SALUZZI (PAOLA)

Share

CONFESSIONI-PAOLA SALUZZI
Io e Zaccaria? Quante bugie. Adesso vi racconto la verità
In Rai si dice che lei il prossimo anno sarà quello del boom. Nell’attesa, la conduttrice di “Uno mattina” risponde per la prima volta ai pettegolezzi sul suo (falso) flirt con l’ex presidente della Rai.

Venice 2001 - amfAR's Cinema Against Aids Benefit sponsored by Bulgari

di Cesare Lanza su “Sette”

Si sussurra,  negli ambienti Rai in Roma, che l’anno prossimo – per lei – sarà l’anno del suo boom. Starebbero maturando nuovi progetti, per lei.
Vero o no, Paola Saluzzi vive quel sentimento particolare che molte donne, di solito alla vigilia dei quarant’anni, conoscono bene: il desiderio sottile, ma preciso e imperioso, di dare una svolta alla propria vita, se possibile di decollare, comunque con l’esigenza di capire fino in fondo la propria identità e di valorizzarla, potando i difetti, esaltando le qualità… Un momento di inquietudine e di grazia, con la sensazione (Paola ha 38 anni, compiuti il 21 maggio) del tempo che corre e, d’ora in poi, non ti aspetterà più di tanto.
Mamma piemontese, papà – un ex generale – meridionale, nato in Lucania, ad Acerenza in provincia di Potenza. Un viso pulito da bambola (la figlia che tutti vorrebbero?), capelli rossi che più rosso non si può, segno astrologico toro, ascendente ariete, cuspide gemelli. “Sono preparatissima”, dice. “Nel mio programma televisivo, ho spesso al mio fianco Branko.”
– Dunque…
“Le stelle dicono che sono fortunata, violentemente testarda, amante del bello, anzi
della perfezione.”
– E, stelle a parte, Paola cosa dice di Paola?
“Non sono più buonista, come una volta. Sono una donna cosciente delle proprie risorse, ambiziosa. E felice.”
– Parola grossa, la felicità. Da dove arriva?
“Ho perso la coda, e il peso, di certi imbarazzi, delle recite formali…”
– Più chiaramente?
“ Avevo il desiderio candido, infantile, di essere sempre accettata. E di conseguenza anch’io accettavo tutto.”
– Sei ancora criptica.
“ A me invece sembra chiaro. O forse non è facile spiegare… Senti. Io sono nipote di un sommergibilista, Mario, un gigante alto due metri: ero innamorata dei suoi occhi azzurri, del suo forte carattere. Lui diceva sempre che, quando il sottomarino è in difficoltà, bisogna arrivare sul fondo zitti zitti, poi via con le macchine avanti tutta, e spingere, spingere anche mentalmente, con il cuore e l’anima.”
– E tu, a parte il sommergibile?
“Ti convincono che sei egoista, vanitosa… Ti calunniano… Arrivi al fondo!”
– E da dove, come è cominciata la risalita?
“Dalla decisione di dire basta al matrimonio. Da quando ho capito che il mio ex marito, gli ex amici remavano contro.”
– Contro cosa?
“Contro la mia indipendenza, la volontà di realizzarmi nel lavoro. Stavo
commettendo un errore gravissimo.”
– Quale?
“Era come se, assurdamente, volessi farmi perdonare il successo e la crescita, la
voglia di cercare il meglio.”
– Parlami di tuo marito.
“ Ho vissuto con lui undici anni. Un medico. Non voglio dire nulla di più, non
desidero fargli pubblicità. Anche perchè non dico mai bugie, neanche a me stessa.”
– E ora?
“ Ho scoperto il piacere di vivere da sola, libera dai falsi amici e da
sentimenti falsi o superficiali. Prima mi sentivo, e mi facevano sentire, come il brutto anatroccolo. Adesso mi sento cigno. Ho maggior rispetto verso me stessa.”
– Sento amarezza e risentimento…
“Amarezza certo. Il risentimento è un sentimento vendicativo, non mi appartiene.
Credimi, da un po’ di tempo sono una donna molto tranquilla, equilibrata.”
– Da quando ti sei separata, presumo. Da quanto tempo?”
“Di fatto, nel ’99. Con le carte del tribunale, nel 2000.”
– Ti piace vivere sola. Eppure sei una donna seduttiva, difficile immaginarti senza un compagno al fianco.
“Meglio sola che male accompagnata. E poi, se ci fosse qualcuno, non ne parlerei
pubblicamente.”
– E no, invece parliamone. Secondo un insistente gossip, in passato si è parlato di te come dell’amante o della compagna, o una semplice fiamma, dell’ex presidente della Rai, Roberto Zaccaria.
“Mi sembrava una cosa da ridere. Ho sottovalutato la cattiveria di molta gente.”
– Le frecciate erano frequenti, nell’ambiente.
“Emilio Fede me lo ha detto: sei bella e famosa, devi aspettarti anche questo.”
– Racconta: sarebbe la prima volta.
“Vero. Ho sottovalutato i giornali e alcuni giornalisti. Comunque, sono ed ero offesa: come si poteva attribuire a questa presunta relazione il mio lavoro? Sono pronta a mettere le dita negli occhi a chi fa queste insinuazioni.”
– Addirittura…
“Ho pagato la favola secondo cui dietro una donna di successo ci debba essere per forza un omone di potere.”
– Senti, perdonerai la brutalità. Ma dopo tanti ammiccamenti e pettegolezzi ti chiedo con chiarezza: quel flirt, o quella storia o come vuoi chiamarlo non importa, c’è stato o no?
“No. E’ stata una storia mancata perché dopo quattro figli maschi non ha voluto darmi la femmina…”
– Ma che diavolo dici?
“Permettimi di rispondere in modo paradossale, con un nonsense, all’assurdità di una invenzione che mi ha molto ferita, a suo tempo.”
– Com’è nata, l’invenzione?
“Siamo stati notati e fotografati, nell’ambito del lavoro, per un programma alla Versiliana, in occasione di uno show di Capodanno su Raiuno. Quante cattiverie!”
– A proposito, prima hai parlato di Fede con benevolenza. Eppure, ricordo battute caustiche…
“Sì, Mi attaccò in maniera durissima, diceva che ero in quota al presidente della Rai. Poi, durante un programma Mediaset, mi fece il baciamano e mi disse che gli dispiaceva. Un malinteso, Fede è un gentiluomo siciliano.”
– E lui, Zaccaria, come reagì?
“Lo rividi il 3 gennaio, nel suo ufficio. Gli dissi: cosa rispondiamo a queste porcherie?”
– E lui?
“Disse che non bisognava dare credito e basta. Che non bisognava buttare benzina sul fuoco.”
– E tu?
“Restai molto delusa.”
– Pensierino malizioso di qualcuno. Possibile che Zaccaria fosse, vanitosamente, un po’ compiaciuto?
“ Peggio per lui: erano chiacchiere prive di fondamento.”
– In definitiva?
“Ho sbagliato. Dovevo smentire in maniera dura, drastica.”
– Altro pensierino malizioso. Se il flirt, o la storia, eccetera eccetera, ci fosse stato, lo ammetteresti?
“Sì, lo direi. Non ho l’obbligo di portare la cintura di castità.”
– Il bello è che, all’epoca, tra alcune belle ragazze della Rai – si dice almeno così – esplosero perfino divertenti gelosie.
“A proposito della mia presunta relazione?”
– Sì.
“Ecco un aspetto davvero ridicolo. E un segno di scarsa solidarietà femminile.”
– Perdonerai l’insistenza. Zaccaria, all’epoca delle voci che ti riguardano, era legato ad altre?
“ Vuoi alludere a Monica Guerritore?”
– Sì. Anche.
“No, non avevo consapevolezza di niente. Le chiacchiere moleste su di me si verificarono molto tempo prima.”
– Parliamo del tuo lavoro?
“Ecco, è meglio. Potrei dirti che da Uno Mattina estate sono passata direttamente a Uno Mattina, l’unica conduttrice a lavorare 52 settimane. Ecco perché sono indignata. Libero ha pubblicato, insieme con altri, il mio contratto. 400 milioni l’anno, a fronte dei contratti miliardari di tanti altri. Consentimi di ironizzare: se fossi stata la favorita di un pezzo grosso dei vertici, me la sarei giocata, no?”
– Ti stai, di nuovo, riscaldando.
“Perché sono schifata. E la prossima volta picchio.”
– Non mi dire che sei aggressiva.
“Sì. Quando ero ragazzina, in una lite ho colpito il mio avversario con il tacco dello stivale sulla tibia.”
– Una Paola che non ti aspetti. Vocazione naturale?
“Credo. Ho una sorella amabile, gentile, femminile. Invece io ero una maschiaccia.”
– Se ti arrabbi, picchi. E se ti innamori?
“Sono tenera. Ma non sono facile agli innamoramenti.”
– Perché?
“Sono romantica, ma anche autonoma. Sono un gatto. Se voglio, mi do in modo totale, ma decido io, e voglio trovarmi in piena autonomia, mentale ed economica.”
– E, amore a parte, per far l’amore?
“Semplice: ho bisogno di innamorarmi. Deve venirmi la pelle d’oca. E non mi basta un modello, un personaggio symbol della bellezza, per farmi venire la pelle d’oca. Ho bisogno di fantasia.”
– Nei tuoi undici anni di matrimonio sei stata sempre fedele?
“Assolutamente sì.”
– E lui?
“Preferisco non rispondere.”
– E dopo la separazione?
“Mah.. Qualcosa.”
– Titubante.
“Non mi favorisce la voglia di indipendenza.”
– Ti auguri un colpo di fulmine? Ci credi?
“Una volta ci credevo. Vorrei riprovarlo!”
– Cosa ti attira, di un uomo?
“La mente. Uno che mi prenda con l’intelligenza.”
– E se ti piace una preda cerchi di prenderla?
“Certo. Cerco, sì. Mai rubare l’uomo di un’altra, però.”
– Cosa ti piace del tuo corpo?
“Ricevo complimenti per il fondoschiena: un marchio di famiglia. Mi piace il mio viso: naso, occhi e bocca. E amo anche le mie gambe: tornite, secondo l’espressione usata da un mio amico.”
– E questa tua strana voce, atipica? Stupenda secondo alcuni, insopportabile secondo altri.”
“ A me sembra piacevole, sexy. Beppe Severgnini dice che è splendida,
negli Stati Uniti sarebbe definita husky voice: certi attori cercano di fumare tanto, non so se mi spiego, per arrochirsi, avere una voce sexy…”
– … una voce adatta per fare l’amore al telefono, ha scritto qualcun altro. Mai fatto?
“Che discorsi. Certo che sì. Povero chi non l’ha fatto.”
– In amore è permesso tutto?
“Se è vero amore, sì. Sono totale, passionale.”
– Guidi o ti fai guidare?
“Tutto: voglio cedere, conquistare ed essere conquistata.”
– La tua immagine: dolce, perfettina, mite, buona, graziosa. Ti riconosci? Un po’ simile a un altro personaggio televisivo, di Mediaset, Cristina Parodi.”
“ Un poco, pochino. Forse lei è così. Io sono diversa.”
– Cioè?
“Penso di avere una fantasia enorme. Sono creativa, pronta a trasformarmi.”
– Come? Non sei freddina?
“Ridicolo. Sempre pronta ad accendermi.
– E cosa ti accende?
“La fantasia. E la sensibilità condivisa: se guardo un tramonto, e mi commuovo,
voglio che lui si commuova con me.”
– Faresti fotografie di nudo totale?
“No, mai. Tranne che…
– Tranne che…?
“ Non voglio essere moralista: il mondo non si ferma per un nudo. Quanto a me, farei un servizio fotografico nuda solo in un caso: per un calendario, insieme con colleghe disponibili come me, per testimoniare contro le violenze alle donne. Un manifesto, un documento.”
– Politicamente corretta, insomma. Riecco la Paola perfettina, anche al momento di spogliarsi.”
“ Perfettina o no, sono così, corretta verso me stessa.”

13-6-02

Be the first to comment on "SALUZZI (PAOLA)"

Leave a comment

Share
Share