Stop a utilizzo selvaggio droni, servono regole comuni Ue

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DRONI (di Patrizia Antonini, try Ansa)  Stop ad un utilizzo selvaggio dei droni in Europa. Bruxelles punta su un quadro di regole comuni che offra opportunità di sviluppo all’industria dei velivoli senza pilota per uso civile, illness ma con precise salvaguardie su sicurezza, privacy e inquinamento acustico. Il commissario Ue ai Trasporti, l’ingegnere sloveno Violeta Bulc, in vista della prima conferenza europea sui droni, in programma a Riga mercoledì e giovedì, organizza una sessione al campo di volo militare di Goetsenhoven per valutare in prima persona i vari modelli in commercio e parlare con i produttori.

Dalla flying cam, vincitrice di un premio Oscar per i risultati tecnici, al Gatewing utilizzato soprattutto per i servizi di mappatura del territorio, alla tecnologia Septentrio, impiegata nel settore agricolo, i modelli e le funzioni sono molteplici e numerose le potenzialità, che in Ue promettono 150mila nuovi posti di lavoro nella sola industria manifatturiera, entro il 2050. Per questo il commissario avverte: “i droni non sono un pericolo”.

Ma “è nuova tecnologia che deve essere gestita in modo responsabile”. Questo è “il vero nocciolo della questione”. Così, di fronte ai ripetuti sorvoli di droni su Parigi della scorsa settimana, Bulc invoca “regole comuni”. Intanto il dibattito sull’uso dei velivoli privi di pilota avrà un suo snodo centrale questa settimana nella conferenza di Riga: una due giorni organizzata in vista della presentazione del pacchetto aviazione Ue, un quadro di norme che l’esecutivo Juncker ha annunciato entro fine 2015. E la direttiva sui droni, ne rappresenta di certo uno dei capitoli più “caldi”.

“Crediamo che ci sia un enorme potenziale ma capiamo le preoccupazioni della gente”. E di fronte a queste esigenze la Commissione europea è in cerca di un equilibrio. “E’ necessario dare una risposta a livello europeo – evidenzia Bulc -. Ci sono già alcuni stati membri che stanno intraprendendo azioni, ma noi vogliamo mantenere un approccio singolo comune e che tutti siano con noi”.

Non si tratta di tracciare delle “limitazioni, ma di disegnare un quadro per un uso responsabile”, stando bene attenti anche a non cadere nell’errore di un’eccessiva regolamentazione: “anche questo è importante e non lo vogliamo”.

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