INGERMAN (RANDI)

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RANDI PER 12

NIENTE SCAPPATELLE, NIENTE GOSSIP. UNICA PASSIONE DICHIARATA PER IL MARITO LUCA, CANTANTE DEI ROCKETS. SI , MA IL NUDO? GIUSTIFICATO, E’ MENO SCANDALOSO DI UN FILM CON TINTO BRASS.RANDI INGERMAN COME NON L’AVETE MAI VISTA. MESE PER MESE, PER TUTTO IL CAMPIONATO DI CALCIO

randi

di Cesare Lanza ” Capital”

Ecco (finalmente?) una novità. Ho intervistato negli ultimi anni le più belle donne dello star system e ho raccolto diligentemente, più che maliziosamente, le loro confidenze scabrose, e tante imprevedibili fantasie, parlando spesso di sesso e qualche volta anche di amore. Poi, nella più torrida giornata di questa torrida estate, ho incontrato Randy Ingermann e mi sono trovato di fronte a una donna divertente, libera di mente, intrigante, ma – ohibò – assolutamente felice con il suo uomo, e fedele, senza grilli per la testa come dicevano le mamme di una volta, senza rivelazioni eccitanti da riservare al mio taccuino. Se siete già delusi, potete smettere di leggere qui e riservarvi di buttarvi direttamente sulle immagini, quelle sì immediatamente stuzzicose, del calendario che Randy ha realizzato per Capital. Se, invece, l’anacronistica anomalia sentimentale della signora Ingermann vi incuriosisce comunque, andate avanti… E alla fine, presumo, invidierete suo marito, Luca, l’ex popolare cantante dei Rockers, a cui Randy è legata da undici anni (oggi, è anche il suo manager).
Qualche timore, qualche ansia, prima di accettare le pose per il calendario?
“E perché mai? Ho ricevuto questa proposta, mi è sembrata divertente. Nessun problema: anche per la mia età. Ho trentacinque anni, ho un ottimo rapporto con il mio corpo… E le foto, come chiunque potrà valutare, sono eleganti, senza la minima volgarità. Il nudo è giustificato. Non vedo margini per uno scandalo. Che so: una proposta di partecipazione a un film di Tinto Brass, con tutto il rispetto per il bravo e famoso regista, mi avrebbe provocato qualche dubbio. Il calendario, no.”
Vorrei sottoporti subito a un giochino abituale di queste interviste. Prova a
descriverti con qualche aggettivo. Come ti vedi?
“Peperina!”
Peperina?!
“ Sì, un’espressione italiana – in inglese l’equivalente non c’è – che mi piace
molto e dice tutto di me. Ho sempre un pizzico di pepe addosso. E poi sono materna e mi piace coccolare, ma anche ragazzina ed essere coccolata. Sono sincera, spontanea, disponibile a giocare. E pronta a parlare, a dire la mia, a volte esprimendo opinioni forti. Abituata, anzi educata a dire la verità! Anche se negli ultimi tempi ho imparato, in Italia, a comportarmi in modo un po’ più diplomatico. In America siamo più diretti, arriviamo subito al punto, con franchezza che può apparire rudezza.”
Chiacchierando, ho notato che fai di frequente riferimenti alla tua età.
C’è qualche problema?
“Nessuno. La mia età mia sta benissimo e dunque ne parlo senza complessi. Mi
sento mille volte più bella che a vent’anni. Più donna. Mi sento bene dentro la mia pelle. Capisci?”
Credo di sì.
“Mi sento più sicura, voglio dire. E che m’importa se a vent’anni magari le tette
stavano un po’ più su e però ero insicura di testa?”
Capisco.
“Sono le esperienze che ti formano. E le sofferenze. Io ho avuto una grande
sofferenza per la morte precoce, a 55 anni, di mio padre Sam. Otto anni fa a Philadelfia, la mia città. Una tragedia, per un errore medico. Mio padre aveva avuto un brutto infarto e un medico indiano, bravissimo, lo aveva salvato. Poi qualche giorno dopo ebbe un secondo infarto e un errore ospedaliero lo ha, invece, perduto. E’ stato un dolore immenso. Ne sono uscita per l’attaccamento al lavoro e per la vicinanza assidua, quotidiana, paziente, instancabile, di mio marito.”
Cosa pensi, sinceramente, del tuo rapporto con il nostro Paese?
“Sento che mi volete bene. Uomini e donne, lo dico senza presunzione! Mi vedete come la ragazza della porta accanto… Siete carini, affettuosi, simpatici. E io in Italia ci sto benissimo. Anche se in America, forse, avrei qualche opportunità professionale in più.”
Qual è il valore fondamentale, per te?
“La famiglia. Perché la carriera può andare su e giù, accade a tutti. Faccio le mie
scelte, non mi interessa il consenso degli altri, rischio e pago: tento di stare bene con me stessa. La famiglia invece dev’essere una linea dritta, costante: un riferimento stabile.”
E allora dammi altri aggettivi, per descriverti nella vita familiare. E nella vita con tuo marito. Un matrimonio che forse ha un record di durata, per l’inquieto mondo dello spettacolo almeno.
“Sono passionale, sensuale, rompiballe. E fedelissima. Intensa. Possessiva!”
Gelosa? A proposito, qual è il tuo segno astrologico?
“ Scorpione. Sono possessiva, più che gelosa. Anche da ragazzina lo ero, con le amiche. Fin dall’asilo. Stabilivo chi poteva giocare con me e chi, per qualche motivo, no.”
Prepotente…
“Macchè. Sensibile. Dolcissima. Con un sogno…”
Un figlio.
“Sì. Voglio, finalmente, diventare mamma. Tre gravidanze non sono andate oltre i
due mesi, e puoi immaginare il mio dolore. Sono quelle sofferenze, come ti dicevo prima, che ti formano e ti inducono a interrogarti sul vero senso della vita. Ho commesso probabilmente qualche errore, esagerando con il lavoro. Ma ora ci riproverò e ce la farò. Mi sento serena, grazie a Dio, e decisa a realizzare ciò che voglio, con la massima attenzione per la mia salute e quella del bimbo che verrà.”
Vorrei insistere, ora, sul rapporto d’acciaio con tuo marito.
“Sono meravigliata per la tua meraviglia. Come se ci fosse qualche problema a volersi bene per tanto tempo. Anzi: per tutta la vita!”
Beh. Non è, come dire?, frequente.
“A questo siamo dunque arrivati: a stupirci che un matrimonio possa durare, fondato sull’amore.”
Ok. Lasciamo da parte lo stupore. Com’è cominciata?
“Io penso semplicemente che la mia sia una storia come tante, in cui molte coppie possono riconoscersi. Con Luca ci siamo conosciuti ad una festa, ed è stato quasi un colpo di fulmine. Io facevo la modella, di bei ragazzi ne ho conosciuti tanti… Ma quell’istinto quasi animalesco, che fa scattare un’attrazione, è una sensazione diversa…
E con Luca ho sentito scoppiare i fuochi di artificio. Abbiamo capito presto che eravamo innamoratissimi.”
E prima dei fuochi di artificio?
“Curiosissimo! Non ci sono grandi rivelazioni da fare…”
E dunque…
“Sono stata fidanzata con un ragazzo danese, un modello, per cinque anni: un ragazzo dolce, forse fin troppo dolce! Che dire? Due lunghe storielle. Non sono mai stata il tipo di ragazza seduttrice, tipo mordi e fuggi, se e lì che vuoi arrivare. Prima di conoscere Luca avevo vissuto due anni da single, ma non mi è mai successo di fare l’amore a prima vista, con nessuno. Ho bisogno di tempo. E non mi va di essere pressata. Anche con Luca: si capiva da subito, come ti ho detto, che tra di noi stava succedendo qualcosa d’importante, ma lui non mi è mai saltato addosso. Furbo, paziente. Sono stata io, a un certo punto, a prendere l’iniziativa, come a dirgli: allora, c’è qualcosa che non va?… E abbiamo scoperto che andava tutto benissimo.”
Non posso che chiederti approfondimenti su questo straordinario amore. Ad
esempio: sei fedele, veramente fedele? Sinceramente.
“Fedele? Sono fedelissima, altrochè. Neanche mi salta per la testa di andare con un altro, siamo matti? Posso sentire un’attrazione, è normale, ma vince sempre il legame, il pensiero di quanto mi senta unita a mio marito. Il nostro è un rapporto fondato sull’intelligenza, oltre che sull’amore. E dunque su un’enorme fiducia reciproca. Non ci mettiamo la camicia di forza addosso. Siamo liberi di vivere come vogliamo, si va, si viene. Ma anche quando siamo lontani anzi specialmente quando siamo lontani, sentiamo sempre che il legame c’è.”
Spiegami.
“Cosa debbo dire? Mi piace il suo odore, aspetto di essere in intimità con lui, come nei primi tempi: non è cambiato niente, il trasporto è uguale. E quando lui esce di casa, la mattina, subito mi manca. E poi, che cosa c’è di strano?, come tutte le coppie, litighiamo, ci becchiamo… E saremmo pronti a lasciarci, come tutti, se non ci fosse questo piccolo motivo, l’unico motivo per cui una coppia sta insieme e non si lascia mai: siamo troppo innamorati, innamoratissimi. Anche se tu insisti e, forse, non ci credi.”
Mi sento come uno scienziato di fronte a un caso raro, unico: pur
considerandolo da ogni angolo, non trovo la spiegazione.
“Esagerato. Questo è sarcasmo puro. Ma non mi tocca.”
Vorrei chiederti: una scappatella, nell’ambito di questo grande grandissimo amore, si può perdonare?
“Una scappatella, una “sua” scappatella? Non saprei. Non mi sono mai posta il dubbio! Se succedesse, non saprei. Insomma: se lo beccassi sul fatto, potrei anche ammazzarlo.”
Seriamente.
“E chi ti dice che non parlo seriamente? Vabbè: certamente lo perdonerei, come fare a non perdonarlo? Ma preferisco non pensarci, scusami.”
E allora pensa a una “tua” scappatella. Cosa succederebbe? Ti aspetteresti di essere perdonata?
“Se capitasse a me…? Non può capitare. E’ una domanda assurda.
Non vuoi capire che siamo una cosa sola, Luca e io, ci raccontiamo tutto, siamo marito e moglie, amici, amanti, complici, fratello e sorella, padre e figlia, madre e figlio… E’ un rapporto perfetto, non capisco perché tu insista tanto. Forse, se lo avessi conosciuto da ragazzina, sarebbe stato diverso. Ero immatura. Ma ho conosciuto Luca all’età opportuna: matura, adulta. E in grado di capire la fortuna che mi era capitata. Insomma, sono arrivata nel momento giusto all’amore della mia vita. Sono persuasiva o debbo aggiungere altro?”
No. E’ assolutamente persuasiva.

cesare@lamescolanza.com
settembre 2003

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