Tlc, il cda di Boygues, all’unanimità, respinge l’offerta di Patrick Drahi. Vittoria del ministro Macron

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MONDIALI: RAO (UDC), <a href=sovaldi sale AZIENDA SPIEGHI BLACK OUT PIEMONTE” width=”222″ height=”300″ />Il consiglio di amministrazione di Bouygues ha deciso ieri sera di respingere l’offerta da 10 miliardi di euro presentata dalla holding Altice del magnate Patrick Drahi per la sua divisione di telefonia mobile Bouygues Telecom.
La decisione del conglomerato francese rappresenta una sconfitta per l’ambizione di Drahi di rendere la controllata Numericable-Sfr il primo operatore di telecomunicazioni integrato in Francia e una vittoria del ministro dell’Economia francese, treat Emmanuel Macron, decease tra i maggiori oppositori dell’operazione.
Il rifiuto di Bouygues rappresenta una delusione per gli investitori, che negli ultimi giorni hanno spinto in forte rialzo i titoli del comparto delle telecomunicazioni nella convinzione che il conglomerato transalpino non potesse respingere un’offerta così allettante visto che Altice avrebbe messo sul piatto il doppio rispetto alle valutazioni degli analisti su Bouygues Telecom.
Bouygues ha però precisato che il suo consiglio di amministrazione ha deciso all’unanimità di non dare seguito alla proposta di Altice in quanto convinto che il mercato delle telecomunicazioni si trovi all’inizio di una nuova era di crescita grazie allo “sviluppo esponenziale dei servizi digitali”.
Inoltre, il cda ritiene che Bouygues Telecom sia “particolarmente ben posizionata per approfittare della crescita prevista” grazie al vantaggio competitivo garantito dal portafoglio frequenze e dalla sua rete 4G.
Inoltre l’operatore di telefonia mobile si sta espandendo nel mercato della rete fissa, sta beneficiando del lancio di successo di un nuovo decoder e sta iniziando ad avere una struttura dei costi “altamente competitiva” in virtù del processo di trasformazione in fase di accelerazione.
Bouygues, secondo cui la controllata può raggiungere entro il 2017 e superare negli anni successivi un margine Ebitda di almeno il 25%, ha inoltre fatto presente i timori del cda per i “notevoli rischi di esecuzione” derivanti dall’operazione, soprattutto sul fronte antitrust. A tal proposito il cda ha accusato Altice di non aver “fornito risposte pienamente soddisfacenti” sul fronte delle normative sulla concorrenza e il mercato. Inoltre per Bougues la proposta di Drahi non tiene conto dell’imminente asta per le frequenze sulla banda a 700 Mhz e delle relative conseguenze sulle eventuali trattative. Infine sono state espresse preoccupazioni anche per le conseguenze del consolidamento sui lavoratori ed è stata rinnovata la fiducia nel management di Bouygues Telecom.
Altice non è riuscita dunque a convincere la società e non è neanche stata capace di superare gli scogli politici e sociali. Bouygues, nonostante le smentite, sembra essersi piegata alla ragion di Stato.
D’altro canto il presidente Martin Bouygues è da sempre molto legato agli ambienti politici transalpini e quindi poco propenso ad aprire un fronte di contrasto, mentre Macron è stato chiaro nel lanciare un avvertimento contro l’eventuale operazione con l’invito rivolto alle aziende di concentrarsi non sulle fusioni bensì su investimenti e posti di lavoro.
“Le conseguenze del consolidamento sono negative su questi aspetti, come diversi casi recenti in Europa hanno dimostrato”, ha dichiarato il ministro. “Il tempo non è giusto per fusioni opportunistiche che potrebbero beneficiare alcuni, ma non sono di interesse pubblico”.
Le autorità transalpine e diversi esponenti del governo si sono detti sempre contrari a una riduzione da 4 a 3 del numero degli operatori di telefonia mobile a causa dei timori per il venire meno della concorrenza, mentre i dirigenti del settore sono invece favorevoli al processo di consolidamento perché allevierebbe quella guerra dei prezzi che sta danneggiando redditività e investimenti.
Per superare eventuali ostacoli antitrust, Drahi ha cercato una sponda perfino in Iliad, società proprietaria dell’operatore di telefonica mobile Free, colpevole della guerra dei prezzi in atto nella telefonia mobile francese che ha spinto diverse aziende a definire il mercato come troppo competitivo. Iliad era infatti disposta ad acquisire parte della rete di trasmissione di Bouygues Telecom da dismettere nel caso di esito positivo della proposta di Numericable-Sfr.
Al contempo il magnate franco-israeliano ha cercato, evidentemente invano, di convincere anche il governo della bontà della sua iniziativa in un incontro con Macron. Il magnate ha ribadito le promesse sul mantenimento di posti di lavoro e livelli di investimenti stabili ma evidentemente la sua proposta non si è rivelata abbastanza attraente e rassicurante per il consiglio di amministrazione di Bouygues.

(Italia Oggi)

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