Per Confcommercio, la crescità delle tredicesime non migliorerà il Natale: si prevede dimesso

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, a margine del convegno "Meno tasse, meno spesa. Binomio della ripresa" presso la sede di Confcommercio a Roma, 22 luglio 2015. ANSA/CLAUDIO PERI
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Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli

Le tredicesime crescono di oltre un miliardo rispetto allo scorso anno e le famiglie avranno a disposizione 1.497 euro da destinare ai consumi nel mese di dicembre, ma questo tesoretto non incidera’ sulla propensione delle persone a fare i regali e il prossimo sara’ un Natale dimesso. E’ quanto sottolinea Confcommercio nel rapporto sui consumi di dicembre e Natale, precisando che questa cifra e’ la piu’ alta degli ultimi 10 anni.
Complessivamente ammonta a 33,7 miliardi di euro il conto delle tredicesime, nel 2016 era 32,4 (+3,9%). La spesa media reale per abitante per i soli regali di Natale resta invariata rispetto allo scorso anno ed e’ di 166 euro, facendo segnare -30,8% rispetto al 2009. Una parte della tredicesima che i dipendenti e pensionati si vedranno arrivare sara’ risparmiata (7,7 miliardi) e una parte se ne andra’ in tasse (5,7 miliardi).
Per il 57,7% degli italiani non sara’ un Natale fuori dalla crisi e per il 53,3% i regali non rappresentano una spesa piacevole da fare. L’86,1% comprera’ regali per Natale, nel 2009 la quota era 91%. Il calo, sottolinea Confcommercio, e’ costante negli ultimi 6/7 anni ed e’ un segnale che la grande crisi ha cambiato qualcosa nella mentalita’ degli italiani. Anche se i dati evidenziano una ripresa sul versante del Pil e dell’occupazione rispetto agli anni della crisi, Confcommercio sottolinea pero’ una “perplessita’” sulla forza di questa ripresa e mette in guardia dalla perdita di slancio nei prossimi mesi. Negli ultimi tre mesi, infatti, il segno meno dell’indice dei prezzi al consumo e’ rimasto negativo e anche la crescita dell’occupazione si e’ fermata nell’ultimo trimestre, questo si riflette inevitabilmente sui consumi. Nel 2018 il reddito disponibile a disposizione di ogni abitante sara’ di 18.610 euro, rispetto al massimo del 2017 mancano ancora 2.130 euro pro capite di reddito, rispetto al minimo del 2014 pero’ sono stati recuperati in 4 anni 700 euro (+4%). Per quanto riguarda i consumi, nel 2018 ammonta a 17.300 euro il valore per abitante (-1.010 euro) rispetto al 2007. Sono stati pero’ recuperati 1.020 euro rispetto al minimo del 2014 (+6,3% in 4 anni).
Sangalli: la ripresa c’è, ma servono prospettive certe di riduzione delle tasse. “La ripresa c’è e si vede, sia sul versante del Pil e sia su quello dell’occupazione. In questo quadro le famiglie avranno, anche per effetto di tredicesime più robuste, il budget più elevato degli ultimi 10 anni. Ma questo non sembra essere sufficiente per imprimere una accelerazione ai consumi di dicembre”, ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, a margine della presentazione dello studio. “Le famiglie useranno le maggiori risorse disponibili per fare il punto sui loro bilanci e magari fare un viaggio o un pranzo al ristorante in più. La spesa per i regali di Natale sarà sostanzialmente in linea con quella dello scorso anno pari a 166 euro pro capite. La parola chiave per comprendere questo Natale, sospeso tra la fine della crisi e una vera crescita, è la fiducia, un ingrediente fondamentale che si può irrobustire in un solo modo: dando prospettive certe di riduzione delle tasse”, ha sottolineato Sangalli.

ItaliaOggi

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