Il Sole vuole cedere Radio 24

Share

Il gruppo confindustriale punta a incassare
tra i 30 e i 40 milioni per il 49% del capitale
Il dossier sui tavoli di Sky, Cairo communication e Rtl 102,5

Il gruppo Sole 24 Ore sta sondando il mercato per cedere una quota di minoranza di Radio 24 fino a un massimo del 49% che, in base ai desiderata del venditore, potrebbe consentire di incassare tra i 30 e i 40 milioni di euro. Il dossier, per ora, sarebbe arrivato sui tavoli di Sky Italia, Cairo communication ed Rtl 102,5.
La casa editrice di Confindustria, ormai da qualche settimana, ha in atto un aumento di capitale in grado di assicurare la copertura del fabbisogno finanziario di 70 milioni di euro, iniezione di fondi necessaria al rilancio delle attività.
L’azionista di maggioranza del Sole 24 Ore, ovvero Confindustria, si è impegnata a versare fino a 30 milioni di euro. I rimanenti 40 milioni dovranno arrivare dal mercato, o coinvolgendo nuovi azionisti, o attraverso cessioni di cespiti, o dal consorzio di garanzia dell’inoptato, formato da un pool di banche.
Quanto alle cessioni, Il Sole-24 Ore ha già formalizzato l’asta competitiva per la individuazione di un partner strategico dell’area “Formazione ed eventi”, a cui cedere una quota di minoranza del ramo di azienda.
E, da qualche giorno, ha iniziato i primi sondaggi per verificare manifestazioni di interesse anche su una quota di minoranza della emittente. Radio 24 ha chiuso il 2016 con ascolti pari a 2,032 milioni di persone nel giorno medio (+2,9% sul 2015) e a quota 192 mila nel quarto d’ora medio (+7,2% sul 2015). Non sono noti i dati economico-finanziari del business radiofonico confindustriale, ma l’emittente, nei suoi 18 anni di vita, non ha mai comunque brillato quanto a redditività.
Il 49%, quindi, può rappresentare solo un primo passo per sedersi al tavolo e iniziare un rapporto, ma è chiaro che a editori come Sky, Cairo o Suraci interessa controllare l’iniziativa, e non subire le bizze dell’associazione degli industriali, che ogni quattro anni cambia il presidente, gli equilibri e le strategie.
Per Sky si tratterebbe di un vero e proprio debutto, allargando il suo spettro a un’area comunque coerente col suo target, visto il profilo di ascolto di Radio 24.
Stesso discorso per Rcs (che in passato non ha avuto belle esperienze col mondo radiofonico), che con Radio 24 troverebbe una radio di talk e informazioni molto vicina alle linee editoriali di Corriere della sera e Gazzetta dello Sport. Per il gruppo Rtl 102,5 di Lorenzo Suraci, invece, l’interesse principale a Radio 24 sarebbe sul fronte frequenze, da usare per potenziare il segnale e la copertura delle sue altre radio (soprattutto Radio Zeta l’Italiana e Radio Freccia).
In attesa di sviluppi, si è intanto conclusa ieri in maniera scoppiettante l’avventura di Giovanni Minoli a Radio 24. Durissimo il comunicato del Sole-24 Ore che annuncia la fine della collaborazione, motivandola col fatto che «la trasmissione Mix24, nei 4 anni di messa in onda, non ha mai incrementato in maniera significativa gli ascolti di quella fascia, come invece ci si augurava visto anche l’elevato investimento economico sul programma. Nella stagione precedente all’arrivo di Minoli, 2012/2013, la fascia dalle 9.00 alle 11.00 registrava 226 mila ascoltatori nel quarto d’ora medio con il 2,2% di share. Le tre stagioni successive 2013/2014, 2014/2015, 2015/2016 con Mix 24 hanno registrato una media ponderata di 221 mila ascoltatori con il 2,1% di share, mentre nel periodo 2014–2016 Radio 24 ha aumentato complessivamente i propri ascolti dal lunedì al venerdì del 12,3%».
Non si è fatta attendere la altrettanto piccata replica di Minoli, il quale ribadisce che «Il Sole-24 Ore, prima di fare comunicati utili solo a mascherare le ragioni politiche di scelte inconfessabili, dovrebbe fare pace con se stesso e con i numeri che ha sfornato sui risultati di Mix24 nel corso degli anni e con i relativi entusiastici commenti. Inoltre, chi fa della qualità dei numeri che offre al pubblico la sua credibilità, dovrebbe sapere che Mix24 da due anni va in onda dalle 9 alle 10.30 e non fino alle 11.00 come da comunicato. Sbagliare due rilevazioni su quattro e fondare su questo errore la propria analisi o è in malafede, o è ignorante. In ogni caso, non da Sole. È vero», prosegue Minoli, «che abbiamo scelto di non occuparci con continuità e dettagli degli organi sessuali femminili e maschili e dei loro molteplici modi di intrecciarsi (e qui il riferimento è chiaramente al programma La Zanzara di Giuseppe Cruciani, ndr) ma questo nessuno lo può fare meglio di chi lo fa già ogni giorno con successo e forse anche qui ci sarebbe un problema di linea editoriale di Radio 24». A proposito della comunicazione del nuovo palinsesto 2017-2018 della radio, «nel colloquio con Sebastiano Barisoni (vicedirettore esecutivo di Radio 24, ndr), lui mi ha parlato solo delle difficili condizioni di Alessandro Milan che capisco (la striscia di Minoli sarà affidata proprio a Milan, ndr), non una parola sui costi del programma, peraltro super chiariti direttamente con l’amministratore delegato Franco Moscetti, né tantomeno dei presunti risultati non soddisfacenti di share di Mix24».

Claudio Plazzotta, Italia Oggi

Share
Share