Mondadori rilancia sui periodici

Share

Chi punta sui vip mondiali, su Spy largo al gossip low cost

Il margine operativo lordo del gruppo Mondadori è stato di 108 milioni di euro nel 2016, con un obiettivo di 115 milioni fissato per il 2017.
Così, un po’ a spanne, il business di Segrate arriva adesso al 50% dal comparto libri, un mercato che non scende e che ha una buona redditività, e al 50% dai periodici e dal digital, con un margine più basso, ma comunque positivo: nel 2013, infatti, la casa editrice perdeva 20 milioni di euro nei periodici, nel 2016 siamo a 11 milioni di margine positivo, e, nei prossimi anni, si deve arrivare a 20-25 milioni all’anno.
Non sarà una redditività del 10-15% come ai bei tempi, ma si punta all’8%.
Certo, dopo gli investimenti in Rcs libri e in Banzai media, anche Mondadori dovrà provare a svilupparsi e a crescere tentando di celebrare le famose «nozze coi fichi secchi». Per esempio, è nato il nuovo mensile Giallo zafferano, che porta su carta l’esperienza del canale web di Banzai media, con i sui 6,5 milioni di utenti unici al mese. Il periodico cartaceo chiuderà il suo primo anno di vita già con margini positivi, e con 250 mila copie vendute al secondo numero dopo le 400 mila del primo. Tuttavia il lancio di Giallo zafferano non è costato nulla: si sono usati il sito e i social network. Potrebbe diventare anche una trasmissione tv, trasformandolo in un marchio multimediale. E poiché in Banzai media ci sono molti brand, si studiano ipotesi per valorizzarli e magari trasformarli in altri prodotti cartacei o su altri mezzi.
Insomma, si prova a crescere nei periodici senza fare grossi investimenti, ma utilizzando le redazioni ridondanti. Non si tagliano persone (è stato già fatto abbastanza in passato), ma si usano le risorse per lanciare prodotti nuovi. Nei quali non ci siano costi fissi, ma solo quelli variabili della carta, della stampa e della distribuzione. In Francia, per esempio, già 20-30 milioni di euro di ricavi Mondadori arrivano da nuovi prodotti confezionati da redazioni già esistenti.
Stesso discorso per i nuovi periodici targati Grazia. Lo scorso anno si è chiuso Flair, mensile che non aveva mai avuto un suo mercato importante, e che alla fine rappresentava un costo per Mondadori. Necessario, tuttavia, recuperare i ricavi che Flair assicurava. Ed ecco quindi Silvia Grilli, apprezzata a Segrate per il suo buon lavoro alla direzione del settimanale Grazia, che si occuperà, con la sua redazione, anche di una serie di numeri speciali di Grazia, dedicati ad argomenti tipo il beauty, la moda, il prêt-à-porter, ecc. Si riporta a Segrate del fatturato e si rafforza l’immagine di Grazia: tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 usciranno tra i due e i quattro numeri. Che poi potrebbero crescere nel corso del prossimo anno.
Infine, il progetto di Spy, per contrastare il mercato dei settimanali a prezzo basso, dominato da Cairo editore.
Il settimanale Chi, diretto da Alfonso Signorini, costa 2 euro e non avrebbe potuto mai scendere a un euro (come Diva & Donna di Cairo) senza perdere soldi.
Allora proprio questa settimana, dopo mesi di lavoro, è uscito un Chi «tutto nuovo», con contenuti e personaggi molto diversi da prima: in precedenza potevano esserci celebrities di Amici, dei programmi della De Filippi, cose anche simili a Diva & Donna.
Da adesso in poi, invece, il settimanale Chi avrà personaggi più internazionali: in questo primo numero del nuovo corso ci sono il presidente francese Emmanuel Macron, Pippa Middleton, attori americani, e solo un po’ di Italia. Il target cui è indirizzato è parzialmente diverso rispetto a prima: sono le signore della Milano-Roma-Firenze bene, che amano il gossip, ma il loro gossip, e che non conoscono i tronisti.
Un gossip alto tipo Gala in Francia o Hello in Inghilterra. Si esce dalla competizione con Diva & Donna. Nel nuovo Chi, inoltre, la sezione moda e bellezza si arricchisce con rubriche di wellness, cucina, viaggi, animali, must have.
Fatto questo passaggio, Mondadori può portare sul mercato un altro settimanale, di prezzo basso, con una linea editoriale innovativa, che è stata individuata e che ora è in fase di test. Il progetto di Spy punta ovviamente a un prodotto più trasgressivo di Chi, con tutti i pettegolezzi e i «si dice» del caso. Però non ci saranno investimenti fissi: si farà con le risorse redazionali interne.

Share
Share