MESSAGGIO (SUSANNA)

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Belle con l’anima/ Indovina chi sono

Ha 40 anni e due lauree. Lavora anche in tv,  ma le interessa la carriera universitaria. Degli uomini non vuol fare la mamma, i suoi bambini sono la sua passione. Affascinante,dominatrice, è un impresa conquistarla. Cosi non l’avete mai vista. Leggete per scoprire chi è questa seduttrice in versione dark lady.

 

Susanna Messaggio protagonista di “Capital” del febbraio 2003

(di Cesare Lanza per Capital, febbraio 2003) Quante volte abbiamo sentito quello stupido modo di dire: meglio un’oca giuliva, bella e formosa, o una donna, diciamo così, non bella, ma intelligente, colta e raffinata? Come se intelligenza e bellezza non potessero andare d’accordo. Ed ecco qui di fronte a me, nella sua bellissima casa di Milano a fianco della Fiera, una smagliante prova vivente, Susanna Messaggio. 40 anni a fine gennaio, sex symbol coinvolgente: mi fa vedere in anteprima le foto (quelle su Capital, qui a fianco, e altre non pubblicate, grazie per il privilegio, Susanna). Nonostante i capelli bianchi, avverto un rimescolìo nel sangue.
Giudicate voi, comunque, sul fronte fisico. Quanto ai requisiti culturali, ricordo sommessamente che la signora Messaggio, sì, proprio la bambola perfetta che vi sorride allusivamente in queste pagine, ha due lauree (una in psicopedagogia, l’altra in lingue e letteratura straniere, come germanista: tutte e due 110 con lode), non vuol farlo sapere ma ha già passato dieci esami per prenderne una terza in tutt’altro settore, è appassionata di storia dell’arte, dedica alcune ore del giorno metodicamente allo studio e alla lettura.
“Tutto bene? Vuoi bere qualcosa?” mi chiede maliziosamente. Si sarà accorta del mio rimescolìo di sangue?

Vado al contrattacco.
Mettiamola così. Spunta un demone e ti dice: devi rinunciare, subito, alla bellezza o all’intelligenza. Cosa scegli?
“La bellezza se ne va comunque, a poco a poco. Sono più affezionata all’intelligenza. E, con un po’ di cervello, il fascino resiste.”

Mettiamola ancora così. Vuoi conquistare un uomo che ti piace. Punti di più sulle risorse fisiche o intellettuali?
“Parte sempre tutto dalla mente. Ma la seduzione è un congegno sottile, complicato. ”

Sei a un ricevimento, c’è un uomo che ti piace. Come fai, per agganciarlo?
“Basta uno sguardo.”

E se non capisce?
“Capisce, capisce.”

Diciamo che è distratto.
“Non prendo l’iniziativa. Se non raccoglie, peggio per lui: non sa che cosa perde.”

Che cosa perde?
“Una donna poliedrica.”

Prova a definirla, questa donna poliedrica.
“Dinamica, socievole. Però anche un po’ introversa, riservata. Con voglia di sapere, credo di non sapere mai abbastanza. Soddisfatto?”

No. Se è tutto qui, rinuncerei senza rimpianti.
“Allora aggiungo che vivo di energia. Mi piacciono le forti emozioni. E sono molto passionale. Va meglio?”

Sì. Ma cosa vuol dire, passionale?
“Se ne vale la pena, so dare tutta me stessa. Giocando, intrigando: ad esempio,con la gelosia.”

Sei gelosa o provochi gelosia?
“L’uno e l’altro. Sono molto gelosa. Senza scenate.”

E allora cosa?
“Faccio pagare gli sgarbi. Hai presente il quadro di Giuditta con la testa mozzata di Oloferne?”

Si. Mamma mia!
“Beh, si può far perdere la testa a un uomo, in mille modi.”

Con perfide vendette, tipo occhio per occhio?
“No. Anzi, posso anche perdonare. Ma mai dimenticare. Comunque, quanto alla gelosia, mi piace anche provocarla, stuzzicarla. Con le parole, per gioco…”

Un esempio.
“Dire a lui, a cena, chiacchierando, cosa farei con un altro che mi piace… Creare eccitazione. Forse anche per masochismo, anche solo a parole.”

Parole, parole… Parli, facendo l’amore?
“Certo!”
Per indicazioni tecniche?
“Anche. Ma, soprattutto, fantasie. Immagino che io sia questa o quella, un’altra, e lui un altro. Situazioni, ruoli diversi, impossibili…”

Scorciatoie per arrivare all’eccitazione?
“Non solo parole. Punto anche sui travestimenti.”

Sono tutt’orecchi.
“Irresistibile il camice bianco. A condizione di avere, sotto, una lingerie adeguata.”

Tanga?
“Naturalmente. Ma anche altre mille invenzioni: come in questi giorni, tempo di carnevale. Punto cruciale: non annoiare mai. Essere tante donne diverse, suscitare emozioni, stimoli nuovi.”

Ho capito: tutto questo, per appagare lui, non annoiarlo. E per appagare te?
“Il godimento è reciproco.”
Donna schiava o dominante?
“Sempre dominante, voglio condurre il gioco.”
Mai trovato uno che vendichi la nostra sottomessa categoria, che ti abbia schiavizzato un po’?
“No. Magari, però!”
Hai mai preso un uomo, appena conosciuto?
“Lo stesso giorno? Mai. Alcuni giorni di annusamento sono indispensabili.
Adesso i tempi sono più lunghi, la maturità mi rende riflessiva.”

Per paura?
“Macchè. E’ la mente che non va più in quel senso. Forse, sono capricci che mi sono già tolta. Non c’è più quella eccitazione. Prima, la parte carnale di me era più istintiva, aveva il sopravvento.”

E come dev’essere un uomo, per conquistarti?
“Il fisico non ha importanza. Ma deve avere begli occhi, uno sguardo
intelligente: questo è essenziale.”

Da spogliarti al primo sguardo?
“Devo avvertire la sua voglia. Fondamentale la complicità. E poi dev’essere colto,capace di intrattenermi, spiegarmi le cose. Coetaneo o più anziano. Mai stata con uno più giovane.”

C’è un personaggio del cinema o della letteratura che ti sciolga, al solo pensiero?
“Non mi viene in mente. Ma c’è un libro di Italo Calvino, “Gli amori difficili”, che consiglio a chi voglia conquistarmi.”

Sei una conquista difficile?
“Sì. Sono esigente.”

E una volta conquistata? Fedele o trasgressiva?
“Fedele. Trasgressiva con il mio uomo.”

Ricordi la tua prima volta?
“Non sono stata precoce, rispetto alle mie amiche. Mi sentivo lenta,
goffa. Ero curiosa, volevo spingermi oltre, ma non sapevo come, dove, quando.”

Esperienza deludente?
“Confusa. Niente a che fare con i piaceri dannunziani o con le emozioni che immaginavo.”

Con rispetto della privacy, vorrei ora collocare i tuoi partner all’interno di questa conversazione.
“Quanto ti esprimi in modo carino! In realtà, vuoi solo farmi cantare sui miei grandi amori.”

Niente che tu non voglia dire.
“Sono stata sposata dodici anni con Massimo Bergia Zina, un dirigente televisivo. Abbiamo una figlia, Martina, che ora ha sette anni. Ci siamo lasciati per motivi caratteriali.”

Che vuol dire?
“Immaturità sua, riconosciuta. Lui ha capito di aver sbagliato, e del resto avevo sbagliato anch’io: non si poteva più recuperare. Siamo separati da tre anni. Il rapporto è ottimo adesso, ho stima di lui: riusciamo a capirci di più.”

E ora chi c’è?
“Da tre anni, un altro compagno.”

Del tuo ambiente?
“Nessuno mai del mio ambiente.”

Puoi fare il nome, sui giornali è uscito.
“ Si chiama Carlo Di Blasi: ex avvocato, ora organizzatore di eventi.”
Qual è la chiave del legame?
“E’ una persona vera. Mi fa ridere. E’ colto, mi riempie la vita. E non è cosa
semplice: ti ho già detto che sono molto esigente. Lui dice che io sono il suo primo lavoro.”
Hai detto che tuo marito aveva sbagliato. Traduzione, ti aveva tradito.
“Ha sbagliato lui, ho sbagliato io… Io ignara di lui e lui ignaro di me. Poi è arrivato il momento della verità. Con sofferenze inevitabili. E ho capito che mancava la fiducia, non ci credevo più.”

Qual la principale trappola, in un matrimonio?
“Quando l’uomo tende a trasformare la donna in una mamma. Lui, adesso, il mio ex marito, è mio figlio. Ma non può più essere mio marito. Anche se ogni tanto mi chiede se possiamo tornare indietro.”

E cosa fa una donna, quando si accorge di essere diventata la mamma di suo marito?
“E’ frustrante. Ci si incarta su se stesse, o si cerca di essere femmina altrove, spesso sbagliando, per l’ansia, la fretta.”

Il sesso in crisi è la spia di un rapporto che non funziona più?
“Sì.”
Dunque è impossibile un buon rapporto amoroso, un legame resistente al di là del sesso?
“No. E’ possibile. La storia e l’attualità ci offrono molti esempi famosi, chiacchierati. Ma ci vuole grande intelligenza, direi anche cultura, esperienza: saper accettare la presenza di altro.”

Altre trappole del matrimonio?
“La quotidianità, la convivenza. Meglio, se si può, avere due case. Insieme tutto diventa scontato, quando uno torna a casa e dice: dobbiamo proprio uscire, non è meglio guardare un po’ di tivu?”

Le novità sono indispensabili?
“Sempre.”

Ci sono luoghi preferibili, per l’amore?
“Non è importante il luogo, ma l’atmosfera che si crea. Comunque, crescendo, io preferisco sempre di più le comodità.”

E quando eri disponibile anche alle scomodità, qual è stato il luogo più insolito?
“Il cofano della macchina, una volta. Da ragazza. Proprio non si poteva aspettare. Esuberanze giovanili, sono certa che ora non mi piacerebbe più.”
Non ci credo.
“Preferisco luoghi caldi e confortevoli.”

Una domanda volgare: quanti uomini hai avuto?
“Non è fine chiederlo, ancor meno rispondere. Ti dico che quelli che ho avuto, li ho voluti tutti. Li ho desiderati. Perché faccio l’amore solo se desidero farlo. Forse nel mio ambiente non sempre è così. E tutti mi hanno ricambiato. Tranne uno, che mi detesta, forse mi odia: voleva altro da me. Ha cercato di comprarmi per tenermi, ma non era possibile.”

Un personaggio famoso, importante?
“No. Importante per me, sì. Non ho mai avuto relazioni con personaggi famosi.”

Sei ambiziosa?
“Sì. Ma non per il mondo dello spettacolo. Per la carriera universitaria. E non mi hai chiesto nulla, su questo.”

E’ un rimprovero?
“No.”

Allora di università parleremo un’altra volta e oggi vado avanti, alla scoperta della tua sensualità. Prima, quando parlavi del cofano dell’auto…
“Sì?”

Pensavo: ti piacciono i rapporti forti, immediati?
“Al contrario. I preliminari mi sono indispensabili. Adoro la lentezza. E non solo quando faccio l’amore. Conoscevo il mio compagno di oggi, da dieci anni: l’uomo più lento che abbia conosciuto. Mi ha amato in segreto, per anni e anni. I rapporti segreti sono coinvolgenti. Ho scoperto di piacere, senza saperlo, anche a tante donne.”

Ehilà. Cosa stai per confidarmi ancora?
“Nulla. Piaccio alle donne. Ma mai neanche un flirt.”

Tentazioni?
“Moltissime avances: anche da persone insospettabili, imprevedibili:
donne famose, di cui non immaginavo questa inclinazione.”

Un nome, almeno.
“No. Ma posso confidarti che una mia corteggiatrice, per convincermi, mi ha subito detto che mi avrebbe concesso il ruolo del maschio. Per il mio carattere dominante.”

E tu?
“Per ora ho sempre glissato: fantasie, solo fantasie. Ma c’è sempre tempo.”

cesare@lamescolanza.com

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