Pa, arriva il lavoro agile: ecco cos’è

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Arriva il lavoro agile nella pubblica amministrazione. E porta con sé conseguenze concrete. A cominciare dalla riduzione dei tassi di assenza dal lavoro fino all’aumento della produttività individuale e del livello di benessere organizzativo complessivo. Inoltre, si punta alla riduzione dei costi di gestione e alla diffusione del senso di appartenenza e del coinvolgimento dei singoli rispetto alla ‘mission’ istituzionale. Infine, la riorganizzazione degli spazi e l’ammodernamento della dotazione informatica.
Sono questi i principali benefici individuati dal governo che può portare l’introduzione del lavoro agile nelle amministrazioni pubbliche. Una nuova modalità di esecuzione della prestazione lavorativa che consente di lavorare in modo flessibile nel rispetto degli obiettivi prefissati e che vede la sua attuazione nella direttiva emanata dal Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio guidato da Marianna Madia.
La riforma Madia prevede infatti che le amministrazioni pubbliche, al fine della promozione della conciliazione di vita e di lavoro, “adottino misure organizzative volte a fissare obiettivi annuali per l’attuazione del telelavoro e per la sperimentazione anche al fine di tutelare cure parentali, di nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa che permettano entro tre anni, ad almeno il 10 per cento dei dipendenti, ove lo richiedano di avvalersi di tali modalità, garantendo che i dipendenti che ne avvalgano non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera”.
Si tratta di “un approccio innovativo che fa leva sulle nuove tecnologie per riprogettare l’organizzazione del lavoro anche nell’ottica della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro mettendo in discussione tutti i vincoli tradizionali, dallo spazio fisico agli orari predefiniti e agli strumenti di lavoro, alla ricerca di nuovi equilibri fondati su una maggiore autonomia, ma anche su una maggiore responsabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori sui risultati” secondo quanto viene spiegato in una brochure diffusa dal governo alla stampa.
Il Dipartimento per le Pari opportunità è beneficiario sulla base della convenzione sottoscritta con il Dipartimento della Funzione pubblica del progetto triennale “Lavoro agile per il futuro della Pa-Pratiche innovative per la conciliazione vita-lavoro” nell’ambito del programma operativo nazionale (Pon) Governance e Capacità istituzionale 2014/2020 Asse 1. Progetto che promuove un’azione di sistema rivolta all’intero territorio nazionale e indirizzata alle pubbliche amministrazioni centrali, regionali e locali.

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