pd che denuncia Orietta è un atto di censura – aggiunge Di Maio – sorrido ma ci sarebbe da piangere».

Annalisa Grandi, Corriere della Sera

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