Calcio, niente offerte sgambetto

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Antitrust: piattaforme alla pari per favorire il consumatore

Via libera alle linee guida della Lega di Serie A per la commercializzazione dei diritti televisivi del calcio 2018-2021. Ieri l’approvazione è arrivata dall’Antitrust, che aveva bocciato una prima versione a gennaio, e dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Entrambe le autorità sottolineano la necessità che tutte le piattaforme trasmissive (digitale terrestre, satellite e Internet) partecipino equamente alla gara per i diritti e in particolare l’Agcom chiede che si tenga conto di meccanismi in grado di evitare le cosiddette esclusive negative, ovvero l’acquisizione di diritti al puro fine di sottrarli alla concorrenza.
In questo modo si dovrebbero evitare situazioni simili all’ultima gara, quando i due operatori principali, Mediaset e Sky, si sono confrontati sia sui pacchetti relativi al digitale terrestre che su quelli satellitari.
Da entrambe le authority, inoltre, arriva il richiamo a una gara dai tempi e modalità certi, con l’Antitrust che chiede che entro dieci giorni dall’apertura delle buste si abbia l’assegnazione ed entro i successivi cinque giorni l’assemblea di Lega.
Tutto è quindi rimandato agli inviti a partecipare che la Lega farà, ovvero alla gara vera e propria, perché per ora si parla appunto di linee guida. La Lega potrebbe scegliere di offrire pacchetti suddivisi per piattaforma o per prodotto con l’Antitrust guidato da Giovanni Pitruzzella che spinge per la prima soluzione: «L’Autorità», si legge nel provvedimento, «ritiene preferibile la predisposizione di pacchetti “per piattaforma”, che appare suscettibile di stimolare la concorrenza nei mercati a valle, in particolar modo della pay tv, permettendo di moltiplicare le piattaforme di distribuzione dei prodotti audiovisivi».
Il vantaggio, si spiega, sarebbe per i consumatori che non dovrebbero abbonarsi a più operatori per avere un’offerta completa. I vincoli previsti dalle linee guida nel caso di vendita per prodotto «non sono idonei a evitare un disequilibrio dei pacchetti, poiché consentono a un solo operatore di acquisire tutti i pacchetti a eccezione di uno».
L’Autorità garante della concorrenza, comunque «valuta con favore la circostanza che i diritti di trasmissione mediante la piattaforma Internet non siano più considerati “accessori” rispetto alle piattaforme storiche». Di fatto anche nella gara per la stagione in corso era presente il pacchetto E per le trasmissioni su internet, ma il numero di partite era inferiore a quello dei pacchetti principali A e B, ovvero 114 contro 248. Un’offerta però per la quale comunque non c’erano stati interessati. Per il resto chi si è aggiudicato i pacchetti principali satellite e Dtt aveva come diritti accessori quelli della trasmissione online. L’Antitrust, quindi, vede con favore il fatto che un eventuale operatore Ott che voglia partecipare alla gara possa farlo alla pari di quelli che trasmettono sul satellite o sulla tv terrestre.
In ogni caso, chiede l’Agcom guidata da Angelo Marcello Cardani, con il provvedimento che ha avuto come relatore Antonio Martusciello, che «tutte le piattaforme trasmissive individuate dalla Lega, possano equamente concorrere all’acquisizione dei pacchetti tenendo in considerazione criteri qualificanti quali, il numero di eventi, gli orari, il seguito delle squadre e un prezzo proporzionato ad essi».
Un richiamo, in entrambi i provvedimenti, a individuare «situazioni di controllo» che coinvolgano gli offerenti: attenzione, in altre parole, a offerte da soggetti che potrebbero alterare il meccanismo della gara. Il richiamo è all’articolo 43 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici. E nonostante si parli soltanto di situazioni di controllo, l’Antitrust sostiene che anche situazioni di società semplicemente collegate «tali da ricondurre due offerte ai medesimi centri decisionali, nondimeno rilevano ai fini dell’ammissibilità delle offerte alla procedura di gara».

di Andrea Secchi, Italia Oggi

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