CALTAGIRONE (AZZURRA)

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AZZURRA CALTAGIRONE
No comment sulla vita privata

azzurra-caltagirone

di Cesare Lanza

“Per principio non mi occupo mai della vita privata degli altri. E non parlo della mia. Punto.” E fine. Azzurra Caltagirone,  27 anni, non lascia un millimetro di spazio: impossibile sapere come abbia preso l’attenzione, che alcuni giornali (prima “Il Foglio”, nella rubrica di gossip-snob “Alta Società” e poi “L’Espresso”) hanno dedicato alle indiscrezioni sul suo legame sentimentale con Pier Ferdinando Casini.
Si può ipotizzare una sovrana indifferenza – condivisa con il personaggio politico – verso le chiacchiere: pochi giorni fa i due si sono tranquillamente fatti vedere insieme – vicino a loro, Gianfranco Fini – allo stadio Olimpico, per una partita della Lazio in Champions League (lei non ha ardori calcistici, lui è tifoso schierato del Bologna). L’alt ai pettegolezzi è irremovibile anche da parte del padre, Franco Gaetano, editore del Messaggero – “i miei figli sono persone adulte, per bene, mature, responsabili: sanno quello che fanno, non entro nella loro privacy”, ecco in sintesi la sua posizione, attribuitagli da chi gli è vicino – e dagli amici, pochi e intimi, di Azzurra. Una delle sue compagne più assidue, la bellissima Lucia Gramazio (diedero soccorso una volta a Giovanni Minoli, malconcio per un futile incidente stradale), respinge decisamente la richiesta di pur minime, e innocenti, informazioni.
Forse anche per questa riservatezza, da alcuni anni – da quando il padre l’ha inserita nel cda del “Messaggero” – verso la cucciola di casa Caltagirone si è diffusa molta curiosità, nel mondo editoriale, politico e finanziario, e nei micidiali salotti in cui si guarda di norma con scarsa tenerezza, con pregiudiziale ironia verso qualsiasi novità. Che cosa si sa, di Azzurra? Chi ne parla (soprattutto i giornalisti…) si esprime con persuasiva simpatia. E’ minuta, molto carina ancorchè indiscutibilmente somigliante al padre (che stravede per lei, in maniera forse anche imbarazzante, verso gli altri due figli, maschi), stupendi occhi chiari, citazione fissa di chiunque parli di lei.. Ha il vezzo di vestire sempre di nero, la gonna appena sopra il ginocchio, mai un filo di trucco. Dicono poi che abbia una qualità seduttiva rara, saper ascoltare e manifestare agli interlocutori rispetto e attenzione. Salvo, quasi a sorpresa, non di rado in disaccordo, replicare in poche parole, asciutta e talvolta anche brusca, come fa il padre quando vuole tagliar corto.
L’ufficio di Azzurra Caltagirone è al ristrutturatissimo primo piano del famoso palazzo del Messaggero in via del Tritone (i giornalisti lamentano che gli altri piani siano rimasti invece com’erano più o meno fascinosamente obsoleti): lei arriva verso le 9, alla guida di una “Smart”, e se ne va a sera inoltrata. Breve intervallo all’ora di colazione: si allontana a piedi verso Fontana di Trevi, per un panino in un bar, anche in piedi. Prima del Messaggero, un piccolo debutto al “Tempo”, dove consegnava (e pubblicava) dotti articoli d’arte: oggi, editrice in carriera, esclude di aver mai pensato al giornalismo. Se mai, a un’attività legata all’arte, di cui è appassionata e competente (studi a Londra, dove ha vissuto alcuni anni): periodo preferito il 400, frequenti week end in giro nel mondo, per mostre e aste importanti. Anche negli hobby di radice culturale è simile al padre, che da ragazzo era chiamato “Treccani” dai compagni e oggi è uno dei più noti collezionisti di monete antiche.
Azzurra parla inglese e francese, adora come il padre la pizza (rigorosamente bianca per l’editore, da “Celestina”). Tra tante somiglianze, l’unico contrasto conosciuto con il padre riguarda il fumo: lui lo odia, lei si concede molte sigarette, ma mai in sua presenza. Ama la barca a vela, con il fratello Alessandro, ottimo skipper, come maestro. La mamma Luisa, che non disdegna di farsi vedere con la borsa della spesa, le ha inculcato modi semplici: così, di solito, gira con pochi soldi in tasca. “Certo, è l’unica impiegata a cui non do lo stipendio”, la sfotte il costruttore-editore. Qualche settimana fa, con la mamma, ha organizzato una festa di compleanno a sorpresa per il padre, facendogli trovarea casa, inaspettati, gli amici più cari. Non si sa quanto Franco Gaetano, restìo alla vita mondana, abbia – nell’intimo – gradito.
E la vita sentimentale? Corteggiatissima (invano, a lungo, da Luigi Carraro, figlio di Franco e Sandra), le è attribuita una lunga liaison con un giovane italo americano, che studiava a Londra. Azzurra vive in un appartamento-dependance della reggia paterna ai Parioli, forse la casa più bella di Roma. Tra breve la prossima uscita pubblica, se saranno driblate le noie del gossip sugli affari di cuore, per annunciare il portale Internet del Messaggero. Consapevole del ruolo che le è stato disegnato dalla volontà paterna (ai fratelli Cementir e Vianini, a lei i giornali) si applica come a scuola. Rapporti quotidiani col direttore Paolo Graldi, ma si incontra spesso anche (unica della famiglia) con l’ex, Pietro Calabrese. In ufficio, è appiccicata al computer. La parola prediletta dal padre è “competenza”: guai a farsi beccare impreparata.

Cesare Lanza (Panorama, marzo 2000)

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