CANALIS (ELISABETTA)

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E BENE SI, sale LO DICO SOLO A VOI: IO E BOBO…

Canalis

di Cesare Lanza “Sette”

Allora: è vero che la tua storia con Bobo Vieri è ricominciata?
“Ah, cominciamo proprio così? Ma cosa importa, alla gente, dei miei affari sentimentali?”
Cara Elisabetta Canalis, se è un argomento spinoso per te, meglio affrontarlo subito.
“Non è spinoso. Non mi va di parlare della mia vita privata.”
Allora?
“Sì. Stiamo di nuovo insieme. E potremmo chiudere qui. Non è poco. E’ la prima volta che ammetto, ufficialmente, che la storia c’è.”
Perché tanta fretta di liquidare l’argomento?
“Perché è un momento della mia vita in cui mi sento davvero molto felice. E ho paura di guastare qualcosa, involontariamente, dicendo parole fuori posto. E’ già successo, purtroppo e per colpa mia, la prima volta.”
Semplice, allora. Tu stai attenta a non dire parole fuori posto e io riferirò testualmente quello che mi dirai.
“Ho avuto problemi, in passato: mi sono comportata ingenuamente. Ci sono giornalisti che ingigantiscono, deformano, fanno colore, aggiungono battute… Non faccio di ogni erba un fascio, ma sono diventata diffidente. E questa volta mi sono imposta una linea: silenzio.”
Quanto durò il fidanzamento, la prima volta?
“Tre anni.”
E per quanto tempo siete rimasti divisi?
“Sette mesi.”
E perché finì?
“A raccontare i motivi, oggi, sembrerebbero cose da bambini. Chiunque sa che le storie a volte si spengono così, senza ragioni importanti.”
E chi lasciò chi?
“Non importa e non ne parlo. Non ci furono traumi, tutti e due d’accordo. Non è che uno dei due prese l’iniziativa… C’era bisogno di un po’ di riflessione. Restammo amici, ogni tanto ci vedevamo. Ma insisto, non voglio parlare dei miei fatti intimi.”
Tuttavia il mio compito è fare domande. Ho letto che vi siete rivisti alla festa del
mensile Max, poi vi hanno beccato i fotografi di Novella 2000. E così è cominciato il mormorìo: Vieri e Canalis di nuovo insieme.”
“E possiamo dargli un taglio, a questo mormorìo!”
Va bene: parliamo del tuo lavoro. E di cosa è cambiato, per te, nell’ultimo anno, da Striscia a Controcampo…
“A Striscia c’era il clima di una grande famiglia.”
E come sono rimasti i rapporti, con Antonio Ricci?
“Ottimi. Se ho bisogno di un consiglio, mi rivolgo a lui, è la persona che stimo di più, nell’ambiente. Ricci è la tivu. Mi aiuta a capire, a crescere.”
Greggio e Iacchetti?
“ Non riesco a immaginare loro senza Striscia nè Striscia senza di loro. Anche Bonolis e Laurenti sono una coppia formidabile, ma Greggio e Iacchetti sono l’identità del programma. Greggio è brillante, pacato, non si arrabbia mai. Enzino è più sensibile, un vero attore teatrale. E come quasi tutti gli attori di teatro è tormentato. Comunque, due fenomeni.”
Facciamo un passo indietro. Tu appartieni a una famiglia di ottima borghesia.
Il papà uno stimatissimo professionista, un medico, tua mamma un’insegnante di lettere.
E tu prendi la maturità classica al famoso liceo Azuni di Sassari, dove hanno studiato Berlinguer e Cossiga, Segni e Togliatti…”
“E allora?”
Vorrei capire come, all’improvviso, ti sia nata la voglia di fare la velina. Sembra, più o meno, il film di Muccino.
“Lasciamo perdere Muccino. Non ho visto il suo film: a forza di sentirne parlare e di essere interrogata sull’argomento, mi è venuta una specie di nausea. Mi sembra che si sia montato un gran polverone. E non capisco l’attacco, pregiudiziale, alle veline. Non capisco perché una ragazza che studia e che punta anche sulla sua bellezza debba essere considerata pregiudizialmente oca, più stupida di un’altra ragazza che preferisca una vita tradizionale.”
Non hai risposto alla domanda.
“Ci arrivo. Mi trasferii a Milano, dopo la maturità, per frequentare l’Università, non per fare la velina. Poi fui notata a una festa e selezionata per Striscia.”
Lo rifaresti?
“Cento volte.”
Eri stata adocchiata anche per un film di Pieraccioni, ma scartata…
“In un certo senso fu la mia fortuna. Se avessi lavorato a quel film, che non andò benissimo, non avrei potuto cogliere l’opportunità di Striscia.”
Così gira la vita. Sliding doors.
“Vero. Restai un po’ male per la bocciatura da Pieraccioni e invece…”
Credi dunque nel destino.
“Un po’. Ma una spintarella dobbiamo darcela da soli.”
E sembri soddisfatta di lavorare nel mondo dello spettacolo.
“Sì. Mi piace.”
Proprio niente che non ti piaccia?
“Non mi piace vedere persone che hanno lavorato con grande successo e poi arrancano, si accontentano di fare ospitate, per rimediare uno spazietto…”
Tu non lo farai?
“No: è mortificante. Penso che sia importante ritirarsi in tempo, non stare lì ad aspettare che squilli il telefono che poi non squilla mai e che qualcuno si ricordi di te…”.
E cosa, invece, ti piace?
“Ricevere complimenti dagli addetti ai lavori, complimenti specifici per il lavoro. Non le solite smancerie sul fatto che una è bella, carina…”
La bellezza non è importante?
“Solo all’inizio, per farsi conoscere.”
A Controcampo hai un ruolo importante.
“L’ambiente è difficile. Giornalisti, sportivi, esperti di calcio… Cerco di districarmi tra allenatori, giocatori, arbitri. E di proporre domande sdrammatizzanti, personali.”
Chi ti assiste?
“Paolo Ziliani, un autore. Ma soprattutto l’ex arbitro Graziano Cesari, in video.
Quando mi vede in difficoltà, mi spiega, mi aiuta. Lo adoro. E poi è bravo, ha uno
stile interessante, un futuro televisivo.”
E il conduttore, Sandro Piccinini?
“Mi trovo benissimo anche con lui. Ha i tempi giusti, è sempre professionale. Ed è molto scaramantico…”
Ah, sì?
“E’ convinto che uno specchietto a forma di conchiglia gli porti fortuna. E poi c’è Maurizio Mosca: ho una forte simpatia per lui. E’ furbissimo. Sa quando è il momento di attaccare e quando bisogna scherzare…”
E Mughini?
“Imprevedibile, vola alto. E’ molto colto… Tira fuori certe espressioni! Come l’altra sera, la Juventus – la squadra a cui tiene, come tutti sanno stava perdendo. E lui: ho visto la vita da sotto un autobus…”
Dicono che fai molte gaffe.
“ Non nego. Anzi Cesari dice che farà un libro, sulle mie gaffe. Senza contare quelle che lui riesce ad evitarmi. Ad esempio, c’era in studio un giornalista sportivo anziano, a quanto pare molto famoso, e io ho chiesto sottovoce a Graziano: anche lui è un ex arbitro, da quanti anni ha smesso di arbitrare?”
E poi?
“Un’altra volta c’era Gaucci, il presidente del Perugia, in collegamento. E io dico che strano ufficio ha, pieno di statuette… E c’era una cosa, un altro stendardo, non ho capito bene: lo scudetto vinto dal Perugia.”
No, scusami, il Perugia non ha mai vinto uno scudetto.
“Allora, fermiamoci qui.”
E perchè? Del resto tutti ti giustificheranno.
“E perché?”
Perchè, essendo fidanzata di Vieri, che gioca nell’Inter, finora uno scudetto
non lo hai mai visto.
“Questa è una malignità.”
Eccone un’altra. E’ vero che il tuo boom di notorietà è nato dal famoso calendario senza veli?
“Sì, è vero. Mi fece grande pubblicità.”
Lo rifaresti?
“Beh, per ora uno basta. Però mai dire mai.”
Voglio dire: quel calendario, lo rifaresti?
“Certo, perché no? Anche se era un prodotto studiato, fin dalla culla, per far discutere.A proposito, un’amarezza per me è stata quella di essere accusata di non destinare parte dei miei guadagni, in quel caso i proventi del calendario, a cose di beneficenza. Ma chi fa beneficenza, non è obbligato a dirlo, no? Anzi, forse è più serio essere riservati.”
Nel tuo lavoro, hai modelli di riferimento?
“No. Però le due conduttrici che mi piacciono di più sono Alessia Marcuzzi e Simona Ventura.”
Per finire, considerando la tua ritrosia a rispondere ad alcune domande, ti prego di definirti da sola, con qualche aggettivo.
“Sono impulsiva. E ansiosa. Sicuramente positiva. Forse un po’ volubile.”
E il tuo fidanzato, Christian Vieri, come lo vedi?
“E’ dolcissimo. Al contrario di quello che molti pensano, perché molti pensano che sia scontroso e scorbutico. Invece, è molto dolce.”
Dolcissimo, tutto qui?
“Per me, è la parola che dice tutto.”
E adesso che lo hai ritrovato, lo sposerai?
“E viva l’insistenza! Ma se non ho ancora deciso se mai mi sposerò.”

2-5-03

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