ARCURI (MANUELA)

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Manuela Arcuri 2001, chi è capace mi acchiappi

«Coccolosa». Affascinata dal senso dell’umorismo. Una «che se ama non si fa pregare». La bruna più desiderata dagli italiani spiega che cosa la conquista in un uomo. E quali sono i suoi punti deboli.

di Cesare Lanza

Manuela Arcuri, la splendida ragazza del calendario 2001 di Panorama, è consapevole di essere l’oggetto del desiderio, per (quasi) tutti irraggiungibile, di milioni di maschi.

«Posso dare però una buona notizia» civetta. «Sono single. Chi ne è capace, mi prenda».

Le proponiamo allora, per facilitare la scalata a Manuela, tre giochini di virtuale seduzione. Primo: la tipologia dei corteggiatori in cui finora si è imbattuta, con qualche critica osservazione. Secondo: quale sia, secondo i suoi gusti, l’identikit del conquistatore ideale. Terzo: una miniguida, con consigli utili, per chi davvero volesse tentare di sedurre Manuela.

Ci sta?
Ci sto. Per carattere sono allegra, disponibile a ogni gioco. E mi considero innocente: lei non immagina i corteggiatori che mi danno una tenerissima nostalgia.

E chi sono i fortunati che hanno lasciato in lei questo segno indelebile?
I ragazzini. Ho 23 anni e mi sento gli occhi maschili addosso da quasi dieci anni. Quando avevo 14 anni gli studenti, anche universitari, mi stavano addosso. Letterine. Occhiate. Appuntamenti per un gelato. Ricordo il primo bacio. Fabrizio… Per fortuna lui era più esperto di me. Io ero assolutamente imbranata.

Poi, crescendo…
Proposte e avance da ogni parte. Dico subito che i corteggiatori più graditi sono i simpatici. Sono vincenti. Quelli che hanno la battuta giusta, che ti fanno ridere. L’umorismo può essere irresistibile: ti distrae, dà allegria. E io ricambio. Perché sono luminosa, solare, so stare agli scherzi.

Se ne deduce che gli insicuri, invece…
Vuole dire i timidi? Non hanno spazio con me. Mai entrati nella mia vita. Forse li metto in soggezione. Si spaventano e fuggono. E io certo non li incoraggio.

Largo, allora, a chi va per le spicce?
Al contrario. Non sopporto gli aggressivi. E non hanno speranze, con me. Ci sono stati anche episodi spiacevoli.

Chi, quando?
Banalità, miserie. Non importa parlarne. Rimuovo.

Torniamo al corteggiamento. Timidezza e aggressività mai. Forse funzionano le coccole?
Ah, quelle sì. I coccoloni sono formidabili. Ma spontanei, sinceri. Riconosco subito i viscidi, i furbi, gli ambigui, che usano l’arma della dolcezza per farsi strada. E li respingo. Un uomo deve darmi affetto sincero, deve prendermi con dolcezza. Anch’io sono molto coccolosa.

All’occorrenza, prende l’iniziativa?
Certo. Non mi faccio pregare, se sento qualcosa. Mentre non sopporto i montati. Bocciati subito!

E come si riconoscono?
Quelli che si danno delle arie, pensando di fare colpo. A volte ragazzi molto belli, ce n’è un’infinità nella moda, pensano di essere chissà chi. Non c’è feeling. E più o meno nella stessa categoria sono gli ironici.

Ma non ha detto che l’umorismo è un’arma vincente?
Sì, ma alla larga dagli ironici sfottenti, pesanti, quelli con le battutine che fanno ridere solo loro. Una battuta va bene, due sono troppe. Usano l’ironia come difesa, imbarazzati dal mio corpo. Mi sentono bella, forte. Tanti saluti e ciao. Come con i tattici.

Tipo una partita di calcio?
Ma sì. Quelli che per andare in gol…

Metafora maliziosa!
Sì, quelli che si polverizzano il cervello con le manovre. Misteriosi, sfuggenti, nascondono quello che hanno in mente. Va bene la prima settimana, poi mi stufo dei comportamenti organizzati a tavolino. Non funziona. Mentre i veri intellettuali…

Quelli, almeno, vanno bene?
Sì, a condizione che non siano esagerati. Non devono schiacciarmi con il loro sapere, con presunzione. Niente eccessi. Li vorrei pacati, umili, tolleranti. La cultura mi affascina.

Non abbiamo dimenticato la ricchezza.
Chiunque è sensibile al fascino dei super ricchi: l’aereo privato, il panfilo… Ma per amarsi e vivere bene non basta. Solo una cosa in più. Idem per gli eleganti.

Che vuol dire?
Casual o elegante non importa: basta essere a posto nella situazione giusta. Se lui veste elegante, la prima cosa che mi affascina è la cravatta. Dà lo stile.

Bene: ora possiamo costruire l’uomo ideale dei suoi sogni. Con personaggi reali, d’accordo?
Ok!

Simpatico come…
Leonardo Pieraccioni.

Elegante come…
Sean Connery.

Casual come…
Bruce Willis.

Spontaneo come…
Maurizio Costanzo.

Super ricco come…
Non rispondo.

Come lo sceicco dell’estate ’99?
Basta con questa vecchia storia. Non voglio parlarne più. Non nominiamolo più!

Ironico (al punto giusto) come…
Eddie Irvine.

Aggressivo, quanto basta, come…
Enrico Mentana.

Carismatico come…
Paolo Bonolis.

Un bravo ballerino come…
Ricky Martin.

Intelligente come…
Vittorio Sgarbi.

Bello come…
Brad Pitt…

Dolce come…
Come non ho mai conosciuto nessuno, nel mondo dello spettacolo.

E ora, Manuela, non resta che passare ai consigli per l’acquisto: un manualetto per espugnarla.
Per la presa di Manuela si può sperare nel colpo di fulmine?
Certo. Mi è successo e ci credo. Ma non è la norma. Il manualetto potrebbe consistere in un solo paragrafo.

E cioè?
Il mio conquistatore deve dimostrarmi, ed è inutile barare perché non sono stupida, che il suo interesse va al di là del mio aspetto fisico. Dev’essere interessato a Manuela.

In pratica?
Tutti vorrebbero portarmi a letto e stop. Ma Manuela non è una ragazza da letto e stop. Il mio conquistatore deve accettare il mio lavoro, capire chi sono. Deve essere amico e complice, aiutarmi. E coccoloso, sempre vicino.

Può essere geloso?
Una puntina, che non dia fastidio.

E la stagione più propizia per andare all’assalto?
Io sono freddolosa. Meglio i mesi caldi. D’inverno mi piace stare chiusa, quando esco mi imbacucco nei miei cappottoni. Il caldo mi eccita, mi libera.

E il luogo, per il campo di battaglia?
Ah, il luogo è molto importante. Mi piace stare comoda. Ma il segreto mi fa perdere la testa. Mi coinvolgono le cose un po’ nascoste.

Per esempio?
In una cena importante, far finta di non conoscersi. Segreti semplici, come il piedino. O più rischiosi: in una festa, appartarsi in una camera isolata. Con un po’ di rischio. Il segreto e il rischio sono una grande attrazione, per me.

E davvero, ora, lei è single? L’ultimo fidanzato conosciuto?
Un ragazzo del tutto sconosciuto, è durata otto mesi, non voglio farne il nome. E ora sono libera. Libera!

E in apparenza semplice, ma in realtà molto esigente, complicata.
Forse no. Per esempio, non penso certo al matrimonio, ma a un vero uomo che sappia starmi accanto, sì. Manuela non ha lesinato le istruzioni per l’uso. La caccia, per chi è interessato, è aperta.
Panorama 10.11.00

L’IRRESISTIBILE ASCESA DI UNA «BOMBOLONAIA»
Dalle passerelle al set, la carriera fulminante di Manuela Arcuri
Nasce a Latina l’8 gennaio 1977 (Capricorno).
A 14 anni inizia a posare per servizi fotografici di moda. Nel ’95, a 17 anni, ha una piccola parte nei Laureati di Leonardo Pieraccioni e gira I buchi neri di Pappi Corsicato. A 18 anni, nei panni della «coatta», è l’interprete, con Claudia Gerini, di Viaggi di nozze, di Carlo Verdone. Nel ’99 gira Il commmissario Pepe per Raidue e sbanca i botteghini con la bombolonaia di Bagnomaria, sogno erotico degli italiani. Posa per il primo calendario arabo (per un’acqua minerale) per l’emiro Al Habtoor, con cui ha una storia. In attesa del calendario 2001 di Panorama, è ora sugli schermi con il film Teste di cocco.

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