Google studia un blocco per le pubblicità fastidiose

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Google sta studiando un meccanismo di blocco automatico degli annunci pubblicitari sul suo browser Chrome, sia nella versione da computer da tavolo sia in quella da dispositivi mobili. Ne ha dato notizia il Wall Street Journal citando fonti anonime vicine alla questione, secondo cui la nuova funzione potrebbe essere inclusa nelle prossime versioni del programma.
La decisione e il conseguente annuncio potrebbero arrivare nell’arco di alcune settimane, ma Google non avrebbe ancora deciso definitivamente se realizzare l’ad blocker e quali potrebbero essere le pubblicità da bloccare. Secondo il quotidiano, lo standard dell’accettabilità delle inserzioni potrebbe basarsi su una lista elaborata dalla «Coalition for Better Ads», che ha messo nel mirino alcuni tipi di pop-up e file audio o video che si innescano da soli, a volte con sistemi di conto alla rovescia che coprono i contenuti a cui puntavano gli utenti e che possono risultare particolarmente fastidiosi.
«Non commentiamo le speculazioni. Stiamo lavorando a stretto contatto con la Coalition for Better Ads e il settore pubblicitario per esaminare i diversi modi in cui Google e altri membri della coalizione potrebbero supportare gli standard di Better Ads».
L’utilizzo degli ad blocker per bloccare le pubblicità sui siti è cresciuto negli ultimi tempi ed è diventato un problema anche per gli editori che forniscono gratuitamente sul web i propri prodotti e per questo fanno affidamento sulla pubblicità. Si tratta però in genere di app che bloccano tutti i contenuti pubblicitari, nel caso di Google (che di pubblicità sul web vive) il progetto sembrerebbe quello di scoraggiare l’utilizzo di formati che danno particolarmente fastidio agli utenti.
In Italia, secondo comScore, gli utenti che usano un ad blocker su pc sono il 13% del totale e 15% le pagine filtrate. Il dato è stato rilevato a inizio anno, ma riporta le stesse percentuali di maggio 2016, segnale che il fenomeno è stabile. Il monitoraggio è effettuato periodicamente con un progetto lanciato dagli operatori del settore, coordinato da GroupM e promosso da Assocom, Fcp-Assointernet, Fedoweb, Iab Italia, Netcomm e gli investitori dell’Upa.

Italia Oggi

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