ORLANDO (STEFANIA)

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Finta oca, furba matricolata,  fatalona. Che tradotto vuol dire testarda, determinata, calcolatrice. Ma con Capital Stefania Orlando gioca a carte scoperte. Svela la sua passione per il sesso in auto. Gli amori quasi segreti le fantasie erotiche (mettere sotto un uomo con un’amica). E, incredibile ma vero la ricetta per restare casta…

di Cesare Lanza su “Capital”

Prima di prendere un appuntamento per l’intervista, le avevo chiesto di prepararsi a rispondere a qualsiasi domanda, a parlare di sé senza complessi né pudori.
Ora che siamo di fronte, in un ufficiotto del suo procuratore Fernando Capecchi, che ci ha lasciati soli con amabile discrezione, è difficile staccare gli occhi da ciò che emerge dalla sua profonda scollatura. Sembra un po’ la pupa di quegli indimenticabili film gialli di una volta, in cui il cattivo era un vero e riconoscibile gangster, il buono con altrettanta chiarezza era un poliziotto o un detective privato sempre un po’ tonto ma sempre generoso, e in mezzo c’era la fascinosa pupa, fatalona, abito aderente, finta oca, furba matricolata, maltrattata dal gangster, corteggiata e portata in salvo dal detective.
Si chiama Stefania Orlando, nata a Roma da genitori pugliesi, 33 anni, bionda, un corpo statuario caratterizzato da forme e curve esplosive, segno astrologico capricorno con ascendente sagittario: oggetto indiscutibile dei desideri maschili, in tivu. Quest’anno rifarà “I fatti vostri” di Michele Guardì, con una parte ampliata rispetto alle stagioni precedenti, insieme con Gigi Sabani e Paola Saluzzi. Dicono che sarà l’anno decisivo, per il suo decollo.
Forse si è preparata, forse no: comunque scioglie subito la lingua e quasi faccio fatica, a frenarla.
“Il mio segno astrologico dice tutto. Sono caparbia. Testarda. Determinata. E calcolatrice quanto è giusto. Riesco a essere anche accomodante, garbata. E la mia sessualità, se questo è il punto, è complicata. Posso essere molto fredda o molto calda. Posso apparire frigida e di colpo trasformarmi…”
– Ovviamente, penso che starà per dirmi che tutto dipende dal partner.
“Ovviamente. E ne sono rimasti così pochi, di partner giusti, di maschi veri! Sarà che una volta era un problema e oggi non più, ma appena volti gli occhi vedi omosessuali e bisessuali. Niente in contrario, eh. Ma una donna vera ha bisogno di un uomo vero, eh! Non so se mi spiego.”
– Si spiega, sì. Il concetto sembra chiaro.
“Bravo. Io, per di più, sono attratta dagli uomini più adulti. Da 50 anni in su.”
– Perché?
“Non mi sono mai analizzata, per capire questa predisposizione. Ma è così. Forse perché la donna nasce adulta, nasce madre, mentalmente e fisicamente si sviluppa prima. I miei coetanei cercano la mamma. Gli uomini adulti cercano la donna.”
– E così lei preferisce gli uomini adulti.
“Sì. Stabilisco una sintonia immediata. Un feeling, capisce, un feeling.Mi accendo.”
– E come avviene l’accensione?
“I giovani fanno complimenti stupidi, ripetitivi, come ne ho sentiti a migliaia… Un uomo adulto invece sa come entrarti nella mente. E non è facile, mi creda. Sono complicata. Vorrei dominare, ma in realtà sono veramente conquistata solo quando sento di essere dominata…. Se uno ci riesce. Un ragazzo non ci riesce.”
– Come? Faccia un esempio.
“Mi piace sentirmi proporre ciò che non ho mai fatto. Mi piace che lui prenda l’iniziativa. Certo io non sto immobile, ma se il mio corteggiatore aspetta che sia io a fare il primo passo, possiamo aspettare di arrivare a Natale, e poi anche a Pasqua, e non si combina nulla, eh, eh! E’ chiaro?”
– Chiaro. E cosa cede prima, il corpo o la mente?
“Si parte sempre dalla mente. E può bastare una frase, un modo di dire. Con franchezza. Ecco: la franchezza è importante. Una franca decisione è importante. A tavola e a letto, come dice il proverbio, non si porta rispetto.”
– E lei cosa ama, in particolare?
“Essere stupita. Trovarmi di fronte a qualcosa di imprevedibile.”
– Ma se le piace un uomo, non prova a prenderselo?
“ Provo, sì, che discorsi. Ma con discrezione. Con uno sguardo: se capisce,
capisce.”
– E non le è successo di fare l’amore con qualcuno appena conosciuto?
“Mi scusi, che vuol dire appena conosciuto?”
– Il primo giorno. La prima volta.
“Il primo giorno no.”
– Il secondo, il terzo?
“Il secondo giorno, sì. Perché qualche ora per conoscersi è indispensabile. Non voglio fare la preziosa. Ma uno o due giorni ci vogliono tutti. Sono insicura, spesso.”
– E in un giorno o due raggiunge la sicurezza?
“Sì, in un giorno o due si può capire molto, di un uomo?”
– E la prima volta, a prima vista, mai?
“Uffa. E vabbè, mi arrendo. Una volta mi è successo, sì, ma è stata proprio una gran bella e forte delusione.”
– Con chi?
“Non posso certo dirle il nome. Era un calciatore, uno dei campioni del mondo del 1982, della Nazionale famosa che vinse in Spagna.”
– Quando? E come andò?
“Lo conobbi a Milano, era il 1993, durante una convention. Avevamo la sera libera
e finimmo subito a letto. Mi dava emozione averlo conosciuto, era un campione famoso.”
– Tuttavia fu una delusione. Non si rivelò un campione del mondo, a letto.
“Proprio così.”
– Diciamo: in quel senso lì, uno da eliminazione nei gironi eliminatori, uno da
Corea?
“Eh, eh: lei vuole scherzare, ma è la verità. Forse perché era uno che si amava tanto, era vanitoso, si sentiva bello e importante. Egocentrico. Un Apollo che si beava della sua notorietà. Se lo avessi frequentato anche solo un paio di giorni, avrei capito che tipo di personaggio era. E non avrei fatto l’amore con lui.”
– Un Apollo… Non è difficile capire chi fosse.
“Io non lo dico. Per riguardo verso di lui. Chissà, forse non gradirebbe.”
– Bene. Eliminato. Piacerebbe capire però, secondo lei, come dovrebbe comportarsi un partner ideale, per vincere il campionato del mondo. Dev’essere energico o coccoloso?
“Ho bisogno di sentire subito qualcosa di forte. Niente atteggiamenti melensi, per carità. Le coccole lasciamole al di fuori del letto, prima o dopo. Ho bisogno di essere presa in un certo modo, sentirmi anche un po’ strapazzata… Non so se è chiaro.”
– Sembra chiaro. Ma se vuole approfondire…
“Mai nello stesso posto, mai nello stesso modo. Insomma, non so se mi capisce, mi piace cambiare.”
– Capisco.
“Cambiare casa, letto e città. Stravaganze? No, nessuna stravaganza. Amo
anch’io le mie comodità. Non vado alla ricerca di posti strani. Ecco: mi piace però molto farlo in macchina, chi non l’ha mai fatto in macchina? L’auto non dà molto spazio, rispetto a un buon letto, però c’è quell’emozione lì…”
– Quale emozione?
“Ma insomma! Lei fa finta di non capire. Il brivido! Il rischio di essere scoperti.”
– Dunque lei ama il rischio.
“E come, no! Ricordo di averlo fatto una volta alle tre del pomeriggio a Villa Pamphili, dietro un cespuglio. Morivamo dalla voglia.”
– Quando è successo?
“Due anni fa. Ero col mio ragazzo e abbiamo rischiato grosso, ma mi creda: proprio non potevamo resistere. Se fossimo stati scoperti, era la fine della mia carriera.”
– Chissà. Comunque, se capisco bene, mi sta dicendo: se e quando viene voglia, si fa.
“Si fa, sì. Odio le ipocrisie.”
– Anche dietro un cespuglio. Oppure anche a cinema, faccio per dire.
“No. A cinema no. Ci vado poco.”
– Al ristorante?
“Mai successo. Ma in discoteca sì. Forse perché ero fidanzata con il direttore della sala, all’epoca.
– Torniamo all’accensione del desiderio. Cosa è più eccitante, per lei?
“Può bastarmi uno sguardo. Oppure le parole! Le parole sono eccitanti. Fantasie.
Progetti. Non è necessario che siano cose verosimili, destinate a realizzarsi. Ma sentirmi dire all’orecchio qualche bel sogno…”
– Fantasticherie erotiche, se ho capito bene.
“Positivo.”
– E che cosa di lei, a suo parere, piace di più agli uomini?
“Non so. In fondo sono una ex insicura. E non mi sono mai sentita particolarmente
bella. Non certo una strafiga, come sento dire di me, volgarmente.”
– Prima, ha parlato di linguaggio degli occhi…
“Certo. Riesco a essere molto esplicita, con uno sguardo, se voglio. Non mi nascondo. Non uso tattiche.”
– E lui cosa deve fare, per piacerle?
“Niente stupidaggini né banalità: anche per lui può bastare una frase, una battuta, per uscire dal gregge.”
– Lei è single, oggi, non è vero?
“Sì. Scriva così, per favore: felicemente single.”
– Mi faccia un identikit dell’uomo che può conquistarla.
“ Come ho detto, dev’essere più anziano di me di almeno di vent’anni. Deve avere, come si dice, una posizione: dev’essere “più” di me. Dev’essere stimato. Aperto. Geloso, ma mai possessivo o, peggio, ossessivo, soffocante. Deve saper insegnarmi qualcosa, anche sul piano culturale. Non deve cercare in me la mamma.”
– Potrebbe innamorarsi di due uomini contemporaneamente?
“Mai successo.”
– E’ attratta dalle donne?
“Mai successo. Però le fantasie sessuali con donne protagoniste mi piacciono. Il corpo femminile è più bello di quello maschile. Mi piace immaginare, non fare.”
– Le capita di fare sogni scabrosi?
“Penso che a tutte le donne sia capitato qualche volta di sognare, o immaginare, di essere possedute da più uomini, contemporaneamente. E’ normale.”
– Quale pensiero è più eccitante: fare l’amore sola, unica donna, con più uomini o trovarsi con un’altra donna, o altre donne, e un uomo solo?
“La seconda che ha detto! Forse perché mi diverte l’idea di poter dominare il maschio: metterlo sotto, con la collaborazione di un’altra donna.”
– A parte le fantasticherie, però, lei mi ha detto che è single da un po’ di tempo.
Ed esprime una sensualità sana, irruente…
“Grazie.”
– Le chiedo: come fa? Si concede piccole avventure? Relazioni saltuarie?
“ Mi sta chiedendo come faccio a mantenermi casta?”
– Sì.
“Faccio molto sport. Corro. Ginnastica. Palestra. Mi concentro sul lavoro. Ma sono pronta a innamorarmi e fare l’amore anche subito, oggi o domani. Certo non mi fidanzo a casaccio, solo per evitare di stare sola. Non più. Una volta sì, avevo paura di stare sola.
Oggi mi bastano Jacqueline, Cosimo e Schizzo.”
– E chi sono mai?
“I miei tre cagnolini. Meglio tre cani che sembrano quasi umani piuttosto che un uomo incapace di darti l’affetto e la sicurezza che ti sa dare un cane…”
– Tre cani.
“E’ vero: addirittura, per me, i cani sono tre.”
– Posso farle un’ultima domanda indiscreta?
“Ormai…”
– Quale rapporto lei ha col nudo, col pudore? Perché è spesso seminuda?
“Seminuda? Se potessi, io sarei sempre del tutto nuda. I vestiti, mi creda, sono una gran bella scomodità. Fin da ragazzina facevo arrabbiare la mamma, mi spogliavo appena potevo. E poi, dica le verità: sono più bella nuda, o no?”
– Dico la verità: non posso darle torto.
“E’ chiaro che io non ho alcun tabù verso il nudo. Voglio dire: se appena posso permettermi di non portare le mutande, non le porto. Mi danno fastidio.”
– Mi sta dicendo che è anche un modo per facilitare le cose?
“Ma no, che cosa sta pensando? Sono un fastidio, ecco tutto. Un ingombro.”
– Viva la sincerità. E tuttavia una mia intervistata, Susanna Torretta, mi disse una volta che le mutande sono obbligatorie per una donna: se non altro per farsele toglierle.
“Ha ragione! Con quello scopo lì, certamente ha ragione, a indossarle. Caro mio, lei non può neanche immaginare quale bella lingerie indosso, se vado a un appuntamento amoroso. Se sapesse…”
– Non so, ahimè. Ma posso immaginare. Sono certo che molti lettori potranno immaginare e fantasticare.
“Bravo. La fantasia, la fantasia! La fantasia è la chiave di tutto.”

agosto 02

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