Catania, imprenditoria ‘rosa’ cresce, anche in agroalimentare

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In convegno illustrate storie,intervenuta n.1 Giovani Coldiretti

“La discriminazione di genere nel mercato del lavoro si esplicita in una serie di atti e mancanze da parte di tutti gli attori economici e istituzionali che finiscono per penalizzare fortemente le donne che si impegnano nel lavoro. Nello stesso tempo le storie di successo che abbiamo ascoltato in questo convegno sono la dimostrazione che le tenacia e la forza delle donne è in grado di rompere il soffitto di cristallo che perlomeno nel mondo imprenditoriale comincia ad incrinarsi”. Così l’onorevole Mario Catania di Campo Progressista, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo a conclusione dell’evento “Inventarsi un lavoro. Imprenditoria femminile in tempo di crisi”. “Come parlamentare e come politico sento forte il dovere di impegnarmi – aggiunge Catania – anche con Campo Progressista per far sì che quel soffitto si rompa”.
Alberta Parissi della Camera di Commercio di Roma ha evidenziato come “il tasso di occupazione femminile in Italia registri il secondo livello più basso nell’Unione europea: 48,1%. Peggio di noi solo la Grecia”. Aggiungendo però che “Secondo i dati dell’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere-Infocamere, in Italia le imprese guidate da donne hanno raggiunto, alla fine del 2016, un milione e 321.862 unità. La provincia di Roma è prima in Italia per numero di aziende a guida femminile: il loro è un universo costituito da oltre 98mila imprese (98.595 al 31 dicembre 2016), pari al 7,5% delle imprese femminili italiane. Le imprese in rosa sono cresciute nell’ultimo anno: oltre 2mila unità in più a Roma e provincia ad un valore maggiore rispetto a quello della base imprenditoriale complessiva. Nel convegno hanno raccontato le loro storie diverse imprenditrici del settore agroalimentare, dove si registra una forte crescita delle aziende a guida ‘rosa’. Arianna Vulpiani ha condiviso la sua esperienza con il progetto “Bio Farm Orto” con il quale si affittano orti coltivati di piccola metratura e dove l’affittuario si occupa solo della raccolta dei frutti.
E’ poi intervenuta Maria Letizia Gardoni, delegata nazionale di Giovani Imprese di Coldiretti, responsabile della gestione operativa e commerciale dell’azienda di cui è titolare, ed in particolar modo della pianificazione e realizzazione di tutte le fasi produttive, fra cui la “policoltura ma-pi”, realizzata in collaborazione con l’Università politecnica delle marche Facoltà di Agraria.
Maria Gioia Cinquetti, titolare de “Le vigne di Moretto”, ha sottolineato come “l’inesperienza, la giovane età mi hanno penalizzato, nonostante un titolo di studio importante sono dovuta ricorrere a terzi per consulenza e aiuti in campo. Non è facile far quadrare il bilancio con siccità, maltempo, carico burocratico, ingiustizie del mercato e una famiglia che richiede le giuste attenzioni”.

ANSA

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