Tutti i segreti delle assicurazioni

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È stata l’occasione per celebrare una carriera giornalistica lunga: sessant’anni. Ma senza troppo concedere al passato e alla nostalgia. Anzi, guardando al futuro, mettendo sul tavolo temi di dibattito e sfide per la collettività. Continui rimandi fra passato e futuro hanno fatto da sfondo e hanno caratterizzato la presentazione del libro di Cesare Lanza “Due o tre cose che so sulle assicurazioni”, mercoledì sera all’Unicredit Tower Hall di Milano. «Non voglio tanto indugiare sul passato. Visto che siamo qui e parliamo di assicurazioni rilancio in questa sede una proposta: deve essere resa obbligatoria per tutti la polizza contro le calamità naturali». Proposta, quella di Cesare Lanza, unita a una punzecchiatura: «Costerebbe quanto il canone Rai. Allora mi verrebbe da dire, come sto facendo attraverso alcuni articoli: preferireste pagare il canone Rai o pagare una polizza a vantaggio di tutta la comunità». C’erano i vertici di varie compagnie assicurative presenti alla tavola rotonda. Tutti a sostegno di una proposta che può funzionare solo qualora il pagamento del premio venisse richiesto erga omnes, dal Nord al Sud della Penisola. Anche qui però, cade preciso il rimando fra futuro e passato. Lanza lo racconta anche nelle prime pagine del libro il suo esordio nel mondo del giornalismo, intrecciato a quello delle assicurazioni. I contrasti con il padre lo portarono lontano da Genova. Poi gli anni con lo zio assicuratore a Cosenza, la vendita di polizze assicurative nel tempo libero dagli studi e dall’attività di corrispondente del Tempo da Cosenza. Tutto comunque iniziò qualche anno prima, con un articolo sul Corriere Mercantile. Lanza, 14 enne, lo spedì come lettera al direttore. L’argomento, l’invasione dell’Ungheria da parte dei carri armati sovietici, piacque, anche per simpatie politiche dell’editore. La strada da allora è stata lunga e Lanza l’ha percorsa da protagonista. Ha diretto Il Secolo XIX, il Corriere d’Informazione, il Lavoro, La Notte. Poi il lavoro in tv come autore di programmi su Rai1 e Canale 5. Ma Il palma res sta anche nei giornalisti che ha lanciato. Ferruccio de Bortoli, Massimo Donelli, Gian Antonio Stella. Frecce nell’arco di un giornalista riconosciuto come innovatore, soprattutto durante il suo passaggio al Corriere d’Informazione. Un innovatore con sguardo al futuro. E tanti ricordi di sessant’anni di carriera.

Andrea Biondi, il Sole 24 Ore

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