Elogio dei geni dimenticati come il papà del trolley

di Cesare Lanza

Scommettiamo che pochi sanno chi ha inventato il trolley? Ammetto: neanch’io lo so, mi impegno a fare ricerche. Oggi vorrei uscire dalla politica – che non consente mai riflessioni piacevoli – e proporvi un attimo di gratitudine verso quei geni, sconosciuti, che hanno regalato tanto benessere all’umanità. Come simbolo,vi propongo il trolley. Chi lo ha inventato? Vogliamo dirgli grazie, se non ora, almeno quando in una stazione ferroviaria corriamo a prendere un treno? Quanti miliardi di persone, in tutto il mondo, godono di questo elementare beneficio? La semplicità è il tratto distintivo di questo tipo di genialità: non ci voleva molto per capire che bastava applicare due rotelline (e poi quattro) a una valigia per eliminare la fatica di sopportarne il peso. Eppure né io né voi ci avevamo pensato! Ma non è solo il trolley ad averci cambiato la vita. Chi ha inventato la lavatrice? E il frigorifero? Era così semplice risolvere il problema di come pulire camicie e mutande. Invece abbiamo ancora in mente le immagini delle lavandaie vicine alle vasche e, in casa, mamme e nonne a dare il meglio con mani, sapone e spazzole… E fino a quando abbiamo protetto i cibi dal caldo tenendoli sotto sale o in cantina o nel ghiaccio e perfino sul balcone d’inverno? E, per la mia passione, lasciatemi pensare anche alle carte da gioco. Chi le ha inventate, tanti secoli fa? Tra gli altri, quanti miliardi di anziani, nelle osterie di tutto il mondo, hanno avuto momenti di tranquillo svago grazie a una scopetta o a una briscola, con un bicchiere di buon vino in palio?

di Cesare Lanza, La Verità