Premio Strega, i 12 libri selezionati

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Annunciati i dodici libri scelti per il Premio Strega 2017. A partire da questa edizione del riconoscimento, la LXXI, aumenta il numero dei votanti (660 in totale)

Il comitato direttivo del Premio Strega ha annunciato a Tempo di Libri (la nuova fiera dell’editoria ospitata nei padiglioni di Fiera Milano Rho fino a domenica 23 aprile) i 12 libri, selezionati tra i 27 in gara, che si disputeranno la LXXI edizione, la prima senza Tullio Di Mauro e con la presidenza di Giovanni Solimine alla Fondazione Bellonci che promuove il premio insieme al Liquore Strega.
Questo l’elenco: Teresa Ciabatti, La più amata (Mondadori); Paolo Cognetti, Le otto montagne (Einaudi); Marco Ferrante, Gin tonic a occhi chiusi (Giunti); Wanda Marasco, La compagnia delle anime finte (Neri Pozza); Chiara Marchelli, Le notti blu (Perrone); Monaldi&Sorti, Malaparte. Morte come me (Baldini&Castoldi); Matteo Nucci, È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie); Ferruccio Parazzoli, Amici per paura (Sem); Nicola Ravera Rafele, Il senso della lotta (Fandango Libri); Alberto Rollo, Un’educazione milanese (Manni); Marco Rossari, Le cento vite di Nemesio (e/o); Vanni Santoni, La stanza profonda (Laterza).
Questi sono i titoli scelti dal comitato direttivo del premio presieduto da Melania G. Mazzucco e composto da Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Ernesto Ferrero, Simonetta Fiori, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine.
Annunciata anche una novita: a partire da questa edizione, ai tradizionali 400 Amici della Domenica e ai 40 lettori forti selezionati dalle librerie indipendenti italiane associate all’Ali, si aggiungono 20 voti collettivi espressi da scuole, università e biblioteche e 200 voti espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 Istituti italiani di cultura all’estero. Per un totale di 660 votanti.
«Nell’anno in cui intendiamo sottolineare i valori che ispirarono i fondatori del Premio, e ciò è emblematicamente rappresentato dal ritorno al Ninfeo di Villa Giulia per la serata finale del 6 luglio», ha spiegato Giovanni Solimine, «vogliamo accentuare il carattere di ampia partecipazione che contraddistingue la giuria e aumentare in modo significativo il numero dei votanti. I nostri secondi settant’anni cominciano da qui».

il Corriere della Sera

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