Tennis, ecco la mappa del potere in italia

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Di Daniele Garbo

La mappa del potere del tennis italiano non è particolarmente vasta (come vi dimostreremo tra poco), salve ma molto radicata e solida.  Potremmo dividerla in tre parti: il potere “politico”, il potere organizzativo e i giocatori, che in realtà non costituiscono un potere vero e proprio, ma soltanto la parte più visibile e in fondo più significativa del “pianeta tennis”.
Cercheremo di non urtare la suscettibilità di nessuno, anche perchè chi ha osato farlo ha subito (e sta subendo) un ostracismo totale da parte di chi controlla le leve di comando.

Angelo Binaghi Internazionali Bnl FitANGELO BINAGHI, cinquantacinquenne ingegnere edile di Cagliari, è dal 2001 il presidente della Federazione Italiana Tennis, che conta quasi 214 mila tesserati, 73 mila dei quali agonisti. Binaghi è stato un discreto giocatore, raggiungendo nel 1982 il numero 16 della classifica nazionale.
La FIT organizza i Campionati Internazionali d’Italia, che si svolgono ogni anno nel mese di maggio al Foro Italico di Roma e producono un fatturato di oltre 22 milioni di euro e un utile di 7.
Attraverso la società Sportcast (di proprietà della stessa Federtennis) la FIT gestisce il canale televisivo Supertennis, trasmesso gratuitamente in Alta Definizione sul Digitale Terrestre e sulla piattaforma satellitare.
Binaghi è stato via via confermato al vertice della Federtennis per quattro quadrienni consecutivi e il suo mandato scade proprio quest’anno. L’ultima elezione lo ha visto trionfare con una percentuale altissima del 95,28 sul totale dei votanti, ma in realtà espressione di appena il 20% degli aventi diritto.

SERGIO PALMIERI, settantenne, è il braccio operativo della FIT, un autentico tuttofare. Ex giocatore di buon livello, essendo stato numero 6 d’Italia, Palmieri ha ricoperto numerosi ruoli. E’ stato Direttore del TC Milano e poi dello Junior Rastignano. Quindi organizzatore di tornei internazionali in proprio (famoso quello di Milano), poi in società con Carlo Della Vida. Ha lavorato come manager per la Proserv e l’IMG, seguendo in particolare tutta la carriera di John Mc Enroe, del quale è grande amico.
Con l’arrivo di Binaghi al vertice della Federtennis, Palmieri assume il compito di Direttore Organizzativo della FIT , Direttore degli Internazionali d’Italia e Coordinatore del Settore Tecnico. Inoltre si occupa di organizzare tutti gli incontri di Coppa Davis e Fed Cup che si disputano in Italia e affianca il capitano non giocatore Corrado Barazzutti in tutti i match in casa e all’estero.
“Non si muove foglia che Sergio non voglia” è la massima che circola al Foro Italico, dove si trova il suo ufficio. Palmieri è un grande lavoratore e svolge ogni compito con un attivismo e una professionalità fuori discussione, derivanti dalla sua grande conoscenza di ogni sfaccettatura del mondo delle racchette.
Di fatto è lui il “deus ex machina” del tennis italiano, probabilmente l’uomo più potente di sempre.

Corrado BarazzuttiCORRADO BARAZZUTTI, 63 anni, è uno dei quattro vincitori (gli altri sono Adriano Panatta, Paolo Bertolucci e Antonio Zugarelli) dell’unica Coppa Coppa Davis conquistata dall’Italia nel 1976 a Santiago del Cile. Ottimo giocatore sulla terra battuta, con all’attivo una semifinale agli US Open nel 1977 e una semifinale al Roland Garros nel 1978, Barazzutti è dal 2001 capitano non giocatore della squadra azzurra di Coppa Davis e dal 2002 di quella femminile di Fed Cup, che ha guidato al successo in ben quattro occasioni: nel 2006, nel 2009, nel 2010 e nel 2013.

NICOLA PIETRANGELI, 82 anni, è attualmente, insieme con Lea Pericoli, testimonial della Federtennis in Italia e nel mondo. Detiene il record assoluto (e imbattibile, per via della formula più restrittiva) di incontri disputati in Coppa Davis tra singolare e doppio: 164.
Ha vinto gli Internazionali d’Italia nel 1957 a Roma e nel 1961 a Torino (dove il torneo fu spostato nell’ambito delle manifestazioni per in centenario dell’Unità d’Italia), battendo in finale il grande mancino australiano Rod Laver.
Pietrangeli trionfò al Roland Garros nel 1959, primo italiano a vincere una prova del Grande Slam, e si ripeté un anno dopo. Sempre nel 1960 fu semifinalista sull’erba di Wimbledon, unico tennista italiano nella storia del torneo londinese. Da giocatore ha perso due Challenge Round (in pratica due finali) di Coppa Davis contro l’Australia nel 1960 e nel 1961, ma è riuscito ad alzare il trofeo più prestigioso del tennis a squadre nel 1976 come capitano della squadra azzurra che trionfò in Cile.

ADRIANO PANATTA, 65 ANNI, è realtà un intruso in questa mappa, dalla quale è scomparso definitivamente nell’ottobre 2014, quando si celebrò l’ultimo atto di una guerra che lo contrappose alla Federtennis e al presidente Binaghi per oltre un decennio.
Tutto ebbe inizio col suo licenziamento nel 2002 da Direttore degli Internazionali: secondo l’accusa, Panatta ha incassato 20 milioni di lire in nero da un broker pubblicitario per facilitare le trattative con il main sponsor del torneo. L’ex giocatore presenta ricorso al Collegio arbitrale della Fit, che però riconosce la legittimità del licenziamento. Decisione confermata anche dal tribunale civile di Roma.
Condannato al risarcimento, Panatta chiude la vicenda versando alla Federtennis 25.500 euro e uscendodefinitivamente dal mondo del tennis, dopo esserne stato uno dei giocatori italiani più forti di sempre.
Il 1976 fu il suo anno d’oro, che lo portò al trionfo agli Internazionali d’Italia in finale contro Vilas, al successo al Roland Garros contro Solomon e alla conquista della Coppa Davis a Santiago del Cile a dicembre.
Poi Adriano fu capitano della squadra di Coppa Davis e Direttore degli Internazionali fino all’inglorioso epilogo. Attualmente è commentatore televisivo dei tornei del Grande Slam per Eurosport.

flavia pennetta tennisFLAVIA PENNETTA, 34 anni, ha appena appeso la racchetta al fatidico chiodo. E lo ha fatto nel momento più alto della sua carriera, dando l’annuncio del ritiro (a sorpresa) a New York proprio il giorno del trionfo agli US Open. Non avrebbe potuto scegliere un’occasione migliore. Ora si dedica a tempo pieno al ruolo di fidanzata di Fabio Fognini, numero 29 della classifica mondiale, in attesa del matrimonio previsto per il prossimo giugno. Poi Flavia deciderà cosa fare da grande: per lei potrebbe essere pronta la panchina di capitano non giocatore della squadra azzurra di Fed Cup, oppure un incarico nel settore tecnico della Federtennis. Sempre che qualcuno non tema di essere messo in ombra.

FRANCESCA SCHIAVONE, 35 anni, è stata la prima tennista italiana a vincere una prova del Grande Slam: accadde nel 2010 a Parigi, torneo in cui raggiunse la finale anche nell’anno seguente. Sembrava decisa a ritirarsi, ma la sua tenacia è stata premiata proprio in questi giorni col successo al torneo di Rio de Janeiro.

Nella settimana magica del tennis femminile italiano, che ha fatto registrare, fatto senza precedenti, tre successi nel giro di otto giorni, vanno ricordate anche ROBERTA VINCI, 33 anni, che dopo la straordinaria finale degli US Open con l’amica di sempre Flavia Pennetta, ha trionfato a San Pietroburgo ed è quindi entrata tra le prime 10 della classifica mondiale.
E SARA ERRANI, 28 anni, finalista nel 2012 al Roland Garros e semifinalista agli US Open, risultati che le consentirono di mettere piede tra le “top ten”. Dopo un lungo periodo di crisi, la Errani è tornata al successo al torneo di Dubai.

GIORGIO DI PALERMO, cinquantaduenne romano, laureato il giurisprudenza è dal 2009 nel Board of Directors dell’ATP, l’associazione dei giocatori professionisti, in rappresentanza dei giocatori europei. E’ stato rieletto lo scorso anno e rimarrà in carica fino a tutto il 2018.

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