Saliscendi / La Verità

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Checco Zalone

II bravo comico irrompe in politica. Non per sua volontà, ma in virtù della celebrità raggiunta coni suoi film. Succede che Pierluigi Bersani lo cita, definendolo affettuosamente come «un noto filosofo». Nell’estenuante dibattito della sinistra sempre più divisa, Bersani ha detto, citando un suo film, «cado dalle nubi». Diventerà un tormentone?

 

 

Giuliano Pisapia

È il gran parlante della sinistra italiana. L’ex sindaco di Milano evita le responsabilità, ma moltiplica gli incontri, lancia messaggi, ipotizza prospettive, invoca l’unità e intanto non si lega a nessuno, aspettando forse che gli sia riconosciuto il ruolo, che ancora non gli è riconosciuto, di super partes. L’ultima? Auspica pubblicamente l’adesione di Laura Boldrini. Ma si può?

 

Walter Veltroni

Tomo tomo cacchio cacchio, come diceva Totò, rieccolo: una parola qui, un’altra lì… Il messaggio è semplice: se serve, sono qui! Ecco, dopo altri segnali, un forte appello alle innumerevoli fazioni della sinistra: «Dobbiamo unirci, sarebbe folle dividerci adesso». Ineccepibile. E il riferimento prende quota: oggi per Palazzo Chigi, domani per il Quirinale, chissà! Mai dire mai.

 

 

Laura Boldrini

Per Giuliano Pisapia è preziosa per la nuova sinistra,tutta da inventare. È l’ennesima gaffe. La presidente della Camera ha un fiuto da cane di tartufi: al volo si nega, dice che non c’è sintonia, si mette sul mercato. Alla Camera ha raccolto più antipatie che consensi, divisiva come nessun altro prima, ora di fatto diventa antagonista di Pietro Grasso. Chi avrà il coraggio di prendersela?

 

 

Nancy Brilli

Nel frastuono senza fine delle centinaia di denunce di molestie, ha il coraggio per proporsi controcorrente. Con un richiamo fermo alle regole: «Se c’è un approccio sgradito, bisogna andarsene subito… Avance, molestie e stupro sono tre cose molto diverse. Sbagliato mettere tutto insieme». Nancy- 30 anni di brillante carriera alle spalle -ricorda che, senza prove, le accuse non valgono.

 

Luca Lotti

luca lottiUn’esagerata intervista al Corriere dello Sport. Con assoluta insensibilità verso i drammatici problemi che investono il suo partito, e in particolare il suo sostenitore, Matteo Renzi. Non sa che in certi momenti il silenzio è d’oro. Il ministro dello Sport porta a casa un’intervista banale e dribbla ogni insidia. Forse pensa di essere molto furbo.

 

 

di Cesare Lanza, La Verità

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