Il giglio magico sarà distrutto da aspettative tradite

di Cesare Lanza

Scommettiamo che sono le aspettative a deteriorare, spesso, i rapporti umani? Scommessa forse impossibile: credo che, in grande maggioranza, siate d’accordo con me, basta pensare alla nostra vita, privata e/o professionale. In politica, poi, è pane – avvelenato – quotidiano. Un riferimento di attualità? Il Giglio magico, la folla di sostenitori (interessati) che si accalcava attorno all’ex premier. Una gioiosa macchina da guerra, per usare la celebre espressione di Achille Occhetto (che non riuscì a realizzarla, nel ’94, a causa del successo di Silvio Berlusconi). Maria Elena Boschi, Luca Lotti, il sindaco di Firenze, ma anche – come in un racconto di Cechov 0 in un film di commedia all’italiana di Monicelli il papà dell’ex ministra, il papà dell’ex premier. E tanti altri, nel governo che fu, e al di fuori del governo. Al di là delle dichiarazioni obbligate, le cronache registrano incomprensioni, scricchiolii, delusioni fra i gigliati e i paragigliati: tra di loro 0 verso Matteo. È il potere, in politica, che fa diventare d’acciaio i sentimenti. Così è stato fino al 4 dicembre, nei mille giorni di governo: poi le aspettative, tradite 0 no, hanno incrinato l’acciaio.
E, fuori dalla politica, quante amicizie, quanti amori crollano ogni giorno per aspettative mal riposte. La trappola è dietro l’angolo. Negli ultimi giorni ci sono cascato due volte. E i chiarimenti sono inutili. Un falso amico ha disinvoltamente ignorato una grave ferita della mia vita. Insensibilità sua? No, «suscettibilità» mia. Un’altra persona mi ha dato un’informazione falsa, esponendomi a una brutta figura. Leggerezza sua? No, superficialità mia! Giusto. Erano esagerate le mie aspettative.

di Cesare Lanza, La Verità