Le più grandi bufale del 2015 su Internet

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Hanno fatto il giro del mondo, pharmacy veicolate dai social network. Sono subito diventate virali, con decine di migliaia di «Mi piace» o di «Retweet». Peccato che le immagini che vi faremo vedere fossero completamente false. Per chi di mestiere si occupa di informazione, i social network sono uno strumento formidabile, da usare però con grande cautela. Lo confermano queste immagini, recuperate dalla Bbc tra quelle che più hanno spopolato in rete nella convinzione che si trattasse di documenti unici legati a grandi fatti di cronaca. Vere e proprie bufale, messe online da truffatori di mestiere, propagandisti o semplicemente persone in cerca di notorietà, che sfruttano l’emotività del momento, i minuti immediatamente successivi a quelle che i giornalisti chiamano «breaking news», per trarli in inganno, farli cadere in errore, tentarli con sedicenti scoop. È successo con il terremoto in Nepal, con gli attentati di Parigi, con l’abbattimento dell’aereo di linea russo sul Sinai, ma anche con numerosi episodi che hanno visto come protagonista l’Isis. Incredibile, ma falso.

nepal bambini1) I bambini e il terremoto in Nepal – Il terremoto di magnitudo 7,8 della scala Richter che ha colpito il Nepal lo scorso 25 aprile ha avuto un’eco mondiale con le sue 9mila vittime e più di 23mila feriti. Questa foto mostra due fratellini, un maschio di 4 anni e una femmina di 2 anni, che si proteggono a vicenda. È stata condivisa migliaia di volte su Facebook e Twitter, ha commosso il pubblico e incoraggiato donazioni alle vittime del sisma. La foto è autentica, ma non ha nulla a che vedere con il Nepal:?è stata scattata in Vietnam nel 2007 da un fotografo di professione. «Questa è probabilmente la mia foto più condivisa – ha confessato na Son Nguyen, l’autore – ma purtroppo nel contesto sbagliato».

2) La piscina durante il sisma in Nepal – Sempre durante il sisma in Nepal, è circolato questo video su YouTube e su Facebook: mostra, secondo la persona che lo ha messo in rete, una piscina di un hotel di Kathmandu durante il terremoto. Il video è stato ripreso da diversi media internazionali. In realtà si tratta di un vecchio video, forse risalente al 2010, durante un terremoto in Messico. Alcuni utenti più avveduti se ne sono accorti, tanto che uno di essi ha scritto su YouTube:?«Pubblicano questo video ogni volta che c’è un terremoto nel mondo». Sono decine le immagini false circolate in rete nei giorni successivi al sisma in Nepal.

3) Il migrante in viaggio – Questo giovane africano l’estate scorsa ha messo su Instagram un diario fotografico del suo difficile viaggio dal Senegal alla Spagna. I suoi presunti «selfie» sono subito diventati virali, simboli del drammatico percorso di decine di migliaia di migranti africani e asiatici verso l’Europa. Abdou Diouf è diventato un personaggio famoso, con migliaia di persone che seguivano il suo rischioso viaggio su un barcone verso le coste spagnole. Alla fine si è scoperto che era tutto falso: si trattava di una provocatoria campagna di marketing messa in atto da un festival di fotografia nel nord della Spagna in cerca di notorietà.

4) Il rifugiato terrorista – Durante la crisi dei rifugiati che ha investito l’Europa l’estate scorsa, su Facebook ha cominciato a circolare una doppia foto con questa didascalia: «Ricordate questo ragazzo? Lo scorso anno era in posa per l’Isis, ora è un rifugiato». La presunta notizia ha dato fiato a chi pensa che i barconi dei profughi possano essere usati per infiltrare terroristi in Europa. In realtà l’uomo ritratto nella foto non è un combattente dell’Isis ma è un ex comandante dell’Esercito libero siriano, un gruppo di ribelli moderati che si oppone al presidente Assad. È fuggito dalla Siria ed è arrivato in Macedonia nell’agosto 2015. Quando è emersa la verità, l’uomo che ha messo online le foto si è scusato pubblicamente.

bataclan5) Il concerto al Bataclan – Durante gli attacchi dello scorso novembre a Parigi, molte immagini false sono circolate in rete. Questa foto è stata presentata come un’immagine del teatro Bataclan, quello che ha subito il maggior numero di vittime, poco prima dell’irruzione dei terroristi, durante il concerto degli Eagles of Death Metal. La foto, presa dal profilo Facebook del gruppo americano che si era esibito quella sera al?Bataclan, risale invece a un concerto precedente del gruppo all’Olympia Theatre di Dublino.

6) Parigi deserta dopo gli attacchi – Questa immagine è comparsa su twitter all’indomani degli attentati di novembre con il seguente commento: «Si direbbe che Parigi è caduta in pieno in un episodio di Walking Dead». La capitale francese appare completamente deserta ma la foto non è autentica:?è stata presa dal progetto Silent World, nel quale le foto vengono truccate per immaginare le città in un’ipotetica fine del mondo

7) L’hashtag sulla metro di Londra – Lo scorso dicembre un uomo ha attaccato e ferito tre persone in una stazione della metropolitana di Londra. Un passeggero che si trovava sul posto gli ha gridato:?«Non sei un musulmano fratello!». La frase è diventata rapidamente un popolare hashtag su Twitter:?#YouAintNoMuslimBruv citato perfino dal premier David Cameron. Questa foto mostra una stazione della metro di Londra con la medesima scritta. L’immagine è falsa, è stata infatti creata a tavolino da un computer.

8) L’auto divisa a metà – Questa è la storia di un uomo tedesco divorziato che ha provocatoriamente diviso a metà tutti i suoi averi e li ha messi in vendita su Internet. La storia è stata riportata da diversi mass media. Il video è diventato virale, con 4,5 milioni di visioni su YouTube. In effetti si è svolta davvero un’asta su eBay con oggetti divisi a metà, come quest’auto spezzata in due, ma non ha nulla a che vedere con il divorzio dell’uomo. È solo una campagna di marketing dell’Associazione degli avvocati tedeschi in cerca di visibilità

9) L’aereo russo caduto nel Sinai – L’aereo della compagnia russa Metrojet in volo da Sharm el-Sheikh che lo scorso 31 ottobre si è schiantato nella penisola del Sinai uccidendo tutte le 224 persone a bordo è stato distrutto da una bomba. Pochi giorni dopo il terribile incidente, quando ancora non era chiara la dinamica dello schianto, l’Isis ha diffuso un video (da cui abbiamo tratto questo fermo immagine) che avrebbe ripreso il momento dell’esplosione del velivolo. Lo scetticismo degli esperti è stato immediato: come ha ricordato un ex pilota dell’aviazione militare britannica, «è ridicolo affermare che l’aereo del video sia un Airbus A-321. Non è un Airbus, perché ha i motori dietro la coda». Il video è sicuramente un falso. Non è la prima volta che l’Isis, a puri fini propagandistici, mette in rete video falsi: è successo diverse volte anche con immagini di decapitazioni.

da “Il Sole 24 Ore”

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