Tim «prenota» a Mediaset 400 milioni di contenuti

Share

È durato più di sei ore il consiglio di amministrazione Telecom che, convocato per la disamina delle linee guida del piano strategico e il budget preliminare 2018, si è arricchito poi di tematiche extra in un clima che non è stato dei più distesi. Il management ha ottenuto l’autorizzazione a proseguire e chiudere il negoziato in corso per l’acquisto di contenuti da Mediaset. Il consiglio ha riaffermato che la joint Tim-Canal Plus, pur essendo un’operazione chiaramente con parti correlate (la pay-tv francese è parte integrante di Vivendi), è da considerare di minore rilevanza. Temi spinosi e in qualche modo intrecciati che sono passati, come ormai di consueto, a colpi di maggioranza. Il negoziato con Mediaset (di cui ha dato conto «Il Sole-24Ore» del 22 novembre) riguarda l’acquisto di contenuti a tutto tondo: canali free (che il Biscione ha tolto a Sky), film e sport che potranno essere trasmessi, in esclusiva per quanto riguarda la banda larga, da Tim vision. Si parla di cifre superiori ai 400 milioni, spalmate in un arco temporale di 5-6 anni. Dato che si tratta probabilmente di importi superiori alle deleghe precedenti, il management ha chiesto l’autorizzazione del board per chiudere su queste basi. A Cologno prevale però la linea della cautela. Così, non solo vengono smentite decisamente le voci che vedrebbero Mediaset interessata a entrare con una quota nella joint Tim-Canal Plus, ma si frena sulla tempistica. Mediaset non vuole impelagarsi in altre questioni controverse e dunque non può firmare accordi commerciali con la “controllata” telefonica di Vivendi prima di aver chiuso il contenzioso con i “controllori” di Parigi, che non hanno onorato il contratto su Premium. A questo punto l’accordo Mediaset-Vivendi dovrebbe essere comunque più vicino e la transazione dovrebbe arrivare prima dell’udienza in Tribunale fissata per il 19 dicembre. Solo dopo, a pace fatta, si firmerà l’accordo commerciale con Tim. Telecom, da parte sua, punta a rendere operativo l’accordo con Mediaset «a partire dal 2018 sui canali lineari e on demand», arricchendo l’offerta sulla piattaforma Tim vision. I clienti Tim, spiega una nota, potranno accedere ai contenuti da decoder, smart tv, web e app mobile. Il consiglio «a maggioranza» ha autorizzato il management a «proseguire le trattative e chiudere un nuovo e completo accordo pluriennale» su questi contenuti, sostituendo il contratto in essere con il Biscione che si basava su minimi garantiti, che non sono stati rispettati. A margine di questo accordo, il consiglio ha autorizzato altresì il management a negoziare «l’acquisto dei diritti di Premium» relativi alle partite del girone di ritorno del campionato di serie A, le partite di Champions League 2018 e altri eventi calcistici internazionali offerti dalla pay-tv di Mediaset. Il contratto dovrebbe essere firmato da Tim e non dalla joint con Canal Plus, sulla quale pende l’incognita della posizione dei sindaci e della Consob. Il collegio sindacale ritiene infatti che l’operazione sia da considerare con parti corrrelate di maggiore rilevanza e che pertanto debba essere rispettata la procedura che prevede il passaggio vincolante al comitato degli indipendenti che devono approvare l’operazione con il sì di almeno sei consiglieri su dieci (se non passa, non c’è appello in assemblea). In questo senso i sindaci avevano chiesto e ottenuto l’integrazione all’ordine del giorno del cda di ieri, proprio per ridiscutere la «costituzione» della joint. È stata però respinta dal board, sempre «a maggioranza», la posizione dei sindaci che, a questo punto, si riservano di presentare un esposto alla Consob sulla delibera consiliare. La delibera di ieri è stata presa «sulla scorta di una modifica agli accordi raggiunti volta ad accertare la durata degli impegni (che passa da sei a tre anni, ndr), dunque a confermare la qualificazione dell’iniziativa come operazione con parte correlata di minore rilevanza alla stregua dei parametri stabiliti da Consob», circostanza che – conferma il comunicato – «il collegio sindacale ha contestato». La maggioranza del board ha riconfermato «interesse, convenienza e congruità delle condizioni dell’iniziativa». La questione sollevata dai sindaci è comunque all’attenzione degli uffici Consob, che sono stati tenuti continuamente informati, dal momento che oltretutto la procedura di ispezione avviata questa estate è ancora in corso. Quanto alla rete, niente di deciso e nessun mandato è stato conferito, ma «nei prossimi mesi il management continuerà a vagliare le diverse ipotesi per stabilire se la separazione della rete sia necessaria per rispondere agli input delle istituzioni e per creare valore». Di fatto si butta la palla più in là.

Il Sole24Ore

Share
Share