Ecco i dati sugli stipendi delle province italiane

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L’Osservatorio JobPricing aggiorna i dati sulle retribuzioni su base locale. Milano resta in testa, gli ultimi della classe concentrati nel Mezzogiorno

Fatto cento lo stipendio medio che si guadagna in Italia (29.230 euro lordi annui per un dipendente privato), in Lombardia si sale a 108,5 e in Calabria si precipita a 83,9 euro. Tra la prima provincia, Milano, e l’ultima, Messina, la busta paga annua lorda si sgonfia di oltre diecimila euro, passando da 34.330 a 23.729 euro. Dati che emergono dal nuovo Jp Geography Index 2017, la classifica retributiva per province elaborata dall’Osservatorio Jobpricing. Numeri da considerare sempre con un occhio rivolto al diverso “costo della vita”, che come noto cambia notevolmente tra i grandi e i piccoli centri urbani e in linea di massima scendendo lungo lo stivale. E anche alla diversa qualità dei servizi offerti ai cittadini dall’insieme di strutture pubbliche e private a loro rivolte.

Sta di fatto che, nell’ottica dei professionisti delle risorse umane – magari stranieri – che approcciano il Belpaese per portarci lavoro, la mappa degli stipendi è un’indicazione fondamentale per modulare la loro offerta. Letta al contrario, è anche una bussola per chi vuole trovare delle opportunità retributive migliori.

Rispetto all’edizione della ricerca del 2016, Teramo e Caserta sono le province che hanno registrato i maggiori balzi in avanti in classifica guadagnando 16 e 14 posti, seguite dal trio Lodi-Siracusa-Chieti che hanno scalato 12 posizioni. Di contro, Aosta, Viterbo e Fermo sono quelle che hanno ingranato la retromarcia. Milano si conferma in cima alla graduatoria, pur perdendo un centinaio d’euro rispetto all’anno scorso, mentre Lecce si sfila dall’ultimo posto per lasciare spazio appunto a Messina. La città salentina lascia alle spalle un filotto di capoluoghi del Sud Italia, con la Sicilia molto rappresentata: Matera, Ragusa, Trapani, Agrigento, Crotone e Messina

Se si guarda invece alla parte alta della graduatoria, bisogna arrivare ai posti 14 e 15 (Firenze e Roma) per uscire dallo stretto Nord Italia. Di nuovo in Toscana con Lucca, ma siamo già al 25esimo posto, quindi con Pesaro-Urbino al 38esimo posto. Per il resto, è un monocolore settentrionale. Non a caso, mentre la RAL media italiana è a 29.230 euro, nel Nord si sale a 30.567 euro, nel Centro si resta in linea di galleggiamento con 28.598 euro ma nel Sud-Isole si precipita a 26.043 euro.
Repubblica.it
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